Una decina di anni fa l’autosurf ha vissuto un vero boom come metodo efficace per promuovere i siti web. Aumentando artificialmente il numero di visite, gli inserzionisti puntavano a conquistare le prime posizioni nei risultati di ricerca per le proprie query. All’epoca l’autosurf per promuovere un sito poteva davvero funzionare.
Oggi, però, i motori di ricerca riescono a individuare il traffico artificiale anche tramite captcha. Il segnale più evidente è un volume di visite innaturale, impossibile da generare nello stesso intervallo di tempo da utenti reali.
Anche la precisione meccanica lascia tracce: intervalli regolari e tempi di permanenza identici sul sito pubblicizzato. Una persona non può aprire un nuovo sito esattamente ogni 2 secondi, restare su ciascuna pagina esattamente 30 secondi e continuare così all’infinito.
Per ottenere un effetto utile, quindi, conviene scegliere soluzioni di autosurf per la promozione del sito che offrano programmi specifici, moderni e più evoluti, capaci di operare anche in presenza di captcha.
Esistono programmi che registrano con grande precisione tutte le azioni svolte dall’utente per alcune ore. Poi applicano quel modello di comportamento al proprio funzionamento ed eseguono l’autosurf con lo stesso ritmo con cui ha navigato una persona reale.
LIVEsurf
IT
RU

.bf739e4e9fd1c7bfdfa4.png)






