Il podcast Search Off The Record, pubblicato con regolarità da due specialisti di Google, racconta i dettagli meno visibili del funzionamento del motore di ricerca e dei suoi sistemi. Nell'ultimo episodio è intervenuta Danielle Marshak, product manager, che ha spiegato in che modo Google riconosce il tema e il contenuto di un video. Per chi lavora nella SEO, queste indicazioni aiutano a ottimizzare i filmati in modo che compaiano più spesso nei risultati di ricerca e generino più visualizzazioni.
Per capire che cosa accade in un video e classificarlo, i sistemi di Google lo scompongono in diversi elementi e li analizzano separatamente. Dalla traccia audio, il bot ricava le parole pronunciate nel filmato e le usa per definire l'argomento. Anche il titolo e la descrizione del video entrano in questo processo: queste informazioni aiutano a suddividere il contenuto in segmenti già nella fase di anteprima.
Secondo Marshak, i dati strutturati aiutano molto i sistemi di Google a interpretare il significato e il tema di un video. Per questo vale la pena curare con attenzione questi elementi. Ne trae vantaggio il motore di ricerca, che migliora la qualità dei propri servizi, e ne beneficiano anche gli autori, perché una migliore presenza nelle prime posizioni può portare un pubblico molto più mirato.
Nonostante i progressi nell'analisi dei contenuti video, gli specialisti dell'azienda sottolineano che si tratta ancora solo della punta dell'iceberg e che il sistema è lontano dall'essere perfetto. Con il tempo, il machine learning potrà arrivare a comprendere davvero il contenuto di un filmato; oggi, però, il risultato si basa ancora su soluzioni tecniche molto efficienti, ma non definitive.
Marshak ha richiamato anche l'attenzione sull'importanza dei dati strutturati, che aiutano Google a trovare video collegati a determinate parole chiave. Tutte le informazioni del filmato lavorano insieme: un titolo e una descrizione completi migliorano sensibilmente la reperibilità del contenuto e favoriscono l'arrivo di referral gratuiti in modo automatico.
Nel podcast è stato inoltre spiegato che Google sta lavorando per aumentare la presenza dei video brevi nei risultati di ricerca. Con ogni probabilità, il formato dei filmati da circa trenta secondi, oggi molto popolare, verrà usato anche per contenuti formativi, comprese le guide ufficiali di Google.
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