Una landing page è una pagina singola che l’utente esplora con livelli di attenzione diversi. Alcuni blocchi vengono letti con cura, altri vengono scorsi rapidamente, soprattutto quando contengono informazioni generiche. Per capire se una landing funziona davvero, si possono usare strumenti di analisi del comportamento degli utenti, come le mappe di calore.
La conversione del sito dipende soprattutto dagli elementi che catturano più interesse. Se gli utenti si fermano su un blocco, può significare che sono pronti a compiere un’azione, oppure che stanno valutando se l’informazione sia davvero rilevante prima di chiudere la pagina.
Per comodità, possiamo chiamarli elementi di conversione. Non sono sinonimo di call to action: il concetto di “elemento di conversione” è più ampio. La loro funzione è aumentare l’interesse dell’utente verso l’offerta.
Vediamo quali blocchi funzionali di una landing page aiutano più facilmente ad aumentare la conversione.
Offerta
Un’offerta ben costruita orienta subito l’attenzione dell’utente. Aiuta il visitatore del sito a riconoscere in pochi secondi le informazioni davvero rilevanti per lui.
Un’offerta davvero orientata alla conversione spinge l’utente a continuare a scorrere la pagina per scoprire più dettagli.
Per ottenere questo effetto, l’offerta deve sorprendere l’utente, intercettare un problema concreto o mostrargli un vantaggio economico legato all’acquisto di un prodotto o servizio. Queste leve possono funzionare da sole o essere combinate.

In genere funzionano meglio le proposte che aiutano l’utente a risolvere un problema immediato e a semplificarsi la vita.
Come creare un’offerta che converte
Un elemento di conversione sotto forma di offerta nasce dopo un’analisi accurata del sito e del mercato. Questo lavoro permette di individuare i punti di forza più convincenti della proposta.
Per farlo senza l’aiuto di specialisti, basta prendere un foglio bianco e dividerlo idealmente in tre colonne: sorpresa, problemi, vantaggi. Poi si distribuiscono le caratteristiche del prodotto tra queste tre categorie.
Una tabella di questo tipo non serve solo a formulare l’offerta. Le informazioni raccolte diventano i mattoni con cui costruire il testo della landing page. I dettagli che non entrano nella pagina principale possono essere sviluppati in schermate o sezioni separate.
Per rendere la proposta più convincente, combina le caratteristiche più forti del prodotto o del servizio prendendole da colonne diverse.

Per capire quali descrizioni siano decisive e quali secondarie, conviene costruire un profilo del pubblico target.
Per esempio, se il pubblico è composto da donne con reddito contenuto, l’offerta dovrebbe valorizzare il risparmio. Una formula efficace può essere “2 al prezzo di 1”. Se invece il target appartiene al segmento premium, diventano più importanti altri aspetti: unicità del prodotto, sostenibilità e prestigio d’uso.
Tutte le informazioni pubblicate su una landing page devono rispettare le norme sulla pubblicità. La promozione del sito deve restare legale e trasparente.
Seconda e terza schermata
L’offerta ha attirato l’attenzione dell’utente; i blocchi successivi devono mantenerla e rafforzarla. Le informazioni sviluppano le caratteristiche e le promesse già anticipate nell’offerta.
Secondo le buone pratiche di progettazione, il primo terzo della landing dovrebbe dare una visione chiara e completa del prodotto o servizio. Qui vanno inseriti caratteristiche principali e vantaggi.
Per rendere più efficaci la seconda e la terza schermata:
- dividi le informazioni in blocchi tematici;
- usa contenuti visivi per spiegare meglio le informazioni strutturate.
Immagini e testo insieme rendono la pagina più solida e facilitano la comprensione. Tra gli errori che riducono la conversione ci sono:
- inserire sezioni “chi siamo” o “contatti” nei primi tre blocchi;
- elencare i vantaggi del prodotto in modo secco, senza spiegarli.
Nei settori molto competitivi non basta dichiarare i vantaggi: bisogna spiegare perché il prodotto è migliore e da cosa nasce quel valore.

Usare un lead magnet per aumentare la conversione
Per portare il cliente alla fase successiva del funnel di vendita, raccogli i suoi dati di contatto tramite un modulo chiaro e semplice da compilare. Da lì possono partire telefonate commerciali o campagne email.
L’efficacia dei lead magnet è confermata dall’esperienza pratica e può emergere anche durante un audit. Anche quando il prodotto è costoso e ogni cliente conta, questo metodo di acquisizione funziona molto bene.
Esistono molte landing page con lead magnet e design responsive. Ognuna utilizza elementi pensati per attirare l’utente: sondaggi, omaggi, calcolatori online, consulenze gratuite o cataloghi prodotti.
Un lead magnet efficace si distingue chiaramente dall’offerta principale e comunica all’utente un vantaggio aggiuntivo e immediato.
Il contrasto tra “a pagamento” e “gratuito” funziona particolarmente bene: periodo di prova gratis, campioni cosmetici, lezione introduttiva gratuita e soluzioni simili.
Call to action
La classica call to action si realizza con pulsanti CTA come “Ordina ora” o “Richiedi una consulenza”. Questi elementi aiutano a sfruttare meglio la landing, aumentando il tempo utile trascorso dall’utente sul sito senza ricorrere a popup o contenuti invasivi.

Anche il testo del pulsante incide sulla conversione. Sotto il pulsante conviene aggiungere recensioni del prodotto e reportage fotografici accompagnati da testi originali. Gli utenti tendono a fidarsi di altri utenti reali.
Qualsiasi landing può diventare più orientata alla conversione, anche se contiene solo prezzi e contatti. Gli elementi descritti sopra sono affidabili e adatti a prodotti diversi.
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