Su Reddit, una delle piattaforme anglofone più frequentate, un utente ha sollevato una domanda interessante sull’uso di clickbot specializzati. Non gli interessavano tanto il funzionamento tecnico o le caratteristiche di questi bot, quanto il motivo per cui uno strumento apparentemente efficace per influenzare il ranking non venga usato dagli specialisti. In base ai dati che aveva consultato, infatti, una simile manipolazione dei clic sembrava possibile quasi senza ostacoli.
Il principio di un clickbot è piuttosto semplice ed è stato usato spesso in passato quando un webmaster voleva spingere il proprio sito per una determinata parola chiave. Si crea un bot con IP variabile per ridurre il rischio di finire nei filtri di Google, si imposta la ricerca della query desiderata e si programma l’accesso al sito a intervalli casuali. Il bot resta poi sulla pagina per un certo periodo, così da evitare che un’uscita immediata faccia aumentare il tasso di rimbalzo. Nel complesso, il comportamento simula quello di utenti reali.
Una tattica di questo tipo rientra chiaramente nella frode ed è vietata ufficialmente da tutti i principali motori di ricerca. Chi la utilizza espone il proprio sito a sanzioni pesanti. L’utente che aveva aperto la discussione su Reddit, però, non capiva perché non venga comunque adottata, vista la sua presunta efficacia. Le regole sono state violate in passato e continuano a esserlo, quindi ipotizzava che il vero ostacolo fosse la mancanza di competenze tecniche per realizzarla o commissionarla.
Il tema, volutamente provocatorio, ha attirato l’attenzione di John Mueller. Mueller ha smontato il mito dell’efficacia dei clickbot e dei servizi come Neobux, spiegando in modo diretto che il CTR non è un fattore di ranking. Di conseguenza, che un sito riceva 100 o anche 1.000 clic, il suo posizionamento non migliorerà per questo.
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