Il 95% dei principianti che hanno appena lanciato un sito proprio inizia subito a cercare modi per promuoverlo e, quasi sempre, finisce su servizi di autosurfing. Molti webmaster cominciano quindi a gonfiare le visite pensando di fare un favore alla propria «creatura». In realtà, spesso ottengono l’effetto opposto.
Partiamo da un po’ di teoria.
L’autosurfing è un sistema di scambio di visualizzazioni. Può essere automatico o semiautomatico. L’obiettivo principale è aumentare il traffico del sito tramite utenti non in target. In pratica, tu visualizzi i siti degli altri e guadagni punti, crediti o bonus; in cambio, altri utenti visualizzano il tuo sito.
A partecipare a questi circuiti sono soprattutto siti dedicati al guadagno online, spesso pieni di popup, banner e blocchi pubblicitari.
Capita anche di imbattersi in siti «infetti». Per questo, quando si lavora con l’autosurfing, l’antivirus deve essere attivo e con database aggiornati.
Vediamo i pro e i contro dell’autosurfing.
Tra i vantaggi ci sono:
1. Poche azioni necessarie per portare utenti sul sito.
Di solito funziona così: avvii il surf nel browser e ti occupi d’altro, mentre le visualizzazioni girano e i crediti arrivano sul tuo account. Quando torni, li assegni al tuo sito e anche lui entra nel circuito.
2. I contatori crescono, e questo può confondere gli inserzionisti. Succede perché ogni visita viene conteggiata come un utente unico. Con sistemi diversi si possono generare circa 4.000 visite al giorno, anche se così aumenta il rischio di avere problemi con i motori di ricerca. Ne parliamo più avanti.
3. Aumenta il traffico dai cataloghi. Di norma, i cataloghi ordinano i siti proprio in base alle visite giornaliere. Se l’avvio dell’autosurfing coincide con l’azzeramento delle classifiche, si può salire nelle prime posizioni e ottenere una discreta quota di traffico in target.
Gli svantaggi principali sono:
1. I virus sono molto comuni tra i siti visualizzati. Usare l’autosurfing senza un antivirus è da evitare in ogni caso: rischi di compromettere il sistema. Se non ti fidi nemmeno dell’antivirus, vai su un marketplace e compra crediti già pronti.
Ti risparmi una lunga serie di problemi, anche perché i prezzi sono bassissimi: 10 rubli per 1.000 visualizzazioni. Esiste anche un altro metodo, più adatto a utenti esperti: fai un backup del sistema, avvii l’autosurfing, intercetti eventuali malware e la sera ripristini lo stato iniziale. Il risultato è un sistema pulito e crediti guadagnati.
2. Anche i cataloghi non sempre ignorano le classifiche gonfiate, quindi il rischio di ban esiste. Se il sistema è serio, ti individua in pochi minuti e ti elimina. Usando però cinque servizi diversi e distribuendo i crediti con criterio, la probabilità di ban si avvicina allo zero.
3. Mancano visitatori realmente interessati. Con l’autosurfing, la probabilità che il tuo sito interessi davvero a qualcuno è quasi nulla. Per questo i circuiti di autosurfing per siti non sono un vero metodo di promozione, e nessun sito è mai arrivato in cima ai risultati di ricerca solo grazie a questo sistema.
4. Il rischio di ban da parte dei motori di ricerca è piuttosto alto.
Dopo questa panoramica, puoi valutare con più lucidità se l’autosurfing ti serve davvero. Usato con attenzione, resta uno strumento utile per sostenere un progetto nei momenti difficili.
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