Il motore di ricerca ha deciso di contrastare le notizie prive di riscontri concreti e contrarie all’etica giornalistica. D’ora in avanti, i contenuti pubblicati dai portali, compresi quelli indicizzati da Google, dovranno riportare la fonte originale.
Saranno considerate violazioni le pubblicazioni che diffondono giudizi tendenziosi dell’autore, insulti diretti o indiretti, incitamenti all’aggressività e contenuti che alimentano l’odio tra gruppi nazionali o etnici. Anche altri post con evidenti forme di discriminazione potrebbero presto essere penalizzati dal motore di ricerca internazionale.
Il sistema applicato ai siti di notizie è pensato per offrire agli utenti informazioni il più possibile complete e neutrali. L’ufficio stampa di Google ha dichiarato che nell’aggregatore sono ancora presenti portali che violano in modo marcato i principi dell’etica giornalistica.
Google ha precisato di essere al lavoro per fermare la diffusione di questi contenuti. A questo scopo vengono sviluppati algoritmi in grado di individuare testi con giudizi di parte e altre violazioni. Se le piattaforme non si adegueranno alle nuove regole, rischieranno il blocco online e l’applicazione del cosiddetto “shadow ban”.
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