Facebook non è VKontakte. Sembra ovvio, ma molte community che iniziano a lavorarci lo dimenticano. Usano lo stesso approccio della rete sociale più diffusa in Russia e nei Paesi CSI. Su Facebook, però, non funziona. Il pubblico, le aspettative e gli obiettivi sono diversi, quindi anche la pubblicazione dei contenuti e la promozione dei prodotti richiedono un metodo diverso. Qui tutto è più complesso e gli utenti delle community sono più selettivi. Da qui nascono gli errori più rischiosi nella pubblicazione dei post su Facebook.
Primo errore. Troppo testo nel post
Qui vale una regola simile a quella di VKontakte. Le persone arrivano stanche dopo il lavoro: davvero vuoi proporre loro otto pagine di testo fitto su una crema dimagrante miracolosa? Lascia respirare il lettore. Meno testo c’è, meglio è. Un buon riferimento è 250-500 caratteri, anche se molto dipende dal tipo di contenuto della community.
Se gestisci, per esempio, una community scientifica, i post lunghi possono essere perfettamente sensati: il pubblico cerca informazioni dettagliate. Anche in quel caso, però, un contenuto ampio può diventare una serie di post più brevi, come parte 1, parte 2 e così via, pubblicati con una certa cadenza. In questo modo aumenti anche l’interazione, perché il pubblico aspetta il seguito.
Nel social media marketing, o SMM, esiste una regola non scritta: se un testo può essere sostituito da un’immagine, usa l’immagine. Se un articolo pieno di dati può diventare un’infografica, trasformalo in infografica. Qui sotto trovi un buon esempio: è molto più piacevole da consultare rispetto a un muro di testo, no?
La cosa più importante è partire dagli interessi del tuo pubblico di riferimento.

Secondo errore. Inserire più di un link nello stesso post
Questo errore riguarda qualsiasi social network, Facebook incluso. Se il tuo post, per quanto interessante, contiene troppi link, molte persone non arriveranno alla fine. Si perderanno, non capiranno dove cliccare e quale azione compiere. Il post non raggiungerà il suo obiettivo. Se vuoi che chi legge apra un link con maggiori dettagli su un prodotto, inserisci alla fine una formula semplice, come «Scopri di più:». Chi è interessato cliccherà.
Se devi davvero usare più link, mettili in fondo al post: così non distrai il lettore e gli dai il tempo di arrivare alla fine.
Terzo errore. Pubblicità troppo esplicita di prodotti e servizi
«Sono una povera studentessa al primo anno. Ieri ho guadagnato il mio primo trilione di dollari! Finalmente non ho più paura dei debiti. Tutto grazie a...». Ti suona familiare? Post del genere sono ovunque. E stancano in fretta. A nessuno piace sentirsi vendere qualcosa in modo aggressivo. Quando una community comunica così, perde fiducia e, con essa, la fedeltà del pubblico.
Se la tua community vende o promuove un prodotto, non spingerlo addosso alle persone. Racconta invece i suoi vantaggi, come viene realizzato, quali materiali o processi usate, com’è il vostro ufficio e chi lavora dietro al progetto. Le persone apprezzano la trasparenza. Se mostri che la tua azienda non è una struttura chiusa e impersonale, ma un gruppo di persone reali, sarà più facile creare vicinanza.
Un buon esempio è Google. Anche essendo una multinazionale, cerca di mantenere un’immagine aperta verso gli utenti. Ogni mese, nella sua community Facebook, racconta una giornata significativa nella vita di un dipendente, con foto ed emozioni: per esempio quella di un programmatore. Al pubblico piace.
Quarto errore. Ignorare i commenti
Quando gli utenti commentano i tuoi post, è sempre un buon segnale. Vale sia per i commenti positivi sia per quelli negativi. Su Facebook, più che su altri social, rispondere è fondamentale: il pubblico tende a essere più maturo e si aspetta un dialogo vero.
Se un utente lascia un commento negativo, chiedi cosa non ha funzionato e come potete risolvere il problema. Non ignorarlo. Se gestisci bene la risposta, spesso la persona cambia atteggiamento e la percezione della community migliora.
Rispondi anche ai commenti positivi. Se qualcuno fa un complimento, ringrazialo. La gentilezza genera altra gentilezza.
Nella psicologia del SMM conta molto l’effetto imitazione: quando un utente legge commenti positivi e vede che la community risponde con attenzione, sarà più portato a lasciare a sua volta un commento simile per ricevere lo stesso riconoscimento.
Non trascurare questo meccanismo.
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Quinto errore. URL troppo lunghi
A chi piace vedere una sequenza incomprensibile di lettere e numeri? Gli URL lunghi nei post Facebook peggiorano molto l’aspetto del contenuto e sono anche più difficili da ricordare. Vale la stessa regola usata per il testo: più è breve, meglio funziona. Per questo puoi usare servizi di abbreviazione degli URL. Uno dei più noti, sviluppato da Google, era http://goo.gl/.
Un link non dovrebbe occupare più di una riga: altrimenti l’utente può percepirlo come due link diversi e leggere il contenuto con meno chiarezza.
In questo articolo abbiamo analizzato gli errori più comuni. Esistono però anche errori "locali", legati a mercati e settori specifici. Prima di pubblicare un post interessante e informativo su Facebook, chiediti sempre: quale valore riceverà una persona da queste informazioni? Se non sai rispondere, elimina il testo senza esitazione. Su Facebook contano soprattutto il rapporto con il pubblico di riferimento e la comprensione dei suoi interessi.
LIVEsurf
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