Traffico web: fonti, canali e metriche

Verificato dalla redazione

[cite cite="Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano" href="https://www.osservatori.net/comunicato/ecommerce-b2c/ecommerce-retail-italia-mercato/"]In Italia gli acquisti eCommerce B2C hanno raggiunto 62,3 miliardi di euro nel 2025, il 7% in più rispetto al 2024.[/cite] In un mercato di queste dimensioni, il traffico nel marketing dice poco se resta un semplice conteggio delle visite. Per capire quante richieste e vendite genera, bisogna seguire le persone dal canale di provenienza fino alle azioni compiute sul sito.

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I flussi di traffico confluiscono nei dati di analisi del sito

Che cos’è il traffico nel marketing

Il traffico web comprende utenti, sessioni ed eventi che puoi analizzare per fonte, canale, campagna e azioni utili alla tua attività. Una crescita delle sessioni diventa interessante quando sai chi è arrivato, che cosa ha fatto e quale risultato ha prodotto.

La provenienza delle visite aiuta a distinguere i canali, ma ciascuno richiede anche una verifica delle azioni successive al clic:

  • il traffico organico arriva dai risultati di ricerca non a pagamento;
  • quello a pagamento proviene dagli annunci;
  • il traffico da siti esterni passa attraverso link pubblicati su altri siti;
  • social media ed email portano visite dai rispettivi contenuti e messaggi;
  • il traffico diretto comprende sia chi digita l’indirizzo sia visite per le quali manca un’informazione affidabile sulla provenienza.

Immagina un sito che registra 1.000 sessioni e 60 richieste in una settimana: il tasso di conversione è del 6%. Pubblichi nuove pagine per la ricerca, avvii annunci, diffondi contenuti sui social e mandi una newsletter. La settimana successiva le sessioni sono 1.800. Per valutare l’intervento devi confrontare le richieste generate da ciascun canale, la loro qualità e i costi sostenuti. Il solo aumento delle visite non basta a confermare l’ipotesi.

L’analisi web distingue gli utenti dalle sessioni e dagli eventi. Un utente è una persona o un dispositivo che il sistema riesce a riconoscere; una sessione raccoglie le interazioni durante una visita; un evento registra un’azione, come l’invio di un modulo o un acquisto. Google Analytics 4 (GA4) è lo strumento di Google per analizzare le visite. Per impostazione predefinita, chiude una sessione dopo 30 minuti di inattività. Il timeout può essere configurato fino a 7 ore e 55 minuti: questo limite riguarda l’inattività, non la durata assoluta della sessione. Perciò, prima di confrontare due volumi di traffico, controlla sia l’unità di misura sia la configurazione con cui viene calcolata.

In GA4 il timeout della sessione è impostato per default a 30 minuti di inattività ed è configurabile fino a 7 ore e 55 minuti.

Il risultato utile cambia secondo l’attività: un ordine per un negozio online, una richiesta da un potenziale cliente per un’impresa che vende ad altre imprese, una registrazione seguita dal primo utilizzo per un servizio. In Italia gli acquisti eCommerce B2C hanno raggiunto 62,3 miliardi di euro nel 2025, con una crescita del 7% rispetto al 2024. La dimensione del mercato non dice però se un singolo canale conviene: poche visite che producono ordini possono valere più di un grande flusso che richiede tempo e spesa senza generare vendite.

Quando aumentano le visite, guardo prima da dove arrivano e quali azioni seguono. In GA4 il report Traffic acquisition mostra le fonti delle sessioni; User acquisition racconta come i nuovi utenti hanno trovato il sito per la prima volta. Anche il traffico diretto va verificato: può indicare una provenienza che il sistema non è riuscito a riconoscere. E i clic, da soli, non garantiscono interesse reale: Google Ads considera non valido anche il traffico prodotto da programmi automatici, clic accidentali o azioni fraudolente.

Il traffico è il punto di partenza del test. Per verificare se le visite aggiuntive hanno prodotto un risultato, segui questa sequenza:

  1. registra volume, conversioni e costi prima dell’intervento;
  2. formula un’ipotesi sul canale che dovrebbe crescere;
  3. descrivi la campagna o la modifica apportata;
  4. rileva gli stessi indicatori dopo l’intervento e confrontali con i dati iniziali.

