Durante una sessione AMA speciale a Google I/O, alcuni rappresentanti di Google hanno risposto a domande sul funzionamento dei sistemi interni. Tra i temi affrontati c'erano anche le Core Web Vitals: come incidono sul ranking e come vengono interpretati i relativi punteggi. Secondo Philip Walton, per ottenere un beneficio nel posizionamento non è necessario raggiungere valori buoni in tutte e tre le metriche del sistema.
Il sistema di ranking legato alle Core Web Vitals funziona in modo piuttosto lineare: combina le tre metriche e assegna una valutazione complessiva al raggiungimento di determinate soglie. Puntare alla perfezione, però, non ha molto senso, perché il sistema non considera i segnali oltre il livello ottimale. Di conseguenza, non serve portare ogni indicatore al massimo.
Walton ha precisato che i webmaster rischiano di perdere tempo se provano a migliorare la posizione nei risultati di ricerca ottimizzando valori delle Core Web Vitals già considerati eccellenti. Per esempio, ridurre l'LCP da due secondi a uno sarà percepibile dagli utenti, ma non dal sistema: anche il valore precedente era già buono. Per il pubblico, però, la velocità può fare la differenza: un sito più rapido può attirare nuovi visitatori e funzionare quasi come una pubblicità gratuita su Internet.
Alla sessione ha partecipato anche John Mueller, figura ben nota ai webmaster. Mueller ha spiegato che il lancio di Page Experience non riduce il peso di fattori come qualità e pertinenza della pagina. Una pagina veloce, ottimizzata e con contenuti validi continuerà quindi ad avere un vantaggio netto. Al contrario, una pagina altrettanto ottimizzata ma con contenuti deboli non potrà superarla, perché il sistema terrà conto anche di questo aspetto.
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