Il web surfing consiste nel visualizzare annunci su siti PTC e circuiti pay-to-click in cambio di un piccolo compenso. L’autosurf ne è la versione automatizzata: le visite vengono eseguite da un programma, senza interventi manuali continui.
Gli annunci scorrono uno dopo l’altro tramite un software dedicato. Oggi, però, l’autosurf classico è quasi scomparso. Molti siti PTC più aggiornati puntano soprattutto sul surfing manuale, perché è meno rischioso e più controllabile.
I motori di ricerca valutano con attenzione il traffico artificiale. Se si usano applicazioni di autosurf poco affidabili, un sito può perdere visibilità e autorevolezza nei risultati anche per diversi mesi.
L’autosurf resta comunque un modo semplice per provare a guadagnare piccole somme online, e per questo attira ancora una parte degli utenti. Alcuni siti PTC continuano a proporre guadagni con l’autosurf, ma si tratta in genere di importi modesti.
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La configurazione del programma è decisiva: le visite devono risultare il più possibile simili a una navigazione reale. Nei siti PTC, però, sono più comuni attività come la lettura di email pubblicitarie e i test.
I test di solito pagano meglio, anche se sui singoli siti non sono sempre disponibili in grande quantità. Possono offrire compensi più interessanti anche il download di file, le registrazioni sui social network e l’invito di nuovi utenti. In molti casi queste attività rendono più dell’autosurf.
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