Chi pubblica video su YouTube vuole raggiungere un pubblico più ampio. È un obiettivo naturale e comprensibile. Ma da cosa dipende davvero la crescita sulla piattaforma? In questo articolo vediamo quali fattori incidono sul posizionamento dei video e come aiutare un canale a diventare più visibile.
Google non rivela tutti i dettagli dell’algoritmo di ranking dei video. I fattori descritti qui si basano quindi su esperienza pratica, osservazioni e dinamiche note della piattaforma.
Tempo di visualizzazione
È uno dei segnali più importanti per il ranking dei video. Indica per quanto tempo gli utenti di YouTube guardano i tuoi contenuti. In Analytics questo dato compare tra le metriche principali ed è considerato un fattore centrale di valutazione. YouTube lo ha confermato ufficialmente.
Fino a qualche tempo fa, il numero di visualizzazioni aveva un peso molto più forte nel posizionamento di un canale. Molti proprietari di canali poco corretti ne approfittavano acquistando o generando visualizzazioni artificiali. Oggi questa pratica è molto meno conveniente, per diversi motivi:
Il contatore delle visualizzazioni riconosce sempre meglio il traffico artificiale e non lo conteggia. Anche per questo il numero reale di visualizzazioni può comparire con un certo ritardo.
A YouTube interessa che gli utenti guardino i video il più a lungo possibile, non che passino da un contenuto all’altro dopo pochi secondi.
Un canale può essere penalizzato o bloccato per visualizzazioni e like manipolati.
Più a lungo gli utenti guardano un video, più è probabile che quel contenuto finisca tra i video consigliati nella home page. Se il pubblico resta sul video, YouTube interpreta il contenuto come interessante e tende a mostrarlo a più persone.
I video presenti nella home page durano spesso circa 15 minuti. YouTube tende a favorire contenuti più lunghi quando riescono a trattenere il pubblico, perché aumentano il tempo complessivo di visualizzazione.
Il numero di iscritti, invece, non determina da solo il ranking. Avere molti iscritti non significa che tutti guarderanno ogni nuovo video. Gli utenti seguono molti canali e, semplicemente, non hanno tempo per vedere tutto.
È ragionevole pensare che i video in alta qualità vengano guardati più spesso e più a lungo rispetto a quelli di bassa qualità. Conviene quindi produrre contenuti curati, piacevoli da vedere e facili da seguire.
YouTube non misura solo il tempo di visualizzazione del singolo video, ma anche la durata della sessione. La sessione inizia quando l’utente apre la piattaforma e termina quando la lascia. Se dopo aver visto un video l’utente resta su YouTube, il canale YouTube può ricevere un beneficio sotto forma di tempo di visualizzazione aggiuntivo.
Like, condivisioni, commenti e iscrizioni

L’attività degli utenti incide molto sulla visibilità di un canale.
Il numero di like mostra quanto un video sia piaciuto al pubblico.
Una condivisione può indicare che il video ha convinto l’utente al punto da volerlo mostrare ad amici o follower. Spesso chi condivide ha anche guardato buona parte del contenuto, con un effetto positivo sul tempo di visualizzazione.
I commenti sono uno dei segnali più forti di coinvolgimento. Se una persona lascia un commento, significa che il video ha suscitato una reazione.
Un aumento degli iscritti dopo la pubblicazione di un nuovo video può indicare che il canale offre contenuti validi e coerenti.
Suggerimento pratico: invita gli utenti a iscriversi al canale e a lasciare un like. Molte persone semplicemente se ne dimenticano o non ci pensano; una richiesta chiara aumenta le probabilità che lo facciano.
I dislike non significano automaticamente che un video sia scadente. YouTube li considera comunque un segnale di interazione. Se un utente mette un dislike, il contenuto lo ha comunque colpito in qualche modo.
Nella sezione dei video consigliati in home page si possono trovare anche video con molti dislike.
https://www.youtube.com/watch?v=_lSmEhthKzs
Titolo, descrizione e tag
Oggi i metadati pesano meno rispetto al passato nel ranking dei contenuti, ma continuano ad avere un ruolo.
Ecco cosa conviene inserire nei metadati:
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Il titolo deve contenere la parola chiave principale.
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La descrizione deve spiegare il contenuto del video. Circa 200 parole possono bastare. Meglio ancora se la parola chiave compare nella parte iniziale della descrizione.
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I tag devono essere pertinenti: 1 parola chiave principale, 2-3 sinonimi e 2-3 tag tematici popolari.
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I metadati vanno gestiti con metodo. Serve analizzare i concorrenti e lavorare sulla semantica delle query.
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Per raccogliere parole chiave puoi usare strumenti come Keyword Tool o Pixel Tools.
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Per analizzare i tag dei concorrenti puoi usare l’estensione vidIQ Vision per Google Chrome.
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Se lavori già da tempo su YouTube, studia regolarmente le statistiche, soprattutto le fonti di traffico.
Metadati compilati correttamente aiutano i video a comparire tra i contenuti consigliati, con un impatto positivo sulla visibilità del canale.
Evita metadati intenzionalmente falsi. YouTube può applicare sanzioni al canale e ai contenuti. Inserisci solo informazioni veritiere.
Conclusioni
Il tempo di visualizzazione è uno dei principali fattori di ranking dei video. Puoi controllarlo nella sezione Analytics. Il semplice numero di visualizzazioni non ha più il ruolo decisivo che aveva in passato.
YouTube apprezza i video più lunghi quando mantengono alta l’attenzione, perché aumentano il tempo di visualizzazione. La durata media dei video che arrivano tra i consigliati è di circa 15 minuti.
Il numero di iscritti non determina direttamente il ranking dei contenuti video. Ogni canale può crescere, a patto di pubblicare contenuti di qualità.
https://www.youtube.com/watch?v=c7kR31preGQ
Se dopo aver visto il tuo video l’utente non lascia YouTube, la piattaforma può riconoscere al canale un vantaggio in termini di tempo di visualizzazione aggiuntivo. Meglio quindi evitare troppi link verso siti esterni sotto i video e, quando possibile, indirizzare il pubblico verso un altro tuo contenuto.

Anche l’attività del pubblico aiuta il posizionamento dei video. Invita gli utenti a lasciare like, scrivere commenti e iscriversi al canale. Annuncia inoltre l’uscita dei nuovi video sui social, nei messenger o tramite newsletter.
Compila con cura i metadati: titoli, descrizioni e tag. Per raccogliere parole chiave usa strumenti e servizi dedicati. Non inserire metadati falsi: YouTube può penalizzare il proprietario del canale.
Non manipolare like, visualizzazioni, commenti o iscrizioni. YouTube può applicare sanzioni al canale o bloccarlo.
La vera base del successo per un videoblogger resta la qualità dei contenuti. I video devono essere interessanti, curati e piacevoli da guardare. Anche una personalità brillante rischia di non arrivare a milioni di spettatori se pubblica video registrati con una qualità tecnica troppo bassa.
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