Pubblicità display: come funziona

Verificato dalla redazione

Hai preparato i banner e scelto gli spazi pubblicitari, ma che cosa dovrai cercare nel rapporto finale? La pubblicità display può far conoscere un brand prima che qualcuno ne cerchi il nome, riportare un visitatore sul sito e contribuire a una vendita avvenuta giorni dopo. Per capire se ha funzionato, bisogna seguire questi passaggi: dall'annuncio visto alla ricerca del prodotto, fino a quando qualcuno acquista o compie un'altra azione che hai scelto di misurare.

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un esperto di marketing analizza una campagna pubblicitaria display

Che cos'è la pubblicità display

La pubblicità display usa annunci visivi e, in alcune campagne, video o audio per raggiungere il pubblico e rafforzare la conoscenza del brand. Può generare clic e vendite, ma il suo effetto comprende anche i contatti che precedono una ricerca o una visita successiva.

La differenza con gli annunci nella ricerca chiarisce quando avviene il contatto. Chi digita una richiesta ha già espresso un interesse; un annuncio display può incontrarlo prima, su un sito, in un'app o accanto a un video. La campagna punta quindi a ottenere copertura e impressioni, cioè a raggiungere persone e mostrare loro gli annunci. Alcuni contatti portano subito al sito; altri possono far ricordare il brand più tardi. Per ricostruire il risultato devi sapere dove è apparso l'annuncio, quante volte è stato visto e che cosa è successo dopo.

Google Ads consente di creare campagne display per pubblicare annunci su siti, app e contenuti video della Rete Display.

Google Ads Help

Una campagna display può combinare creatività visive, scegliere le persone o i contenuti accanto ai quali mostrarle e misurare separatamente quante persone raggiunge e quante impressioni genera. Google Ads è una delle piattaforme con cui pianificarla. Gli spazi social e video aggiungono altri contesti; quelli legati agli acquisti avvicinano invece l'annuncio al momento in cui una persona confronta prodotti. La disponibilità degli spazi, però, è soltanto il punto di partenza: per una campagna rivolta all'Italia contano anche la trasparenza dell'annuncio e il consenso all'uso dei dati personali per scegliere a chi mostrare la pubblicità.

Nel linguaggio corrente la pubblicità display viene spesso chiamata semplicemente «banner». Il banner è uno dei suoi formati: una campagna può usare anche annunci adattabili, video e messaggi rivolti a chi ha già avuto un contatto con il brand.

Prima di avviare una campagna, scegli chi raggiungere, dove e con quale formato mostrare gli annunci; poi stabilisci quante volte mostrarli e come valutarne i risultati. Un'immagine efficace raggiunge poche persone se il pubblico selezionato è troppo ristretto; una copertura ampia dice poco se non sai quali risultati osservare.

Quali obiettivi può raggiungere

Una campagna display può far conoscere un brand o un prodotto, ampliare la copertura, ricontattare i visitatori e favorire conversioni successive, come acquisti o richieste di contatto. Per valutarla bisogna seguire il percorso della persona oltre il primo clic.

Gli obiettivi nelle diverse fasi

Il primo dato da esaminare è la copertura: quante persone hanno avuto la possibilità di vedere il messaggio. La seconda riguarda il ricordo del brand e l'interesse che può manifestarsi in una ricerca successiva. Visite e azioni sul sito sono altri indicatori da osservare, anche quando avvengono senza un clic sull'annuncio. Un piccolo operatore può usare questa sequenza per presentare un prodotto nuovo o preparare il pubblico a una stagione di acquisti. Deve però distinguere ciò che la campagna ha effettivamente favorito da ciò che sarebbe accaduto comunque.

In Google Ads, gli studi Brand Lift confrontano gruppi esposti e non esposti agli annunci per valutare cambiamenti in metriche come notorietà e intenzione d'acquisto.

Guida di Google Ads

Il confronto tra gruppi permette di mettere alla prova una prima ipotesi: l'annuncio ha lasciato un segno anche presso chi non ha visitato subito il sito?

