I motori di ricerca ripuliscono il web dai siti di bassa qualità e da quelli che usano tecniche SEO scorrette. Per farlo aggiornano periodicamente i propri algoritmi, ciascuno pensato per intercettare un certo tipo di violazione. Quando il problema viene rilevato, il sito può subire limitazioni o penalizzazioni.
Una diagnosi tempestiva e la rimozione delle cause del filtro aiutano a salvare traffico, visibilità e ricavi del progetto.
Come capire se un sito è stato penalizzato
I segnali più frequenti sono:
calo del numero di visitatori;- perdita di posizioni nei risultati di ricerca;
- uscita completa del sito, o di singole pagine, dall’indice principale o dai risultati;
- mancata indicizzazione delle nuove pagine;
- peggioramento del ranking anche per query molto specifiche, per esempio il nome dell’azienda.
Come verificare le penalizzazioni dei motori di ricerca
Alcuni strumenti di analisi web aiutano a capire se il sito è stato colpito da un filtro:
- il numero di pagine indicizzate si può controllare in Yandex Webmaster o in Google Search Console;
- le variazioni di traffico dopo gli aggiornamenti degli algoritmi di Yandex e Google si possono confrontare con strumenti come "Diagnostica sanzioni SEOLib" e Fruition per Google;
- per siti che non usano sistemi di analytics, una stima del rischio di penalizzazione può essere ottenuta con servizi come FEInternational.
Tipi di filtri
I filtri possono essere classificati in diversi modi:
1. In base al motore di ricerca: filtri Yandex e filtri Google.
2. In base alla causa della penalizzazione:
- problemi tecnici o qualitativi del sito: layout non responsive, mancanza di contenuti utili, contenuti duplicati, pratiche fraudolente, pagine lente, design scadente, funzionalità insufficienti;
- manipolazione dei risultati: manipolazione dei segnali comportamentali, keyword stuffing nei testi, profilo link innaturale.
3. In base al modo in cui vengono applicati:
- manuali - applicati da un revisore del motore di ricerca dopo che un crawler ha rilevato una possibile violazione;
- algoritmici - attivati automaticamente quando i crawler individuano una violazione evidente.
Filtri Yandex
Da tempo Yandex dà meno peso ai link esterni nel posizionamento in SERP. Usa però altri metodi per individuare pratiche SEO scorrette, con particolare attenzione ai tentativi di manipolare i fattori comportamentali.
- AGS
- AGS è il filtro Yandex più noto. Serve a contrastare i siti di bassa qualità.
La scarsa qualità di un sito viene valutata in base a criteri come:
- testi non originali;
- problemi di funzionalità o design;
- presenza di link in uscita sospetti;
- pubblicità aggressiva, pagine duplicate, cloaking;
- descrizioni delle pagine non uniche.
Il filtro può essere riconosciuto da questi segnali:
- le nuove pagine non vengono indicizzate;
- il numero di visitatori diminuisce;
- gran parte delle pagine esce dall’indice.
Per recuperare dopo un filtro AGS occorre intervenire su più fronti:
- adeguare il sito ai requisiti del motore di ricerca;
- rimuovere tutti i link SEO artificiali;
- pubblicare regolarmente solo testi originali;
- rivedere la navigazione;
- eliminare la pubblicità aggressiva.
L’uscita dal filtro AGS può richiedere diversi mesi.
Sovraottimizzazione
Questo filtro colpisce i siti che pubblicano testi pieni di parole chiave ripetute in modo innaturale.
Per evitare una penalizzazione di Yandex:
- scrivi per le persone, non per i robot;
- non evidenziare le keyword con tag artificiosi.
Manipolazione delle metriche comportamentali
Questo filtro individua i siti che usano servizi pensati per simulare le azioni dei visitatori.
Di solito la penalizzazione si manifesta così:
- il traffico cala;
- le posizioni in SERP peggiorano;
- le nuove pagine vengono indicizzate molto lentamente.
Per rimuovere il filtro bisogna smettere di manipolare i risultati di ricerca.
«Minusinsk»
Yandex applica questo filtro quando rileva un eccesso di link artificiali verso il sito.
I segnali principali sono:
- calo del traffico;
- assenza del sito dalla prima pagina per una ricerca con il nome del dominio;
- perdita di diverse posizioni nei risultati.
Per uscire da questo filtro è necessario rimuovere tutti i link in entrata di natura manipolativa.
