A cosa serviva Periscope e quando è nato
L’app Periscope ha conquistato rapidamente la fiducia degli utenti online, superando i 10 milioni di installazioni. Il suo uso principale era guardare e trasmettere contenuti video.
In parte Periscope svolgeva le funzioni di un social network, con amici, valutazioni e feedback, ma offriva possibilità più ampie.
Bastava toccare il pulsante «Avvia trasmissione» per andare in diretta. Allo stesso modo, si potevano visitare luoghi in ogni parte del mondo senza alzarsi dalla sedia. Tutto accadeva in tempo reale.
L’idea nacque da un episodio preciso: le proteste di massa in Turchia del 2013. Kayvon Beykpour voleva seguirle con i propri occhi, ma non riuscì a farlo.
Da qui lui e Joe Bernstein crearono Periscope. All’inizio del 2015 l’app fu acquisita da Twitter. Gli utenti poterono così non solo guardare video su Twitter, ma seguire stream da qualsiasi parte del mondo.
Caratteristiche d’uso di Periscope
L’app offriva due modalità di utilizzo:
- come spettatore, cioè guardando ciò che trasmettevano gli altri e comunicando con il conduttore tramite messaggi istantanei;
- come broadcaster, cioè mostrando i propri contenuti video. Gli iscritti ricevevano subito una notifica della diretta.
Le ragioni per iniziare a usare l’app potevano essere molto diverse:
- seguire eventi nuovi che coinvolgevano persone in tutto il mondo;
- fare nuove conoscenze e comunicare;
- scambiare informazioni di vario tipo.
Per un’attività, Periscope poteva diventare anche uno strumento di relazione e promozione.
Periscope e business
Molte aziende usavano già l’app per:
- creare un contatto con clienti e partner;
- condividere o ricevere informazioni utili, per esempio seguendo una conferenza a cui non si era riusciti ad arrivare o che si svolgeva in un altro Paese;
- promuovere un prodotto;
- organizzare masterclass, per esempio di cucina o dimostrazioni pratiche di uno stylist in salone;
- presentare ai clienti o ai partner i membri del team aziendale.
Aziende come Nestlé, Honda, Audi, Adobe, la catena Target e molte altre sono riuscite ad avvicinarsi ai propri clienti grazie a Periscope.
Primi passi con Periscope
Per iniziare bastavano uno smartphone o un tablet, una connessione Internet e l’app Periscope installata.
- Si apriva Google Play o App Store, a seconda della piattaforma, quindi si scaricava e installava Periscope;
- si creava un account. Erano disponibili due opzioni: tramite telefono o tramite Twitter.

Nel primo caso bisognava inserire il proprio numero di telefono e poi il codice ricevuto via SMS. A ogni accesso l’app richiedeva un codice di conferma.
Usare Twitter permetteva di informare i follower sulle nuove dirette e di restare aggiornati sugli eventi.
- Modifica dell’account. Nelle impostazioni si potevano cambiare nome o foto del profilo se si volevano usare dati diversi da quelli collegati all’accesso via Twitter. Periscope permetteva di creare più account.
- Ricerca di persone da seguire. Si poteva farlo tramite il modulo di ricerca o dal menu «Utenti consigliati».

Dirette
Per trovare dirette interessanti, era utile seguire utenti in linea con i propri interessi. Si potevano individuare mentre si guardavano le trasmissioni, leggendo i commenti lasciati dagli spettatori.
Toccando il globo nell’angolo in alto a sinistra dello schermo si aprivano le dirette pubbliche. La scelta avveniva in base alla posizione geografica.
In questa modalità gli interessi degli utenti non erano visibili, quindi restava disponibile anche l’elenco delle trasmissioni.
Creare una diretta era molto semplice: bastava un tocco sull’icona della fotocamera.
Poi si sceglieva un titolo, si impostava il tipo di trasmissione, pubblica o privata, si configuravano alcune opzioni aggiuntive, come posizione, commenti e notifiche agli iscritti, e si premeva «Avvia trasmissione».
Al termine era possibile salvare, rivedere o eliminare la diretta, cancellare il replay e nascondere la chat. Gli utenti potevano guardare la registrazione della trasmissione per 24 ore.
La diretta poteva essere condivisa anche sui social network, attivando la ritrasmissione: gli amici potevano guardarla dal computer e l’autore poteva aumentare il numero di follower nell’app.
Cuori
I cuori erano semplici da capire: funzionavano come indicatore di popolarità del video. Dalla versione 1.3, però, il loro numero non influiva più sulla posizione dell’utente in classifica. Le dirette più apprezzate si riempivano dei cuori inviati dagli spettatori.

Per mettere un cuore, bastava toccare lo schermo durante la visione di una diretta. Con tocchi ripetuti, l’intero schermo si riempiva di cuori.
Guardando una diretta da computer non era possibile lasciare cuori o commenti.
Nelle prime fasi di creazione e promozione di un sito conviene concentrarsi sulle query a bassa frequenza.
Per chi cerca idee interessanti per il blog, c’è anche questa guida.
L’uso di tecniche di black hat SEO può portare a penalizzazioni pesanti per il sito. I rischi sono spiegati in questo articolo.
Follower
Un utente poteva essere aggiunto oppure silenziato tramite l’apposita funzione di notifica. Il suo feed restava visibile, ma non arrivavano più avvisi sulle nuove dirette.
Era anche possibile bloccare un utente. Se in seguito si voleva rivederlo tra i propri follower, si poteva ripristinarlo.
Durante alcune dirette il numero di persone pronte a interagire diventava alto. In questi casi l’app limitava il numero di messaggi, lasciando comunque attive la visione e l’invio di cuori. Dopo una notifica, conveniva entrare nella trasmissione senza aspettare troppo.
Periscope era comodo perché
- se il video non veniva guardato in diretta, tenendo premuto era possibile mandare avanti o indietro la registrazione fino al punto desiderato;
- sulla mappa i cerchi rossi indicavano le dirette in tempo reale, mentre quelli azzurri indicavano le trasmissioni disponibili;
- per rendere visibile la propria diretta sulla mappa bisognava premere il pulsante Geolocalizzazione;
- si potevano fare screenshot durante una diretta e condividerli su Twitter insieme al link;
- l’aggiornamento continuo delle anteprime aiutava a capire quali dirette fossero ancora attive o rilevanti;
- ogni utente Periscope aveva un proprio canale personale su periscope.tv;
- chi era alle prime armi con Periscope poteva registrare una diretta di prova, renderla privata e valutarne il risultato senza mostrarla ad altri;
- con il pulsante «Nascondi chat» era possibile rimuovere rapidamente i commenti dallo schermo;
- al termine della trasmissione venivano mostrate le statistiche.
Usare l’app era semplice e intuitivo, anche senza competenze particolari.
In conclusione
Periscope era particolarmente adatto alle trasmissioni spontanee. Lo spettatore poteva percepire i video come autentici, perché nascevano sul momento, senza montaggio né effetti speciali. L’app permetteva di vedere il mondo com’era, da qualsiasi angolo del pianeta.
La community aveva stabilito regole che vietavano usi illeciti o non previsti: divulgazione di dati personali, come numeri di telefono, passaporti, indirizzi e carte bancarie, spam, vendita o acquisto di account e impersonificazione di altre persone.
LIVEsurf
IT
RU


.bf739e4e9fd1c7bfdfa4.png)