Il Search Lift misura se gli annunci aumentano la probabilità che gli utenti cerchino un prodotto o un brand su YouTube e nella Ricerca Google; la disponibilità dello studio va verificata nell'account.

Guida di Google Ads
Dove la piattaforma lo consente, anche l'aumento delle visite può essere stimato confrontando persone esposte e un gruppo di controllo. Questi dati descrivono effetti diversi e, letti insieme alle conversioni dopo una visualizzazione, completano ciò che i soli clic non mostrano.

Le esigenze più comuni

Una campagna display può servire a:

  • presentare un brand, un prodotto o una categoria a un pubblico nuovo;
  • raggiungere persone che non stanno ancora cercando il prodotto;
  • ricontattare visitatori del sito o clienti precedenti;
  • sostenere una domanda che si manifesta più tardi e le conversioni successive;
  • capire quali messaggi suscitano interesse.

Il percorso in un negozio online

Per un e-commerce, il controllo può partire da tre segnali: ricerche del brand, visite al sito e azioni vicine all'acquisto. Sono passaggi collegati, ma nessuno dimostra da solo che una variazione dipenda dalla pubblicità.

In un caso e-commerce, valuta insieme l'andamento delle ricerche del brand, delle visite al sito e delle azioni d'acquisto. Se i tre indicatori cambiano durante la campagna, approfondisci il confronto con il periodo precedente o, quando disponibile, con un gruppo non esposto. Un aumento coerente di ricerche, visite e acquisti può sostenere l'ipotesi che la campagna abbia inciso in più fasi del percorso.

Annunci adattabili e banner caricati

Gli annunci display adattabili e i banner caricati richiedono lavori diversi. Nei primi la piattaforma combina gli elementi che fornisci; nei secondi prepari un file con una composizione già definita. La scelta dipende da quanto controllo ti serve sul risultato finale.

Come si compone un annuncio adattabile

Uno spazio orizzontale e uno verticale chiedono composizioni diverse. In Google Ads gli annunci display adattabili combinano immagini, titoli, descrizioni e loghi forniti dall'inserzionista e si adattano agli spazi disponibili. Puoi caricare fino a 15 immagini. Nella nostra preparazione delle campagne trattiamo quindi ogni immagine e ogni testo come parte di un insieme: se tutti dicono la stessa cosa, il sistema produrrà varianti di aspetto diverso ma con un messaggio quasi identico.

Per gli annunci display adattabili Google consiglia un'immagine orizzontale di 1200 × 628 px, con minimo 600 × 314 px, e una quadrata di 1200 × 1200 px, con minimo 300 × 300 px.

Quando conviene caricare il banner finito

Un annuncio caricato offre maggiore controllo quando la disposizione di testo, immagine e marchio deve essere precisa. Richiede però un file adatto a ciascun formato scelto. L'adattamento automatico riduce il lavoro sulle singole dimensioni, ma la varietà del test dipende dai materiali forniti; se la composizione deve restare sotto il tuo controllo, i banner caricati meritano una valutazione. Il confronto riguarda quindi sia l'aspetto dell'annuncio sia il tempo necessario per produrlo e verificarlo. Un banner HTML5 è un annuncio realizzato con codice: può animarsi, mentre un banner grafico caricato è un'immagine già pronta.

CriterioAnnuncio display adattabileBanner grafico caricatoBanner HTML5 caricato
Controllo del layout finaleLa piattaforma combina gli asset e adatta il risultato allo spazio.L'inserzionista prepara il layout per ciascun formato.L'inserzionista controlla layout e animazione entro le specifiche della piattaforma.
Lavoro di produzioneRichiede immagini, titoli, descrizioni e loghi coerenti tra loro.Richiede l'adattamento e l'esportazione dei formati scelti.Richiede sviluppo, archivio ZIP e controllo tecnico prima del caricamento.
Verifica prima del lancioControllare le combinazioni degli asset nell'anteprima.Controllare leggibilità e composizione in ogni dimensione.Controllare struttura del file, risorse incluse e conformità alle specifiche HTML5.

