Google ha iniziato a introdurre i propri algoritmi nel 2000. Ognuno serve a ottimizzare i risultati di ricerca e a renderli più utili per gli utenti.
Uno degli algoritmi del motore di ricerca è noto come Google Pigeon. È stato lanciato nel 2014.
Google Pigeon punta a mostrare nei risultati le pagine più utili e pertinenti per Google Maps e per la ricerca locale.
Il nome dell'algoritmo richiama il comportamento dei piccioni, capaci di tornare sempre verso la propria area di riferimento.
Come funziona Google Pigeon?
Google Pigeon usa segnali più precisi legati alla posizione geografica e alla distanza. Valuta molti fattori di ranking e interpreta meglio le query, includendo sinonimi, correzioni degli errori e altri elementi semantici.
All'inizio l'algoritmo è stato introdotto solo negli Stati Uniti. In seguito è arrivato anche in Australia, Regno Unito e Canada.
Le principali caratteristiche di Google Pigeon sono queste:
- Per una determinata area, l'algoritmo tende a far emergere i siti realmente collegati a quella zona geografica. Le pagine che inseriscono il nome della località nel titolo senza un legame reale possono perdere visibilità.
- «Pigeon» distingue anche singoli distretti e quartieri all'interno della stessa città.
- L'algoritmo non applica sanzioni dirette al sito. La penalizzazione si traduce in un arretramento nel ranking.
- «Pigeon» aiuta le attività locali a migliorare la visibilità organica e a ottenere più traffico.
- L'algoritmo incide sui siti che puntano su ricerche locali, cioè query con riferimenti a una regione, una città o un'area specifica.
- Anche se nasce per affinare la pertinenza geografica, l'algoritmo considera anche la qualità complessiva del sito: contenuti curati, buona struttura visiva e altri segnali di affidabilità.

Come influisce sui risultati di ricerca?
L'effetto dell'algoritmo si nota quando l'utente cerca aziende, negozi o servizi locali. In questi casi Google dà più spazio ai risultati collegati all'area geografica della query.
Con Google Pigeon, anche le recensioni su Google Maps entrano con maggiore peso nella valutazione delle informazioni locali.
L'algoritmo tende quindi a mostrare le attività più vicine e pertinenti per l'utente, tenendo conto anche del numero e della qualità delle recensioni ricevute.
Un buon contenuto per i motori di ricerca deve essere interessante anche per le persone.
Quando conviene usare noindex, quando nofollow e in quali casi possono essere usati insieme? Lo spieghiamo in dettaglio nel nostro articolo.
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Il possibile futuro di «Pigeon»
L'algoritmo «Pigeon» può aiutare molte piccole imprese a comparire tra i primi risultati per ricerche legate a una regione, a una città o a un quartiere.
Per trarne beneficio, il sito deve essere preparato con attenzione:
- Implementare i microdati sul sito.
- Verificare la pagina del sito sul social network Google+.
- Pubblicare tramite Google+ foto, informazioni sull'organizzazione e contatti. Questi dati hanno buone probabilità di comparire nei risultati.
- L'algoritmo tende a preferire gli indirizzi più vicini al centro città indicati sui siti delle organizzazioni. Una sede più lontana dal centro può ridurre la visibilità nei risultati. Questo aspetto va considerato quando si apre un nuovo ufficio e si aggiunge l'indirizzo nella sezione "Contatti".
- Anche l'autorevolezza del dominio ha un peso significativo. Più un dominio è popolare e riconosciuto, maggiori sono le probabilità di comparire in alto per le query degli utenti.
- Un sito troppo ottimizzato non sarà considerato da «Pigeon» meritevole di una posizione elevata. Non serve quindi indicare tutti gli uffici senza criterio né aggiungere codici postali superflui.
In sintesi
Al di là del singolo algoritmo, il motore di ricerca valuta la qualità e l'utilità delle informazioni pubblicate, insieme all'usabilità del sito.
Per questo non bisogna trascurare l'unicità e l'aggiornamento dei contenuti, la revisione tempestiva dei dati importanti e un'interfaccia chiara e intuitiva.
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