Alcuni rappresentanti di Google hanno lasciato intendere che l'età del dominio possa avere un certo peso nel posizionamento di un sito.
Una parte degli specialisti SEO ritiene ancora che i motori di ricerca guardino anche all'anzianità della registrazione e tendano a fidarsi di più dei domini attivi da tempo. Google ha però smentito più volte questa interpretazione: un dominio nuovo e uno storico possono entrambi posizionarsi bene. Conta soprattutto la storia del dominio, non la data in cui è stato registrato.
John Mueller ha chiarito più volte che l'età del dominio, da sola, non determina la visibilità nei risultati di ricerca. In una discussione su Twitter, alla domanda se Google favorisca le pagine nuove, ha risposto che l'età può contribuire alla fiducia nel sito, ma solo come uno dei molti segnali usati dall'algoritmo.
Le osservazioni di Bill Slawski vanno nella stessa direzione. Slawski dice di non aver mai visto una pagina di due anni superare una pagina di un anno solo perché più vecchia. Non ha trovato questa tesi in brevetti, articoli o post ufficiali.
C'è però una sfumatura. In un brevetto, Google indica che il motore di ricerca può usare la data di registrazione del dominio come possibile data di inizio del documento. Da qui nasce l'idea che un dominio più vecchio possa partire con un segnale di affidabilità più solido.
Il nodo è un altro: esistono segnali che aiutano a distinguere i domini legittimi da quelli sospetti. I domini affidabili vengono spesso rinnovati con anni di anticipo, mentre quelli usati per attività scorrette tendono a restare attivi per meno di un anno. Per questo la data di scadenza del dominio può contribuire a stimarne la legittimità e, di riflesso, quella dei documenti collegati.
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