Il banner è uno dei formati display

Un banner può essere statico, animato o realizzato in HTML5. Ha poco tempo per comunicare: immagine, marchio e messaggio devono rimanere comprensibili anche quando lo spazio è piccolo. Se un formato mobile rende il testo illeggibile, l'impressione registrata non garantisce che la persona abbia colto la proposta.

Google Ads accetta annunci display caricati come file grafici e creatività HTML5 in archivio ZIP; formato e peso vanno verificati nelle specifiche del tipo di annuncio scelto.

Google Ads Help

Tra i formati display comuni indicati da Google figurano 300 × 250, 336 × 280, 728 × 90, 300 × 600 e 160 × 600 px. Verifica le specifiche dell'annuncio caricato prima di esportare i file.

Parti dai formati che coprono gli spazi utili nel tuo piano media e aggiungi gli altri solo dove esiste una copertura disponibile. Così puoi controllare la leggibilità di ogni versione, invece di moltiplicare file difficili da verificare.

Ridimensionare meccanicamente lo stesso banner può far sparire il messaggio. Controlla testo, logo e invito all'azione nelle dimensioni effettive, soprattutto sui formati mobili più piccoli.

Dove appaiono gli annunci display

Uno spazio pubblicitario digitale cambia il significato del contatto. La stessa immagine incontra una persona in una situazione diversa se appare su un sito, in un'app, accanto a un video o in un ambiente dedicato agli acquisti.

Il contesto dello spazio conta

Su un sito informativo l'attenzione è rivolta al contenuto; in una piattaforma social l'annuncio compete con messaggi e video; in uno spazio commerciale la persona può già confrontare prodotti. Da questa differenza nasce un problema di lettura: un clic ottenuto in un contesto vicino all'acquisto non vale come prova che lo stesso messaggio funzionerebbe allo stesso modo altrove. Per ogni spazio conviene annotare il ruolo previsto nella campagna e confrontare i risultati con quel ruolo.

La Rete Display di Google comprende siti web, app mobili e contenuti video sui quali possono apparire gli annunci delle campagne display.

Google Ads Help
canali di pubblicazione degli annunci display

Quali spazi valutare in Italia

Per una campagna rivolta all'Italia puoi confrontare reti display, piattaforme social e video e spazi legati agli acquisti, verificando pubblico raggiungibile, formati e condizioni di acquisto. Una rete distribuisce annunci su numerosi siti e app, ma la copertura effettiva va stimata per il pubblico che ti interessa. Accanto alla Rete Display di Google esiste anche un contesto commerciale distinto:

Amazon Ads propone annunci display sulle proprietà e sui dispositivi Amazon e su contenuti di terze parti.

Amazon Ads
Se il tuo obiettivo riguarda persone vicine alla scelta di un prodotto, questi spazi aggiungono una possibilità da valutare nel piano, senza equipararla automaticamente alla copertura di una rete generalista.

Acquisto automatico e limiti della copertura

Nel programmatic parte dell'acquisto degli spazi display e video avviene attraverso regole e offerte automatiche. Il meccanismo d'asta decide quale annuncio può occupare uno spazio disponibile in base alle condizioni della campagna. Questo amplia le possibilità di distribuzione, ma rende ancora più utile controllare dove l'annuncio è apparso e se è stato effettivamente visibile. Nel web aperto gli ad blocker possono ridurre il numero di annunci visualizzati. Sono programmi che impediscono la comparsa di molti annunci: la copertura prevista può quindi superare i contatti effettivamente misurati.

Confrontare i canali nel piano media

Nel piano media italiano confronta reti display, piattaforme social e video e spazi commerciali per ruolo, modalità di acquisto e qualità della misurazione; budget minimi e prezzi dipendono dalla piattaforma e dallo spazio. Più un ambiente è vicino all'acquisto, più può essere semplice osservare una conversione. Diventa però anche più difficile separare l'effetto dell'annuncio da un interesse che esisteva già. Per questo una campagna di copertura e una collocata accanto a prodotti in vendita richiedono letture diverse nel rapporto finale.

Targeting per pubblico e per contenuto

Il targeting per pubblico definisce a chi mostrare l'annuncio; il targeting contestuale considera il tema del contenuto o lo spazio in cui appare. In una campagna display le due scelte possono completarsi: una riguarda le persone, l'altra il momento in cui ricevono il messaggio.

