Oggi Google domina il mercato della ricerca: è impostato come motore predefinito sulla maggior parte degli smartphone ed è usato in tutto il mondo. Negli ultimi tempi, però, attorno ad Apple sono circolati segnali che, letti insieme ai dati disponibili pubblicamente, fanno pensare allo sviluppo di un motore di ricerca tutto suo, firmato dalla casa di Cupertino. Secondo gli analisti, una mossa del genere potrebbe indebolire la posizione di Google, dato l’enorme numero di dispositivi Apple che potrebbero passare al nuovo servizio.
Tra gli indizi e i fatti considerati più credibili emergono questi elementi:
- Apple sta assumendo specialisti con esperienza nei motori di ricerca, negli algoritmi di ranking, nel machine learning e nelle reti neurali;
- la pagina di supporto di Applebot, il crawler di Apple, è stata aggiornata. Ora include informazioni sui fattori di ranking presi in considerazione dal bot e sulle regole del file robots.txt;
- gli esperti hanno notato anche un’attività molto più intensa del bot Apple. In particolare, alcuni siti vengono scansionati ogni giorno, cosa che in passato non era stata osservata;
- le versioni beta dei nuovi sistemi per iPhone e iPad includono Spotlight con diverse modifiche. La particolarità è che il servizio funziona in autonomia e non invia i risultati delle query a società terze: di fatto aggira Google.
Al momento Google è il motore di ricerca predefinito su iPhone e dispositivi Android, ed è anche una delle fonti attraverso cui molti ottengono traffico organico gratuito verso il sito. Lo stesso vale per Safari, un accordo per cui Google paga ad Apple somme enormi. Le recenti cause legate alla monopolizzazione del mercato e la crescente attenzione dei regolatori, però, mettono Apple in una posizione scomoda: presto potrebbe avere bisogno di un motore di ricerca tutto suo.
Apple dispone di risorse più che sufficienti per creare una propria tecnologia di ricerca. Con un servizio interno, il suo ecosistema diventerebbe ancora più integrato, mentre l’autosurfing potrebbe cambiare in modo significativo grazie all’arrivo di un terzo grande attore nel mercato SEO.
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