Brian Dean, esperto SEO del portale Backlinko, ha studiato il modo in cui gli utenti interagiscono con i risultati di ricerca Google. Ha analizzato circa duemila sessioni e solo di recente ha condiviso dati interessanti, da tenere presenti quando si lavora sulla visibilità nella SERP.
Per esempio, i suggerimenti di Google vengono usati da circa un quarto degli utenti: il 23%. Li utilizzano soprattutto le persone che fanno ricerche locali o informative. Chi ha un intento di acquisto, invece, ricorre ai suggerimenti molto meno spesso.
In media servono 15 secondi per scegliere un risultato: in questo tempo l’utente scorre le prime posizioni della SERP e apre il link del sito che gli sembra più pertinente. Circa il 50% decide ancora più in fretta, in appena 9 secondi. Il dato è coerente con un altro risultato dello studio: la maggior parte degli utenti non arriva nemmeno in fondo alla prima pagina di Google. A farlo è solo il 9%.
Una query come “Neobux in russo”, quindi, rende molto di più se compare nelle prime tre-cinque posizioni.
L’85% degli utenti trova soddisfacenti i risultati ottenuti con la prima ricerca, mentre solo il 15% modifica la query. Il motivo non è facile da stabilire: forse gli utenti scelgono bene le parole chiave, oppure Google riesce a mostrare risultati pertinenti già al primo tentativo. Inoltre, la maggior parte delle persone, circa il 60%, consulta una sola pagina durante la sessione di ricerca, di solito la prima.
La famigerata seconda pagina di Google conferma numeri poco incoraggianti. Gli utenti interessati a risultati così lontani dalle prime posizioni non arrivano nemmeno allo 0,5%. Questo significa che, se un sito scivola in basso nella lista o finisce addirittura in seconda pagina, tornare visibile e attirare nuovo pubblico diventa molto difficile.
Tutti i risultati dello studio sono disponibili nel blog ufficiale di Brian Dean. In futuro l’autore intende approfondire altri aspetti del funzionamento dei motori di ricerca, utili sia agli specialisti SEO sia agli utenti. Queste indicazioni potranno incidere anche sull’ottimizzazione di Redsurf.
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