Per definire il pubblico puoi partire, secondo le opzioni offerte dalla piattaforma, da interessi, caratteristiche generali o persone che hanno già visitato il sito. Il contesto riguarda invece pagine, contenuti e spazi pertinenti al prodotto. Se promuovi un alimento per bambini, per esempio, puoi ragionare sia sulle persone che potrebbero acquistarlo sia sui contenuti dedicati all'alimentazione infantile. Un segmento troppo ristretto, però, può ricevere lo stesso annuncio molte volte mentre la copertura smette di crescere: controlla insieme frequenza e numero di persone raggiunte.

Per ricontattare gli utenti dopo un contatto pubblicitario, configura i segmenti consentiti dalla piattaforma e verifica soglie minime e durata. In Italia i cookie e gli altri identificatori usati per la profilazione pubblicitaria richiedono il consenso informato dell'utente; i cookie tecnici seguono un regime distinto. La possibilità tecnica di creare un pubblico, quindi, non basta da sola a rendere utilizzabile ogni dato di tracciamento.

Il remarketing permette di rivolgere un messaggio successivo a chi ha già avuto un contatto con il brand, nei limiti delle impostazioni disponibili e del consenso raccolto. Il messaggio può essere più specifico di quello destinato a una persona nuova. Conviene tenere separati i risultati: chi conosce già il prodotto parte da una condizione diversa e appartiene spesso a un gruppo più piccolo.

«Se mescoli pubblico nuovo e remarketing nello stesso rapporto, la frequenza e il CTR possono nascondere differenze decisive. Leggi anche conversioni e costo per risultato per ciascun gruppo.»

Per controllare il targeting prima del lancio:

  1. Definisci chi vuoi raggiungere: persone nuove, visitatori precedenti o clienti.
  2. Scegli i contenuti e gli spazi coerenti con il messaggio.
  3. Imposta le esclusioni per evitare pubblico irrilevante e segmenti sovrapposti.
  4. Controlla durata e frequenza in rapporto alla dimensione del pubblico.

Non esiste una frequenza valida per ogni campagna. Stabilisci il numero di contatti e la durata in funzione dell'obiettivo, del pubblico disponibile e del tempo necessario a raccogliere risultati valutabili. Se la copertura rallenta mentre le visualizzazioni per persona crescono, valuta un pubblico più ampio o creatività nuove.

Come preparare le creatività

Un insieme di creatività serve a verificare messaggi diversi, non a ripetere lo stesso banner in più dimensioni. Prepara più idee visive e proposte, adattale ai formati richiesti e distingui i messaggi destinati a persone nuove da quelli per il remarketing.

Una campagna con una sola immagine e una sola frase risponde a una domanda molto limitata: come ha reagito il pubblico a quella combinazione? Con alternative realmente diverse puoi capire se conta di più la situazione mostrata, il vantaggio del prodotto o il motivo offerto per visitare il sito. Evita però di cambiare tutto insieme durante la prova, altrimenti non saprai quale scelta ha inciso sul risultato.

verifica dei banner prima del lancio della campagna

Definisci un budget di prova che possa produrre copertura e dati utili; eventuali soglie di spesa e modalità d'asta vanno controllate nella piattaforma scelta. Un budget ridotto richiede una prova più concentrata, ma non rende informativo un confronto fra annunci che ripetono tutti la stessa idea.

Negli annunci adattabili, immagini, titoli, loghi, video e descrizioni vengono combinati dalla piattaforma. Prepara quindi una scelta ragionata di materiali: ciascuno deve funzionare con gli altri e rappresentare un'ipotesi riconoscibile. Un annuncio rivolto a chi scopre il prodotto deve spiegarlo rapidamente; a chi ha già visitato il sito puoi offrire un motivo concreto per tornare.

Per organizzare la preparazione:

  1. Scrivi un obiettivo principale della campagna.
  2. Separa pubblico nuovo e persone da ricontattare.
  3. Prepara immagini che mostrino aspetti diversi del prodotto o del suo uso.
  4. Prova messaggi fondati su vantaggi o motivi di interesse distinti.
  5. Adatta ogni proposta ai formati effettivamente necessari.
  6. Identifica nelle misurazioni creatività, pubblico, spazio e periodo.