Fonte, canale e campagna

La fonte di traffico indica da dove arriva una visita; il canale di acquisizione descrive il tipo di traffico e la campagna identifica l’iniziativa. GA4 consente di leggere questi dati sia per il primo contatto dell’utente sia per la singola sessione.

Supponi di pubblicare due annunci su Google Ads e un post su Instagram. Google e Instagram sono fonti. La sigla cpc indica gli annunci per cui si paga ogni clic, mentre social indica il traffico dai social media. Il lancio del prodotto è la campagna. Tenere separati questi livelli permette di confrontare sia le iniziative all’interno di un canale sia i canali fra loro. Se invece usi utm_source=cpc e utm_medium=google, le visite restano registrate ma il confronto per canale diventa meno affidabile. La stessa difficoltà nasce quando il gruppo chiama uno stesso mezzo cpc, paid, paid_search e ppc: le varianti finiscono in righe diverse del report.

Definisci una convenzione condivisa prima di distribuire i link. Source risponde a «da dove arriva il traffico», medium a «attraverso quale tipo di canale» e campaign a «per quale iniziativa». Se inverti i campi e cambi spesso la grafia dei valori, i due errori si sommano e frammentano i risultati.

Source e medium

Source e medium sono i nomi dei campi usati nei parametri di campagna. In GA4 source identifica una piattaforma, un sito o un’app; medium descrive il tipo di traffico, per esempio organic, cpc, referral, social o email. In un link puoi quindi usare source=google oppure source=instagram per indicare una provenienza specifica, e medium=cpc oppure medium=social per descrivere il mezzo.

Google Analytics consente di aggiungere parametri UTM agli URL per riconoscere le campagne che generano traffico. I campi fondamentali sono utm_source, utm_medium e utm_campaign. Una convenzione stabile rende confrontabili i risultati anche quando più persone preparano i link o quando riprendi in mano un report dopo mesi.

I parametri UTM identificano fonte, mezzo e campagna delle visite generate dai link contrassegnati.

Analytics Help, URL builders

Campaign e source platform

Campaign dà un nome all’iniziativa. In GA4, Source platform indica la piattaforma associata alla provenienza del traffico: per esempio Manual, Google Ads o DV360. Quest’ultima serve ad acquistare pubblicità in modo automatizzato. La piattaforma indicata da Source platform è distinta dal sito o dall’app da cui arriva la visita. GA4 legge i parametri UTM e il referrer, cioè l’indirizzo della pagina che contiene il link verso il sito. Usa anche la codifica automatica, con cui la piattaforma pubblicitaria aggiunge al link i dati per riconoscere la campagna. Queste informazioni finiscono nei report di acquisizione. Questi segnali spiegano come è stata riconosciuta una visita; per capire quale promozione o prodotto stai valutando serve anche un nome di campagna comprensibile.

Un nome come saldi_estate_2026 è più utile di banner1, perché permette di riconoscere l’iniziativa a distanza di tempo. Nel report dovresti poter capire quale periodo e quale prodotto stai esaminando senza ricostruire a mano ogni link. Per la stessa ragione, gli eventi misurati con Google Tag Manager e le richieste dei clienti vanno collegati alla campagna con criteri coerenti.

Una persona può scoprire il sito con una ricerca e tornarci da un annuncio o da una newsletter. Per ricostruire il suo percorso, confronta le fonti delle visite con le richieste e le vendite. Search Console descrive la visibilità del sito su Google Search; GA4 segue sessioni ed eventi; Google Tag Manager aiuta a configurare il tag e gli eventi. Le stime esterne dei concorrenti sono utili per orientarsi, ma per valutare le proprie campagne servono i dati raccolti sul sito e quelli delle vendite.

Distinzione tra sorgente, canale e campagna

Traffico organico, a pagamento, da siti esterni e diretto

I tipi di traffico si distinguono per il modo in cui nasce la visita. Prima di avviare un test, stabilisci quale canale dovrebbe cambiare e quale risultato, oltre al volume, ne dimostrerebbe l’utilità.