Filtro affiliati
Con il filtro affiliati Yandex limita i siti che appartengono alla stessa realtà e puntano a portare clienti alla medesima organizzazione. Il problema è che occupano più posizioni nei risultati che potrebbero essere mostrate ad aziende diverse.
Il segnale più chiaro è la presenza in SERP di un solo sito tra tutti quelli creati. Yandex non valuta quale sito generi più profitto e non permette di scegliere quale mantenere nei risultati.
Il rischio si riduce creando siti con contatti della stessa azienda ma offerte realmente diverse. In quel caso gli utenti arrivano da query differenti e il motore di ricerca ha meno motivi per considerarli duplicati commerciali.
Filtro Nepot
Yandex non conferma ufficialmente l’esistenza di questo filtro. Tra i proprietari di siti, però, circola l’ipotesi di un algoritmo che blocca il trasferimento di valore dai link e limita l’efficacia del sito.
Per ridurre il rischio:
- non vendere link;
- quando inserisci un link verso una fonte dubbia, usa l’attributo nofollow.
Contenuti adult
Se Yandex rileva contenuti per adulti, può limitare il traffico proveniente da query non legate a quel tipo di contenuto.
La regola è semplice: non pubblicare contenuti adult su un sito che deve posizionarsi per ricerche generaliste.
Doorway
La presenza di doorway porta spesso all’esclusione del sito dai risultati di ricerca.
Il modo migliore per proteggere il sito è non usare doorway.
Filtri Google
Anche i filtri Google puntano ad aumentare la qualità dei risultati, dare spazio ai siti giovani ma validi e contrastare chi viola le linee guida.
«Panda»
Questo filtro riduce il traffico verso i siti di bassa qualità per favorire pagine più utili e affidabili.
Un sito viene considerato di qualità quando rispetta diversi criteri:
- contenuti validi e curati;
- buona esperienza per l’utente, con funzionalità, usabilità e design adeguati;
- assenza di contenuti copiati o duplicati.
Un sito colpito da Panda mostra spesso questi sintomi:
- calo del traffico;
- perdita di posizioni, anche su molte pagine, con possibile spostamento di alcune URL nell’indice supplementare;
- indicizzazione lenta delle pagine.
Per superare gli effetti del filtro serve rivedere la strategia del sito. Le priorità sono:
- Contenuti. Devono essere utili per il pubblico, sufficientemente completi e aggiornati con regolarità. Il sito non dovrebbe avere pagine vuote o duplicate.
- Correzione degli aspetti tecnici del sito.
«Penguin»
L’algoritmo Penguin è stato introdotto per combattere i profili link innaturali:
- spam;
- link nascosti agli utenti;
- link inseriti su siti esterni di bassa qualità;
- acquisto di backlink.
Il filtro si può riconoscere da questi segnali:
- indicizzazione lenta delle nuove pagine;
- spostamento di alcune pagine nell’indice supplementare;
- perdita di posizioni nei risultati;
- forte diminuzione dei visitatori.
Google può inviare una notifica sulle azioni manuali legate a un numero eccessivo di link.
Per uscire dal filtro "Penguin" bisogna rimuovere o disconoscere i link di bassa qualità e pubblicare contenuti originali e informativi. Per azzerare il peso dei link indesiderati si può usare lo strumento di disconoscimento.
«Sandbox» e «Età del dominio»
Si tratta più di componenti dell’algoritmo che di filtri in senso stretto. Possono rallentare l’indicizzazione dei siti appena creati. In genere conviene concentrarsi su qualità, usabilità e utilità dei contenuti. Con il tempo il sito supera gradualmente queste limitazioni.
-5, -30, -950
I SEO chiamano filtri -5, -30 e -950 i cali rispettivamente di 5 posizioni, 30 posizioni o oltre la 900ª posizione nei risultati, anche se Google non ha mai confermato ufficialmente l’esistenza di algoritmi con questi nomi.
Queste penalizzazioni possono colpire siti che violano requisiti tecnici o usano tecniche manipolative per attirare visitatori:
- spam con link in blog e forum;
- promozione tramite doorway e cloaking;
- testi poco interessanti e saturi di keyword.
Il recupero delle posizioni è possibile dopo aver corretto le violazioni delle linee guida Google e dopo una nuova indicizzazione del sito.
Indice supplementare
Google può spostare alcune pagine nell’indice supplementare:
- se le considera poco utili, non originali o troppo simili ad altre pagine sullo stesso tema;
- se presentano errori tecnici o segnali di manipolazione dei risultati;
- se il sito è molto recente.