Il messaggio può cambiare con la fase del percorso: prima chiarisce quale problema affronta il prodotto, poi mostra che cosa lo distingue, infine offre una ragione per tornare dopo una visita. Questa progressione è più utile che presentare la stessa offerta a tutti. Controlla anche la pagina di arrivo: se il banner promette qualcosa che il sito non rende immediatamente riconoscibile, il clic difficilmente proseguirà.

Apri ogni creatività nelle sue dimensioni reali. Se su uno schermo piccolo non riesci a leggere il messaggio principale, rivedi la composizione prima di avviare la campagna.

Copertura, impressioni, clic e conversioni

La copertura indica quante persone sono state raggiunte; le impressioni contano le visualizzazioni degli annunci. Clic e conversioni descrivono le azioni successive. Ogni metrica risponde quindi a una domanda diversa.

Se una persona vede cinque volte lo stesso annuncio, contribuisce una volta alla copertura e cinque alle impressioni. Il rapporto tra impressioni e copertura descrive la frequenza media. Il CPM esprime il costo per mille impressioni e aiuta a confrontare la spesa necessaria per distribuire gli annunci. Per capire il contatto effettivo bisogna però guardare anche la visibilità.

Secondo Active View, un annuncio display è visibile se almeno il 50% della sua area appare sullo schermo per almeno 1 secondo; per i formati di almeno 242.500 pixel basta il 30% dell'area per 1 secondo.

La dimensione del banner incide dunque anche sul modo in cui interpreti la visibilità: confrontare formati diversi attraverso le sole impressioni può dare un quadro incompleto.

Il CTR è il rapporto tra clic e impressioni, espresso di solito in percentuale: clic ÷ impressioni × 100. Può indicare che un annuncio attira attenzione, ma non dimostra da solo che abbia generato vendite. Un messaggio molto invitante può ottenere clic e deludere sulla pagina di arrivo; uno pensato per far conoscere il brand può avere pochi clic e contribuire comunque a ricerche successive.

Google Analytics 4 permette di esaminare eventi e percorsi di conversione. Collegando Google Ads alla proprietà puoi leggere i risultati delle campagne insieme ai dati del sito.

Analytics Help

Una conversione dopo il clic segue una visita avviata dall'annuncio. Con l'attribuzione view-through, invece, si può registrare una conversione dopo una visualizzazione senza clic, entro la finestra impostata. Nelle nostre letture dei rapporti annotiamo sempre quella finestra accanto al dato: cambiarla può cambiare quante conversioni vengono attribuite agli annunci. Anche il modello che assegna tutto il valore all'ultimo clic va interpretato con attenzione, perché può lasciare fuori i contatti display avvenuti prima.

Leggi le metriche secondo la domanda a cui rispondono:

  • la copertura misura quante persone sono state raggiunte;
  • impressioni e frequenza descrivono quante volte è apparso il messaggio;
  • il CTR misura la quota di impressioni che ha prodotto un clic;
  • il CPC esprime il costo per clic;
  • il CPA esprime il costo per un'azione definita come obiettivo;
  • il ROI mette in rapporto risultato economico e spesa secondo la base di calcolo scelta.

Una formula possibile per il ROI è (ricavi attribuiti alla campagna - costi della campagna) ÷ costi della campagna × 100. Prima di usarla, stabilisci quali ricavi includere, per quale periodo e con quale modello di attribuzione; nei costi considera le voci che hai deciso di confrontare, come acquisto degli spazi e produzione. Senza una base di calcolo condivisa, due rapporti possono dare percentuali diverse pur partendo dalla stessa campagna.

Come confrontare le varianti senza conclusioni affrettate

L'efficacia della pubblicità display emerge da confronti preparati prima del lancio. Fissa il periodo e le metriche, distingui i pubblici e modifica un parametro principale per volta: così puoi capire meglio che cosa ha accompagnato un cambiamento.

