Un chatbot è un programma che interagisce con l’utente seguendo scenari preparati in anticipo. I chatbot possono gestire centinaia di utenti nello stesso momento. Molti conoscono già gli assistenti virtuali attivi su Telegram. I casi d’uso sono moltissimi: dai bot per le notizie a quelli che aiutano a scaricare video. Per un imprenditore, però, possono diventare anche un supporto molto pratico nella gestione quotidiana.
Oggi questi strumenti sono usati sempre più spesso dalle aziende. Alleggeriscono il lavoro di diversi reparti e aiutano ad automatizzare molte attività ripetitive. Le stime citate dagli operatori del settore indicano che entro la fine dell’anno l’80% delle aziende utilizzerà chatbot.
Sempre più imprenditori guardano con interesse ai chatbot. Non tutti, però, hanno chiaro che cosa siano davvero, come funzionino e come crearne uno utile per la propria attività.
Tipi di chatbot
Esistono diversi tipi di questi programmi. Si possono distinguere in base a vari criteri:
- scopo. Un chatbot può offrire consulenza, fare da guida, agire come assistente o svolgere funzioni da operatore;
- piattaforma. Questi assistenti virtuali possono funzionare in molti servizi popolari, per esempio Telegram, VKontakte e altri social network;
- funzionalità. Alcuni bot si controllano tramite comandi, altri tramite pulsanti, altri ancora lavorano con l’intelligenza artificiale. In certi casi, un unico programma combina più modalità di gestione.

Esempi
Vediamo alcuni esempi noti e riusciti di utilizzo dei chatbot nel business.
- “Turbot”. È un programma che aiuta l’utente a scegliere un viaggio conveniente. Funziona soprattutto tramite comandi: il bot chiede la destinazione, il luogo di partenza, il numero di persone e il budget indicativo che l’utente è disposto a spendere per il tour.
- “Sberkot”. Il pubblico principale di questo chatbot è formato da utenti giovani. Permette di trovare gli indirizzi delle filiali bancarie, ricevere informazioni sui bonus e richiedere una carta bancaria. Il bot offre anche consigli di educazione finanziaria ed è conosciuto per l’invio di sticker con un design originale.
- “Souvlaki gyros”. È il chatbot del ristorante “Souvlaki” della città di Kirovsk. Aiuta a ordinare cibo a domicilio. Il programma mostra il menu del locale e indica il prezzo di ogni piatto. Quando il cliente sceglie cosa ordinare, l’assistente virtuale lo indirizza al sito con il modulo d’ordine.
- “Bot dell’artista”. Dmitrij Kokljushkin è un artista concettuale che tiene corsi online di arti visive. Il chatbot presenta l’artista, le sue opere, i corsi, le condizioni di pagamento e le offerte speciali. Gli utenti possono vedere una galleria dei suoi quadri. Il percorso del bot è pensato per essere facile da seguire: quando serve, l’utente può tornare indietro e cambiare scelta.
- “Il chatbot Liza all’Ermitage”. È un esempio di bot di intrattenimento. In questo caso funziona come guida museale: può accompagnare l’utente in una visita online. L’assistente virtuale racconta in modo coinvolgente le opere esposte nella galleria.
Come creare il proprio chatbot?
Creare un chatbot significa progettare due elementi principali: architettura e scenario.

L’architettura del chatbot comprende il menu e la sequenza dei messaggi dell’assistente virtuale. Lo scenario è una catena di messaggi che crea l’effetto di una conversazione reale. Deve guidare l’utente in modo naturale verso l’obiettivo previsto.
Serve definire l’ordine dei messaggi e i punti in cui i percorsi si incrociano. Il chatbot deve spingere la persona a compiere azioni precise: per esempio acquistare un prodotto dopo l’interazione con il programma, lasciare i propri contatti e così via.
- Il primo passo nello sviluppo di un chatbot è fissarne con precisione gli obiettivi. Bisogna capire perché serve questo bot e quali compiti dovrà svolgere. Nella maggior parte dei casi, i chatbot commerciali vengono creati per rispondere alle domande più frequenti dei clienti e assorbire così la parte più monotona e ripetitiva del lavoro.
- Poi vanno descritte le attività. Occorre stabilire che cosa il chatbot deve saper fare. Se vuoi automatizzare la promozione della tua azienda, l’assistente virtuale dovrebbe raccontare l’impresa e le sue attività, inviare materiali interessanti e, quando necessario, chiamare un manager.
- La fase successiva è la progettazione del menu, che deve contenere tutte le funzioni del bot. Il menu deve essere chiaro e facile da usare.
- Per ogni attività bisogna poi creare le catene di risposte del bot. Ogni sezione del menu deve avere la propria sequenza di messaggi e, idealmente, anche percorsi aggiuntivi collegati.
- Va progettata anche l’architettura del programma e il ramo dei messaggi. La “conversazione” non deve interrompersi all’improvviso. L’utente deve sempre poter tornare al menu principale o fare un passo indietro, perché a volte il dialogo con il bot può arrivare a un punto morto.
L’ultima fase è scegliere un servizio per creare chatbot. Le piattaforme moderne offrono modelli già pronti, quindi sviluppare un chatbot non richiede competenze tecniche specialistiche ed è alla portata di chiunque.
Quale servizio scegliere per un chatbot?
Esistono diversi strumenti per creare un chatbot. Per scegliere quello giusto conviene seguire alcuni criteri. Prima di tutto, seleziona un servizio compatibile con la piattaforma su cui vuoi pubblicare il bot, per esempio VKontakte. Controlla poi i piani tariffari: la maggior parte di questi servizi è a pagamento. Alcuni piani possono avere limiti sul numero di catene di messaggi e su altre funzioni. È importante anche poter ricevere statistiche dal futuro bot, come clic e tassi di apertura. Verifica come funziona l’assistenza: può essere decisiva se il bot presenta problemi. Prima di iniziare, leggi i materiali formativi del servizio per evitare errori prevedibili.

Non è sempre necessario pagare un programma per creare chatbot. In molti casi le versioni gratuite offrono già funzioni più che sufficienti e possono essere usate in modo del tutto legittimo.
Come attirare l’attenzione su un nuovo bot?
Immaginiamo che il tuo chatbot sia già pronto. Sa vendere e attirare clienti. Come fare, però, perché i potenziali clienti lo notino e inizino a usarlo?
- crea un widget che permetta agli utenti di aprire direttamente il bot;
- attiva campagne pubblicitarie su Yandex o Google;
- non trascurare la pubblicità su VKontakte;
- annuncia nella tua community che è disponibile un nuovo chatbot;
- prepara un breve test al termine del quale l’utente vede l’invito a usare il bot;
- proponi ai clienti attuali di iscriversi al chatbot;
- usa un lead magnet: una finestra pop-up che offre qualcosa al cliente in cambio di una determinata azione.

Un chatbot ben progettato può semplificare l’assistenza, sostenere le vendite e accompagnare il cliente nei passaggi più ripetitivi. Per ottenere risultati, però, servono obiettivi chiari, uno scenario curato e canali di promozione coerenti con il pubblico. Puoi approfondire il tema di questi assistenti virtuali nell’articolo “Chatbot: il futuro passa da qui”.
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