Gli inserzionisti pagano piattaforme di traffico incentivato per ricevere visite sui propri siti. In pratica acquistano traffico e possibili clienti attraverso servizi che remunerano gli utenti per le visualizzazioni.
Gli utenti iscritti a queste piattaforme, spesso chiamati surfer, cliccano su link e banner oppure aprono le pagine degli inserzionisti secondo i parametri richiesti. In cambio ricevono un piccolo compenso.
Il meccanismo sembra semplice: autosurf di siti web a pagamento. L’autosurf, però, non risolve davvero il problema di portare visitatori unici agli inserzionisti: gran parte delle operazioni viene eseguita in automatico.
Che cos’è l’autosurf
Nei compiti manuali, invece, gli utenti guardano almeno il contenuto del sito promosso, rispondono a domande pertinenti e leggono messaggi pubblicitari. Anche nella navigazione incentivata più semplice, passano da un link all’altro e finiscono comunque per vedere le informazioni pubblicate sul sito.
L’autosurf a pagamento porta però poco valore reale all’inserzionista e, per chi lo usa per guadagnare, resta un’attività pagata pochissimo. Anche per questo l’autosurf è in declino: molte piattaforme PTC lo stanno abbandonando.
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