L’internet marketing è un settore in cui saper cambiare rotta deve diventare una competenza professionale centrale. Nella SEO, in particolare, non esiste un metodo sicuro al 100% per influenzare il posizionamento di un sito. Funziona solo un insieme di tattiche, e quelle tattiche cambiano di continuo.
Un SEO specialist deve quindi seguire gli aggiornamenti e saper abbandonare ciò che fino a ieri portava risultati. Quali pratiche dovrebbero ormai uscire dal lavoro quotidiano?
Uso di link a pagamento e directory di link
Qualche anno fa queste tecniche davano risultati sorprendenti. Quando si ottiene un effetto rapido con poco sforzo, viene spontaneo rimandare metodi più impegnativi. I motori di ricerca, però, non restano fermi: individuano le forme di manipolazione e aggiornano i propri algoritmi di ranking.
Oggi questa pratica viene considerata manipolativa. Anche se qualcuno sostiene di comprare link con successo e senza conseguenze, il punto è semplice: non ha problemi solo finché non viene individuato.
Evita anche lo spam nei commenti altrui, nei forum e nei blog: nella maggior parte dei casi porta solo alla cancellazione del messaggio e a una segnalazione dell’autore.
Per ottenere metriche reali, non gonfiate artificialmente, oggi è meglio puntare su inserimenti manuali e pertinenti dei link. Esistono molte piattaforme dove puoi far conoscere il tuo sito. La condizione essenziale è che la pagina di destinazione offra contenuti di qualità e soprattutto utili. Sono gli articoli e le informazioni davvero utili a trattenere le persone sul sito, a farle tornare e, nel tempo, a consigliarlo ad altri.
Contenuti creati solo per riempire pagine
Molti siti sono ancora pieni di testi inutili, pubblicati solo perché “devono esserci”. Articoli lunghi che non dicono nulla, ma rispettano alla lettera un briefing tecnico: frequenza delle keyword, lista interminabile di parole chiave, percentuali di ridondanza e testo annacquato. Così si perde la funzione principale di un articolo: essere utile al lettore e rispondere a un bisogno reale. Non sempre una persona è disposta a leggere un testo molto lungo.
Se però il tuo sito è già riconosciuto come una risorsa autorevole, con testi concreti e pertinenti, gli utenti saranno più disponibili a dedicare tempo anche ai long form. Va ricordato anche che Yandex applica un filtro specifico, “Contenuto di scarsa utilità, spam, eccesso di pubblicità”, che riconosce questi segnali e può far scendere il sito nei risultati di ricerca.
Un discorso a parte riguarda le parole chiave. Esistono pagine letteralmente imbottite di corrispondenze esatte, con un risultato innaturale e poco piacevole da leggere. Con un lavoro serio si possono usare sinonimi e termini collegati al tema principale. Il valore dell’articolo cresce perché il lettore riesce a capire e assimilare meglio il contenuto.
Non serve forzare le parole chiave nel nome di dominio: spesso il risultato è un nome goffo, difficile non solo da ricordare, ma persino da pronunciare.
Il nome può richiamare il brand, ma deve creare associazioni positive ed essere facile da memorizzare. La stessa logica vale anche per i profili Instagram, perché Instagram è ormai un canale di vendita a tutti gli effetti.

Ignorare gli interessi degli utenti
Un business nasce per generare profitto. Proprio per questo ignorare i clienti è controproducente: ascoltarne interessi e bisogni aiuta ad aumentare i ricavi, ottenere raccomandazioni e creare passaparola. Lo stesso principio vale per un sito, che di solito viene costruito anche per sostenere le vendite.
Quando studi le nuove esigenze degli utenti online, puoi ottimizzare il sito con più criterio, migliorare la visibilità organica e trasformare più visite in vendite.
Che cosa conta oggi per l’utente?
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Usabilità del sito: interfaccia intuitiva, design gradevole, procedura d’ordine semplice;
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Versione mobile del sito, perché l’uso di internet da smartphone continua a prevalere;
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Velocità di caricamento delle pagine;
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Analisi dei segnali di comportamento degli utenti sul sito.
Serve quindi lavorare sul sito nel suo insieme, invece di cercare scorciatoie per arrivare in prima pagina. Puoi anche attirare visitatori, ma non resteranno, non torneranno e difficilmente compreranno servizi, prodotti o informazioni.
https://www.youtube.com/watch?v=leHtlYEWT1Q
Testi SEO nelle pagine di categoria dei prodotti
Spesso sembra più facile cercare nuove scappatoie per spingere artificialmente un sito, invece di usare lo stesso tempo per migliorarlo davvero.
