Le autorità statunitensi hanno messo in dubbio la legalità della vendita dei token legati al popolare servizio di messaggistica Telegram.
La Securities and Exchange Commission degli Stati Uniti ha presentato una richiesta al tribunale federale di Manhattan. L’autorità ha chiesto di sospendere la distribuzione della criptovaluta sviluppata da Telegram, società collegata all'app di messaggistica fondata da Pavel Durov.
Secondo la SEC, i Gram avrebbero dovuto essere offerti negli Stati Uniti seguendo le stesse regole previste per la vendita di titoli finanziari. Durov e la sua società non lo avrebbero fatto. Inoltre, secondo l’accusa, agli investitori non sarebbero state fornite informazioni complete sulla situazione finanziaria, sulla gestione, sui fattori di rischio e su altri dati richiesti dalla normativa statunitense sulle offerte di titoli fin dal 1933.
Il tribunale ha accolto la richiesta della Commissione. La SEC ha quindi bloccato ulteriori vendite della criptovaluta, spiegando che l’intervento serviva a impedire l’immissione sui mercati statunitensi di token digitali scambiati in violazione delle leggi vigenti negli USA.
Pavel Durov aveva iniziato a raccogliere investimenti vendendo token Gram già all’inizio del 2018. Da allora sarebbero stati collocati circa 3 miliardi di token, per un totale di 1,7 miliardi di dollari. Gli acquirenti erano 171, di cui circa 40 statunitensi.
I fondi raccolti tramite l’emissione dei Gram dovevano finanziare lo sviluppo dell'app insieme alla piattaforma blockchain TON. Ora però il progetto è in forte dubbio: dopo la decisione del tribunale, la consegna della criptovaluta agli investitori appare improbabile.
Telegram, sorprendentemente, non ha rilasciato commenti. È probabile che gli sviluppatori stiano già valutando altri mercati in cui collocare i propri token.
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