Questo servizio gratuito per attività di marketing digitale consente di avviare test A/B e test multivariati sui siti web. Con questi esperimenti puoi capire come cambia il comportamento degli utenti durante la navigazione. Basta modificare un elemento della pagina e confrontare la reazione alla versione originale con quella alla nuova variante.
Se, per esempio, il responsabile di un sito vuole verificare se dimensione, colore o posizione dei pulsanti cambiano il comportamento dei visitatori, oppure se le opzioni nella scheda prodotto influenzano le azioni dell’utente, Google Optimize è lo strumento giusto.
Esistono diverse piattaforme simili, ma molte richiedono configurazioni complesse o competenze tecniche. Google Optimize è stato disponibile anche in beta, con test integrati attivabili tramite invito.

Panoramica del programma
Gli specialisti PPC che lavorano su campagne search e paid advertising usano Google Optimize per eseguire esperimenti su pagine collegate a campagne Shopping e Search, gruppi di annunci e persino parole chiave. Lo strumento si integra bene con gli esperimenti di Google Ads.
Con questo servizio puoi ottimizzare le landing page delle campagne online, intervenire sull’interfaccia e aumentare il numero di lead qualificati. Puoi anche verificare se una modifica incide sul CTR o se l’aggiunta di contenuti cambia la profondità di scroll della pagina.
Impostare un test con Google Optimize è semplice. La parte più delicata è scegliere cosa testare, quando farlo e come leggere i risultati senza trarre conclusioni affrettate. Meglio quindi procedere per fasi.
Scelta dell’elemento da testare
Puoi formulare più ipotesi, ma non puoi testare tutto nello stesso momento. Gli esperimenti vanno ordinati per priorità, partendo dagli interventi con l’impatto potenziale più alto: così eviti di perdere tempo e opportunità di ricavo.

Non esiste un metodo unico valido per ogni azienda. Una traccia pratica, però, aiuta a pianificare i test in modo più solido:
-
Individua e isola il problema: può trattarsi di una conversione bassa, di una scarsa profondità di scroll o di una percentuale elevata di carrelli abbandonati.
-
Definisci obiettivi e KPI. Per esempio, stabilisci di quanto vuoi ridurre gli ordini non completati o aumentare le pagine per sessione.
-
Formula un’ipotesi: che cosa dovrebbe cambiare modificando un elemento specifico? Per esempio, semplificare il modulo d’ordine o aggiungere menu a discesa per la scelta delle opzioni può ridurre la quota di ordini incompleti.
-
Stabilisci le priorità e scegli pagine ed elementi davvero rilevanti. Non conviene partire dalla pagina aziendale o dalla pagina “404”, perché di solito hanno un potenziale iniziale più basso. Le schede prodotto, invece, sono spesso il punto in cui il percorso dei potenziali clienti si interrompe.
Scelta del tipo di test per l’esperimento
Google Optimize supporta diversi formati: test A/B, test multivariato, test di reindirizzamento e personalizzazioni di pagina.

Chi imposta un test per la prima volta dovrebbe partire dal formato più semplice: il test A/B. È facile da configurare e i risultati sono più immediati da leggere. Meglio testare una sola modifica per esperimento, così l’analisi resta chiara.
Cambiare molti elementi insieme rende l’esperimento difficile da interpretare. In Optimize serve una sequenza precisa: solo così puoi capire quale modifica ha inciso sulla conversione e in che modo.
Definizione degli obiettivi e del loro numero
Optimize consente di impostare obiettivi principali e secondari. L’obiettivo principale deve stabilire la variante vincente dell’esperimento. Gli altri tre obiettivi servono a confrontare metriche di supporto e a ottenere un quadro più completo.
Evita di impostare troppi obiettivi insieme. Parti dalla metrica che conta di più per interpretare il test: numero di transazioni, valore medio dell’ordine o tasso di conversione.
Esecuzione dei test
La durata è uno degli aspetti più importanti di un test. Google consiglia di non superare i 14 giorni oppure di fermare l’esperimento quando una delle versioni supera il 95% di probabilità di risultare migliore.

Molti specialisti, però, non considerano queste indicazioni sempre sufficienti:
- due settimane possono non bastare per raccogliere un campione statisticamente affidabile;
- una probabilità superiore al 95% si raggiunge raramente o richiede molto tempo; se l’attesa si prolunga troppo, Google può interpretarla come un comportamento anomalo.
Per orientarti meglio, usa la dimensione del campione calcolata con un apposito calcolatore. Per ogni variante otterrai il numero necessario di sessioni. Nelle impostazioni puoi indicare limiti specifici, per esempio il volume di traffico richiesto, e il test si concluderà automaticamente.
Analisi dei risultati dei test
I report dettagliati sono disponibili sia in Google Optimize sia in Google Analytics. In Google Analytics li trovi nella sezione Comportamento, alla voce Esperimenti.
La raccolta e l’elaborazione dei dati possono produrre differenze tra i report. Per questo conviene prendere come riferimento principale Optimize. Se il sito ha anche l’e-commerce, puoi affiancare un report personalizzato in Google Analytics.
A questo punto puoi controllare gli indicatori economici principali: fatturato totale, valore medio dell’ordine per ogni variante e numero di transazioni.
Quando crei un report personalizzato in Google Analytics, indica l’ID o il nome del test e aggiungi le metriche più importanti.

Dopo aver analizzato il report in Google Analytics e confrontato i risultati con quello di Optimize, puoi individuare la variante vincente secondo le metriche di business. A quel punto implementa le modifiche che hanno avuto un impatto positivo sui ricavi. Il criterio principale deve essere il profitto in valore assoluto, non soltanto il numero di conversioni.
Per rendere i test più rapidi, leggibili e basati su dati corretti, segui queste raccomandazioni.
LIVEsurf
IT
RU


.bf739e4e9fd1c7bfdfa4.png)








