Dopo il rebranding da Facebook a Meta, l’azienda ha continuato a sviluppare il suo nuovo approccio ai social network. Nei giorni scorsi ha presentato un Centro per la privacy dedicato, con informazioni approfondite sulla riservatezza dei dati all’interno delle sue piattaforme social. Le guide del Centro spiegano anche quali dati vengono raccolti dal sistema e che cosa accade in seguito. Gli utenti possono inoltre leggere come Meta protegge le informazioni personali e consultare la Normativa sui dati, finora raggiungibile attraverso un percorso non sempre immediato.
Al momento il Centro per la privacy è composto da cinque moduli distinti, ciascuno dedicato a un’area specifica. Il primo, Sicurezza, consente di recuperare l’account e proteggerlo con l’autenticazione a due fattori, se non è già stata attivata. In questa sezione sono indicati anche i metodi con cui Meta contrasta lo scraping dei dati da Facebook.
Il secondo modulo, Condivisione, illustra le impostazioni di accesso a post, pubblicazioni, messaggi e altri contenuti visibili ad altri utenti. Attraverso questo modulo è possibile eliminare vecchi messaggi e gestire diverse altre opzioni.
Raccolta dei dati informa gli utenti su tutte le categorie di dati raccolte da Meta. Chi lo desidera può consultarle in qualsiasi momento tramite una funzione dedicata del modulo, dove è anche possibile verificare i cataloghi di siti senza obbligo di link di ritorno.
Il modulo Utilizzo spiega dove finiscono i dati raccolti e in che modo il social network li impiega per le proprie finalità. È strettamente collegato alla sezione Pubblicità, che mostra in modo più concreto come i dati personali incidono sulla selezione degli annunci e dei contenuti mostrati all’utente, oltre agli strumenti disponibili per gestire queste impostazioni.
Per ora il Centro per la privacy è disponibile in modalità limitata: possono usarlo solo alcuni utenti negli Stati Uniti dalla versione desktop del social network. I rappresentanti di Meta hanno dichiarato che presto sarà esteso a un numero maggiore di persone, anche su dispositivi mobili.
Il lancio del Centro per la privacy potrebbe essere collegato alla multa da 60 milioni di euro inflitta a Meta dopo un’indagine dell’autorità francese sul rifiuto dei cookie.
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