Per capire quanto può incidere l’autosurfing, basta partire dalle piattaforme di advertising a crediti. Per un sito è possibile generare un flusso regolare di visite uniche, impostando il ritmo più adatto alla campagna. Molti sistemi di pubblicità attiva puntano proprio sulle campagne automatiche e offrono parametri di configurazione flessibili.
L’autosurfing 3 consente di far lavorare il servizio senza interventi continui da parte dell’utente. Si possono seguire più progetti in parallelo e gestirli dalla stessa applicazione client, aggiornata e pensata per un uso più rapido.
In un sistema di questo tipo si può guadagnare oppure acquistare crediti pubblicitari da destinare alla promozione dei propri progetti. Dopo la prima configurazione, l’avvio richiede solo pochi secondi.
Milioni di utenti online hanno già capito l’utilità dell’autosurfing 3. C’è chi lo usa per migliorare la visibilità dei propri siti e chi per accumulare crediti o ricavi. Il risultato dipende dagli obiettivi impostati e da come viene gestita la campagna.
Nell’autosurfing automatico va evitato soprattutto l’aumento artificiale e troppo evidente delle visite. Non porta vantaggi reali e può danneggiare il sito. La crescita del traffico deve sembrare il più possibile naturale: se i motori di ricerca rilevano attività anomale, generate da un software invece che da utenti reali, possono penalizzare o bloccare il sito.
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