Il segnale è evidente: le pagine non vengono trattate come risultati principali, ma finiscono nell’indice supplementare.
Per uscirne occorre allineare il sito ai requisiti tecnici del motore di ricerca, pubblicare contenuti aggiornati e informativi, ed evitare manipolazioni della SERP.
«Co-citazione»
Link provenienti da siti sospetti possono far perdere traffico al dominio collegato.
Uno o due link di questo tipo possono passare inosservati. Se però più siti di bassa qualità inviano segnali verso lo stesso dominio, Google può intervenire.
In questi casi bisogna rimuovere i link o annullarne il peso. Se il problema sembra causato da attività scorrette dei concorrenti, è possibile segnalarlo al supporto Google.
Troppi link e troppe pagine
Un numero eccessivo di link verso il sito da pagine esterne, oppure la pubblicazione massiva di molte pagine, può provocare un calo in SERP e quindi una riduzione delle visite.
Per evitare questo scenario, conviene rinunciare ai link artificiali e pubblicare nuove pagine in modo graduale.
Link non funzionanti
I link non funzionanti, o broken link, possono ridurre il traffico e portare all’esclusione di alcune pagine dall’indice.
Per prevenire interventi del motore di ricerca, controlla regolarmente il sito con uno strumento come Link Checker e correggi i link rotti trovati.
Contenuti duplicati
I siti che copiano contenuti da altre fonti possono finire sotto filtro, con l’esclusione totale o parziale dalle SERP.
Dopo aver rimosso i testi copiati o indicato correttamente la fonte originale, bisogna iniziare a pubblicare contenuti unici.
Sovraottimizzazione
Google può intervenire per sovraottimizzazione quando un sito manipola i risultati:
- i testi contengono troppe parole chiave;
- le keyword sono evidenziate in grassetto o con colori innaturali.
Il segnale principale è la perdita di posizioni nei risultati.
Per rimuovere il filtro bisogna abbandonare le manipolazioni e creare contenuti per le persone, non per i motori di ricerca.
Pagine lente
Le pagine lente peggiorano l’esperienza utente. Google può penalizzarle abbassandone il posizionamento nei risultati organici, soprattutto nella ricerca da mobile.
Aumentare la velocità di caricamento del sito aiuta a correggere il problema.
Mancanza di ottimizzazione mobile
La mancanza di un layout responsive danneggia la visibilità organica del sito. Il segnale tipico è la perdita di posizioni nella ricerca mobile, mentre le posizioni nella ricerca generale possono restare stabili.
Per evitare questo problema, è meglio progettare fin dall’inizio un sito responsive.
Checklist sui filtri
|
Possibile causa |
Yandex |
|
Intervento consigliato |
|
Link in entrata |
Minusinsk |
Penguin |
Rimuovere i link di bassa qualità o disconoscerli con lo strumento Google dedicato |
|
Contenuti copiati, testi non originali |
AGS Filtro per pagine duplicate |
Panda Contenuti duplicati Indice supplementare |
Rimuovere i testi non originali e creare contenuti di qualità |
|
Funzionalità scarsa, design debole, navigazione scomoda |
AGS Pubblicità aggressiva |
Panda Indice supplementare |
Migliorare il sito per renderlo più comodo e utile agli utenti |
|
Keyword stuffing |
AGS |
Panda Sovraottimizzazione |
Ridurre le tecniche SEO forzate e puntare su testi informativi e aggiornati |
|
Mancato rispetto dei requisiti tecnici del motore di ricerca |
AGS Redirect mobile non corretti |
Panda Mancanza di ottimizzazione mobile |
Allineare il sito ai requisiti dei motori di ricerca. |
|
Vendita di link |
Filtro Nepot AGS |
Panda |
Smettere di vendere link |
|
Cloaking, spam nei forum, doorway. |
AGS Minusinsk |
Panda Penguin -950 |
Non usare questi metodi |
|
Variazioni di traffico senza causa evidente |
Minusinsk |
Co-citazione Penguin |
Rimuovere i link provenienti da siti di bassa qualità Se la causa sono azioni dei concorrenti, chiedere supporto al motore di ricerca |
I filtri non sono sempre una minaccia. Possono diventare un’indicazione utile, quasi un audit gratuito del sito da parte dei motori di ricerca. La strategia migliore è individuare il problema, correggerlo e continuare a lavorare meglio.
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