Twitter continua a sviluppare Spaces, la funzione dedicata alle conversazioni audio. Finora una room dipendeva solo da chi l’aveva creata; adesso l’host può nominare co-host con un set ampio di permessi. Moderare e gestire la conversazione diventa più semplice, anche se per ora i co-host possono essere al massimo due.
I co-host hanno quasi gli stessi strumenti dell’host: possono gestire la chat, prendere o concedere la parola, invitare persone nella conversazione audio o rimuoverle, espellere dalla room e bloccare chi viola le regole, fissare tweet e messaggi e occuparsi di altre attività di moderazione. La nomina dei co-host e la chiusura della room restano però nelle mani dell’host. In futuro il limite potrebbe aumentare, visto che la novità è stata accolta positivamente dagli utenti.
Twitter Spaces è una conversazione audio con host e ascoltatori. Il servizio è stato lanciato a dicembre dello scorso anno ed è arrivato al pubblico più ampio a maggio. La funzione era pensata per competere con Clubhouse e, visto il calo di popolarità di quest’ultimo, potrebbe finirne per prendere il posto. Per aprire una room come host serve però un account con almeno 600 follower: un requisito interessante anche per chi lavora sull’aumento dei clic sui link VK.
Gli ascoltatori possono partecipare senza particolari restrizioni: è sufficiente avere un account su Twitter. A differenza degli host, possono commentare e lasciare reazioni in una chat testuale separata, oltre ad “alzare la mano”, cioè inviare una richiesta a moderatori o host per entrare nella conversazione audio. È uno strumento utile per coinvolgere il pubblico e gestire dirette con sessioni di domande e risposte.
LIVEsurf
IT
RU


.bf739e4e9fd1c7bfdfa4.png)