Quando impressioni e conversioni sono ancora poche, una differenza di qualche clic può dipendere dal caso. Anche un risultato ottenuto in un solo giorno o su un singolo spazio può apparire più solido di quanto sia. Prima di scegliere una creatività vincente, controlla volume dei dati, distribuzione degli annunci e azioni compiute sul sito. Il CTR resta utile, ma da solo offre una prova troppo stretta.

Prima di confrontare periodi diversi, verifica se la piattaforma ha cambiato modelli di attribuzione, finestre di conversione o definizioni delle metriche. Una variazione nel rapporto può dipendere dal metodo di misura oltre che dal comportamento del pubblico.

Più una campagna lavora nelle prime fasi del percorso, meno il suo contributo può emergere da un rapporto fondato sull'ultimo clic. Le conversioni view-through e, quando disponibili, studi come Brand Lift e Search Lift aggiungono altri indizi. Uno studio di incremento richiede gruppi confrontabili, durata e volume sufficienti; verifica nell'account se è disponibile e a quali condizioni. La domanda resta concreta: che cosa è cambiato dopo l'esposizione rispetto a un gruppo che non ha visto gli annunci?

Prima di trarre una conclusione, controlla che:

  • il periodo di prova sia stato stabilito in anticipo;
  • in ogni ciclo cambi un parametro principale;
  • pubblico nuovo e remarketing siano analizzati separatamente;
  • CTR, copertura, frequenza e spazi siano letti insieme;
  • le conversioni confrontate corrispondano allo stesso obiettivo;
  • modello di attribuzione e finestra di conversione siano indicati nel rapporto.

Il confronto tra un gruppo esposto e uno non esposto offre una verifica più forte di una semplice coincidenza temporale. Anche quando non hai accesso a uno studio di questo tipo, puoi preservarne il principio: definisci in anticipo quale cambiamento cerchi e quali altre cause potrebbero spiegarlo. Se durante la prova modifichi insieme pubblico, frequenza, offerte e creatività, non potrai attribuire il risultato a un solo fattore.

Non confrontare pubblico nuovo e remarketing come se partissero dalla stessa situazione. Hanno familiarità diversa con il brand e gruppi di dimensioni diverse: CTR e costo per acquisizione vanno letti per segmento.

Controlli prima del lancio

Per lanciare una campagna display, definisci quale risultato vuoi ottenere e chi vuoi raggiungere; verifica poi che gli annunci siano leggibili e che le misurazioni funzionino. Vanno controllati anche gli obblighi relativi all'annuncio e ai dati usati per raggiungere le persone.

Trasparenza e consenso

Un annuncio può essere pronto dal punto di vista grafico e richiedere ancora verifiche prima della pubblicazione. Nell'UE, il Digital Services Act prevede obblighi di trasparenza per la pubblicità mostrata sulle piattaforme online: l'annuncio deve essere riconoscibile e accompagnato dalle informazioni previste su chi lo presenta e sui principali criteri di distribuzione. Per il remarketing in Italia verifica inoltre che sia stato raccolto il consenso al tracciamento pubblicitario e che la scelta della persona venga rispettata. L'ampia disponibilità di spazi display non elimina questi passaggi di configurazione.

Il Digital Services Act richiede alle piattaforme online di rendere identificabile la pubblicità e di fornire informazioni su chi presenta l'annuncio e sui principali criteri usati per mostrarlo.

Regulation (EU) 2022/2065, Article 26

Una sequenza di verifica

Prima di avviare la campagna:

  1. Definisci l'obiettivo: copertura, conoscenza del brand, visite o azioni sul sito.
  2. Scegli gli indicatori con cui giudicherai il risultato, tra cui copertura, CPM, CTR e conversioni; aggiungi studi di incremento se disponibili.
  3. Separa pubblico nuovo, remarketing ed esclusioni.
  4. Stabilisci frequenza, durata e quantità di dati necessaria per valutare la prova.
  5. Prepara creatività con messaggi distinti e nei formati richiesti.
  6. Controlla leggibilità e combinazioni nell'anteprima.
  7. Verifica collegamenti, eventi, obiettivi e identificazione delle varianti nei rapporti.
  8. Controlla trasparenza dell'annuncio e consenso per il tracciamento pubblicitario.
  9. Invia i materiali alla moderazione prima della data prevista.
  10. Scrivi come confronterai i risultati dopo il lancio.

