I rappresentanti del motore di ricerca hanno dichiarato di non credere a un rapido cambio di rotta dei sistemi di ricerca. In precedenza era stato ipotizzato uno scenario diverso: niente più parole chiave, con gli algoritmi orientati soprattutto all’intento di ricerca dell’utente.
L’idea era stata rilanciata da Frédéric Dubois di Bing. Secondo lui, già quest’anno la ricerca avrebbe potuto vivere una svolta radicale, spostando il focus sulla capacità di prevedere le intenzioni dell’utente. Un approccio del genere avrebbe effetti importanti sul ranking dei siti.
Dopo queste dichiarazioni, Barry Schwartz ha chiesto un commento al noto SEO specialist John Mueller. Nella sua risposta, il rappresentante di Google è stato molto meno netto dei colleghi di Bing sul futuro delle parole chiave e dei risultati di ricerca.
Mueller ha sottolineato che nei motori di ricerca resterà sempre spazio per le parole chiave e per la loro valutazione. Anche se le aziende puntano a sistemi più intuitivi e capaci di comprendere meglio il linguaggio degli utenti, le ricerche digitate continueranno comunque a funzionare come segnali per il sistema. È un concetto di base che non scompare. Inoltre, le keyword restano un motore importante per la conversione.
John Mueller si è detto fiducioso che, in futuro, i motori di ricerca sapranno capire non solo le parole inserite nelle query, ma anche il loro significato implicito. Per ora, però, quel punto non è ancora stato raggiunto. Per questo l’ottimizzazione per parole chiave resta centrale nelle strategie SEO.
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