La maggior parte dei proprietari di siti e degli specialisti SEO ha ormai capito quanto contino contenuti originali, utili e capaci di dare valore alle informazioni già pubblicate. Le strategie SEO corrette fanno crescere il traffico nel tempo. Gli utenti acquisiti oggi possono diventare domani una fonte di nuovi visitatori, se consigliano il sito per la qualità dei contenuti.
Mesi di lavoro SEO possono essere compromessi in poco tempo dagli spambot che arrivano sul sito.
Che cosa sono gli spambot
Gli spambot sono programmi informatici progettati per inviare messaggi indesiderati o contenuti pubblicitari non autorizzati dall’amministrazione del sito e spesso estranei al tema trattato.
Questi messaggi disturbano la lettura dei contenuti originali, peggiorano l’esperienza degli utenti e, nel tempo, possono ridurre il numero di visitatori.
Gli spambot non colpiscono solo i siti web. Agiscono anche su gruppi social, indirizzi email e servizi di messaggistica istantanea. Raccolgono indirizzi da forum, siti di annunci gratuiti, chat e chatbot. Inoltre generano e provano automaticamente nuovi indirizzi.
Perché bloccare e filtrare i bot
La moderazione preventiva dei commenti, usata da molti webmaster dopo il passaggio degli spambot, non basta per due motivi:
- i bot sovraccaricano il server e rallentano il caricamento delle pagine. Alcuni cercano anche accessi diretti al server, un rischio da bloccare subito;
- i dati analytics alterati dagli spambot rendono molto più difficile leggere correttamente le metriche comportamentali.
Come proteggersi dagli spambot
Il livello di protezione può essere più o meno rigido. Di solito si lavora su tre fronti: il primo è il più drastico, gli altri due sono più flessibili.
1. Uso del file .htaccess
È l’opzione più severa per fermare visitatori indesiderati. L’accesso al sito viene negato agli utenti provenienti dagli indirizzi indicati dal webmaster.
I principali svantaggi sono:
- il rischio di bloccare indirizzi IP di visitatori reali simili a quelli usati dagli spambot;
- il cambio frequente degli indirizzi usati dai bot, difficile da seguire con continuità.
Con il file .htaccess si procede così:
- Il file si trova nella directory principale del sito. L’accesso alla cartella avviene dalle impostazioni dell’hosting.
- Se il file non esiste, va creato manualmente. Si può preparare un file htaccess.txt con un editor di testo e poi rinominarlo in .htaccess nella directory root.
Per il blocco si usa questo codice:
Order Allow,Deny
Allow from all
Poi si aggiunge:
Deny from **.***.***.**
Deny from **.***.***.**,
dove gli asterischi vanno sostituiti con gli indirizzi da bloccare. L’elenco dovrà essere aggiornato periodicamente.
2. Configurazione di un filtro in Google Analytics
Questa soluzione protegge i dati statistici ed evita che vengano falsati dall’attività degli spambot. Non interviene però sul traffico reale: i bot continuano a visitare il sito, il server resta sotto carico e rimane il rischio di tentativi di accesso all’area di gestione.
Il filtro si imposta così:
- nel menu seleziona l’opzione "Amministratore";
- a destra scegli "Filtro" - "Nuovo filtro";
- il filtro integrato consente di escludere gli indirizzi indesiderati. Clicca su "Escludi" nel menu "Seleziona tipo di filtro", scegli "Traffico dagli indirizzi IP" nel menu "Seleziona origine o destinazione" e indica "Uguali a" nel menu "Seleziona espressione". Nel campo IP inserisci gli indirizzi da bloccare.
Conviene attivare anche la funzione "Filtro bot" nelle "Impostazioni", usando il filtro standard disponibile nella piattaforma.
3. Funzioni del CMS e plugin aggiuntivi.
Questa linea di difesa aiuta a proteggere il sito da attacchi e intrusioni e a limitare i commenti spam. Le soluzioni vanno scelte in base alla piattaforma su cui gira il sito.
Le opzioni più usate sono:
- Protezione del pannello di amministrazione dagli attacchi brute force con un plugin compatibile con il CMS.
- Moderazione manuale dei commenti.
- Captcha.
- Plugin antispam: riconoscono gli spammer tramite algoritmi. Plugin e moderazione preventiva possono però peggiorare le metriche comportamentali, quindi è meglio non abusarne.
Come scegliere la difesa contro gli spambot
Quando rilevi un attacco di spambot, informa subito il provider di hosting dei tentativi di accesso non autorizzato al sito.
Le azioni successive dipendono da come i bot intervengono sul sito:
- Lo spam inserito manualmente nei commenti si gestisce con la moderazione preventiva.
- Per ripulire i dati statistici si configurano i filtri di Google Analytics.
- Il file .htaccess aiuta a bloccare gli indirizzi IP sospetti e impedisce agli aggressori di accedere al sito.
Individuare gli spambot e rimuovere gli effetti della loro attività aiuta a mantenere il sito affidabile e di qualità, un fattore importante per la crescita SEO nel tempo.
Ora sai come contrastare gli spambot.

LIVEsurf
IT
RU


.bf739e4e9fd1c7bfdfa4.png)