Quando scegliere un'altra strada per prima

Se le persone stanno già cercando il prodotto e il budget è limitato, gli annunci nella ricerca possono dare una risposta più rapida da valutare. Se invece il sito è lento, i moduli non funzionano o le conversioni non vengono registrate, una campagna display porterà visitatori su pagine dove potrebbero non riuscire a completare l'acquisto o la richiesta di contatto. Conviene risolvere questi problemi prima di acquistare altra copertura. Anche un'offerta difficile da spiegare in poco spazio può richiedere prima una pagina chiara e contenuti adeguati.

Nel web aperto gli ad blocker possono ridurre la quota di annunci effettivamente visualizzati. Nel rapporto controlla perciò impressioni misurabili e visibili, oltre a clic e conversioni. Se crescono le ricerche del brand o la quota di nuovi clienti, esamina anche questi segnali, evitando di attribuire automaticamente ogni variazione alla campagna.

La pubblicità display diventa più facile da giudicare quando puoi ricostruire l'intera catena: quale messaggio hai mostrato, a chi, in quale spazio, quante volte e con quali effetti osservabili. Parti da un obiettivo e da un'ipotesi principale. Il rapporto finale dovrà permetterti di verificarla, includendo sia le reazioni immediate sia quelle che possono arrivare dopo la visualizzazione dell'annuncio.

Domande frequenti
Un’impressione significa che qualcuno ha visto l’annuncio?
Non necessariamente. Nelle metriche Active View di Google, un annuncio display è considerato visibile quando almeno il 50% della sua area resta sullo schermo per almeno 1 secondo. Per i formati di almeno 242.500 pixel basta il 30% dell’area, sempre per 1 secondo.
Come puoi valutare una campagna pensata per far conoscere il brand?
Puoi guardare oltre i clic: gli studi Brand Lift di Google Ads confrontano persone esposte e non esposte agli annunci per misurare cambiamenti nella notorietà e nell’intenzione d’acquisto.
Che cosa indica una conversione view-through?
In Google Ads è una conversione registrata dopo la visualizzazione di un annuncio, senza un clic, entro la finestra di conversione configurata. Quando leggi il dato, controlla quale finestra è stata usata: cambiarla può cambiare il numero di conversioni attribuite.
Puoi attivare il remarketing appena installi il tracciamento?
Prima verifica che sia stato raccolto il consenso informato per i cookie o gli altri identificatori usati nella profilazione pubblicitaria, come prevedono le linee guida del Garante per la protezione dei dati personali. La scelta dell’utente va rispettata anche quando prepari i segmenti per il remarketing.
Quando può servirti una rete retail media?
Se vuoi valutare spazi legati allo shopping, Amazon Ads offre annunci display sulle proprietà e sui dispositivi Amazon, oltre che su contenuti di terze parti. Confronta questi spazi con quelli della Rete Display di Google in base al pubblico che vuoi raggiungere.
Chi vede un annuncio deve poter capire perché gli viene mostrato?
Il Digital Services Act richiede alle piattaforme online di rendere riconoscibile la pubblicità e di fornire informazioni su chi presenta l’annuncio e sui principali criteri usati per mostrarlo. Tieni conto di queste informazioni quando controlli la campagna prima del lancio.
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19/08/2026, 23:07
26/09/2026, 15:41
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Jayden Francis
Jayden Francis
Specialista senior in pubblicità contestuale
Scritto il 19 agosto 2026 alle ore 23:07
Aggiornato il 26 settembre 2026 alle ore 15:41
Redazione LIVEsurf
Redazione LIVEsurf

LIVEsurf — piattaforma digitale per aumentare il traffico e migliorare i fattori comportamentali dei siti. Nei nostri articoli trovi casi pratici, raccomandazioni e dati da progetti reali. Analizziamo costantemente le tendenze del digital marketing per condividere solo informazioni attuali e verificate.

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