Un altro trucco sta diventando obsoleto: lunghi testi in caratteri piccoli, pieni di keyword, inseriti nelle pagine prodotto. Questi contenuti non offrono alcun valore a chi sta scegliendo cosa acquistare e oggi possono essere intercettati dal filtro “Baden-Baden”, con effetti negativi sulle metriche del sito.
Creazione di più siti gemelli
È un altro modo rapido per mettere gli interessi dell’utente in secondo piano rispetto alle proprie metriche. Gestire siti simili, collegati tra loro e con gli stessi obiettivi richiede molto tempo e finisce per ridurre la qualità.
Una logica esiste solo quando i temi sono collegati in modo indiretto. Per esempio, un sito vende mobili e lo stesso proprietario offre anche servizi di interior design. In quel caso i link reciproci sono giustificati.
Ottimizzazione per la ricerca vocale
Quasi metà degli utenti dei motori di ricerca usa la ricerca vocale con regolarità, spesso ogni giorno. Il dato è destinato a crescere, quindi la strategia SEO deve tenerne conto. Diventa importante ottimizzare per le query vocali e considerare che spesso dipendono dalla posizione geografica e contengono parole come “come” e “dove”.
Una persona formula a voce una richiesta in modo diverso rispetto a quando digita sulla tastiera.
Le query saranno più simili a domande conversazionali che a formulazioni secche o semplici parole chiave.

Lavorare sulla navigazione del sito
Gli utenti apprezzano molto di più le risorse in cui tutto è chiaro al primo sguardo: cliccano sul logo e tornano alla home; navigano tra le pagine del catalogo e vedono in alto il percorso gerarchico; scorrono molto verso il basso e trovano un pulsante per tornare subito in cima; leggono un articolo e hanno una barra di avanzamento che li aiuta a orientarsi nel tempo di lettura.
Questi elementi rendono l’uso del sito molto più comodo. L’utente percepisce che non stai cercando di confonderlo o di spingerlo attraverso quante più pagine possibile. Si orienta con facilità, come in una casa ben progettata dove ogni cosa ha il suo posto.
Un elemento semplice come il menu fissato in alto durante la navigazione tra le pagine facilita già molto l’esperienza sul sito.
Informazioni di valore
È il motivo principale per cui le persone restano sul tuo sito e tornano a cercare risposte. Un contenuto di qualità offre informazioni utili, senza provare a trattenere l’utente con testi vuoti e pubblicità.
Un tema si sviluppa bene quando testo, immagini, video e infografiche lavorano insieme.
Articoli di questo tipo richiedono più preparazione, ma generano risposte migliori. Pubblicali sul sito, usali nelle newsletter informative e rilanciali nei canali social del brand.
Link esterni
La compravendita di link non funziona più per il ranking. Quando inserisci link al tuo sito su altre risorse, verifica che il tema sia vicino al tuo. La cosa importante è comparire nei luoghi in cui può trovarsi davvero il tuo pubblico di riferimento.
Attenzione a creator e influencer
Se il brand viene citato da blogger, creator e altri profili influenti, cresce l’attenzione intorno al sito e, di conseguenza, anche l’interesse. Collaborare con influencer pertinenti e acquistare spazi sponsorizzati da loro resta oggi un metodo efficace per aumentare la visibilità.
Uso dei video
Il video è utile sia per l’utente del sito sia per chi gestisce il brand. Secondo le statistiche, il tempo trascorso dalle persone su YouTube è aumentato del 60% nell’ultimo anno. Il motivo è chiaro: guardare un video è più semplice che leggere. E l’ambiente digitale di oggi spinge sempre di più verso contenuti facili da consumare.
È molto più comodo guardare la recensione di un prodotto o un video che lo mostra da ogni angolazione, invece di raccogliere informazioni a pezzi o andare fisicamente in negozio.
Gli e-commerce europei, come Asos, usano da anni video in cui i modelli mostrano gli abiti in movimento. Trovi un vestito che ti interessa e sul sito puoi vedere non solo le foto da più angolazioni, ma anche come cade addosso a una persona mentre cammina. È naturale che questo approccio migliori le performance di vendita.
Guida su come controllare l’ASO della propria applicazione.
In più, i video inseriti nei contenuti aumentano il tempo di permanenza dell’utente sul sito.
Nel 2019 la SEO richiede soprattutto di rinunciare alle manipolazioni e alla ricerca di scorciatoie per ottenere metriche di ranking elevate. Al centro ci sono gli interessi dell’utente per cui il sito esiste: i suoi bisogni, i suoi criteri di scelta, le sue preferenze e un’esperienza comoda nell’uso delle risorse online.
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