L’epidemia di COVID-19, ormai diffusa a livello globale, sta incidendo su ogni settore, compreso il mondo online. Google, per esempio, ha irrigidito in modo significativo le norme sulla pubblicità durante le situazioni di emergenza. Ai clienti è ora vietato speculare sui prezzi, gonfiare artificialmente la domanda di beni essenziali o trasformare una tragedia nel fulcro di una campagna marketing per aumentare le conversioni.
Dopo una settimana, però, Google ha rivisto le restrizioni e ha allentato alcuni requisiti per gli annunci collegati all’epidemia. Secondo Reuters, dall’inizio della settimana Google Ads li consente, ma solo per alcune categorie di clienti. Tra queste:
- fornitori di servizi sanitari;
- ospedali e strutture cliniche;
- enti pubblici e organizzazioni non governative.
La scelta punta a diffondere informazioni di pubblica utilità al maggior numero possibile di persone, così da contribuire a contenere gli effetti dell’epidemia e ridurre la diffusione della malattia. Gli annunci saranno comunque monitorati con attenzione per verificare il rispetto delle nuove regole.
Un portavoce di Google ha dichiarato che l’azienda sta valutando anche la possibilità di autorizzare la pubblicità per alcuni brand e società selezionati. Al momento, però, la questione resta in fase di discussione.
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