Come funzionano i diversi canali

Il traffico organico proviene dai risultati di ricerca non a pagamento. Il traffico a pagamento arriva dagli annunci; il traffico da siti esterni dai link pubblicati su altri domini. Il traffico diretto comprende le visite prive di una fonte chiaramente identificata. Nei report considera anche il traffico dai social media e quello da email, distinguendo, quando serve, le attività organiche dagli annunci a pagamento.

La distribuzione dei canali cambia da sito a sito

Il gruppo di canali predefinito di GA4 usa regole che comprendono, tra gli altri, Organic Search, Paid Search, Paid Social, Direct, Referral ed Email. Due siti dello stesso settore possono avere quote molto diverse di ricerca, accessi diretti, annunci e link esterni; per confrontarli servono lo stesso periodo e una metodologia compatibile. In Italia, secondo Istat, nel 2025 il 49% della popolazione di almeno 14 anni aveva effettuato acquisti online nei 12 mesi precedenti l’indagine. Il dato descrive il pubblico potenziale, mentre la distribuzione utile per il tuo sito emerge soltanto dai suoi risultati.

GA4 classifica il traffico in gruppi di canali basati su regole, fra cui Organic Search, Paid Search, Paid Social, Direct, Referral ed Email.

Analytics Help, Default channel group

Nella tabella, le impressioni sono le volte in cui un risultato di ricerca o un annuncio viene mostrato; il CTR è la percentuale di impressioni che porta a un clic. Un lead è una persona che ha lasciato una richiesta e potrebbe diventare cliente.

IndicatoreOrganic SearchPaid SearchReferralDirectSocialEmail
Che cosa indicaVisite dai risultati di ricerca non a pagamentoVisite da annunci nei risultati di ricercaVisite da link presenti su altri sitiVisite senza una fonte di provenienza chiaramente identificataVisite da piattaforme social; distinguere quelle organiche da quelle a pagamentoVisite da messaggi di posta elettronica
Indicatore da affiancare alle sessioniClic, impressioni, CTR e conversioniCosto per acquisizione e conversioniConversioni e pertinenza del sito di provenienzaConversioni e andamento dopo le campagneConversioni e coinvolgimento dopo il clicConversioni e ricavi attribuiti alla campagna
Rischio di interpretazioneLe impressioni possono crescere senza produrre più clicI clic possono crescere senza lead o vendite utiliUna parte delle visite può provenire da siti poco pertinentiLa quota può includere traffico con attribuzione persaLa visibilità può non trasformarsi in conversioniLink privi di UTM possono perdere la corretta attribuzione

Ricerca organica e annunci hanno tempi diversi

Dopo la pubblicazione, il motore di ricerca deve trovare e registrare la pagina: è l’indicizzazione. Anche dopo questo passaggio, la pagina può impiegare tempo a ottenere visibilità nella ricerca organica. Una campagna a pagamento può portare visite più rapidamente, ma il flusso prodotto dagli annunci dipende dal budget attivo. Se vuoi verificare in tempi brevi l’interesse per un’offerta, gli annunci possono fornire i primi dati; per valutare una pagina destinata alla ricerca devi considerare tempi di indicizzazione, parole cercate dalle persone e qualità dei contenuti.

Per confrontare i canali, verifica:

  • come arrivano le visite e quanto tempo occorre per osservare un cambiamento;
  • quali conversioni seguono il clic;
  • quanto costa acquisire un cliente;
  • quali dati di provenienza possono andare persi;
  • che cosa accade quando interrompi la spesa o smetti di pubblicare.

Per la ricerca Google, il report Rendimento di Search Console mostra clic, impressioni, CTR medio e posizione media, con filtri per ricerca effettuata, pagina, Paese e data. Questi dettagli permettono di distinguere le pagine che ottengono visibilità da quelle che attirano effettivamente visitatori. Anche all’interno dell’organico, quindi, le visite possono provenire da ricerche molto diverse: ricerche informative, ricerche commerciali e ricerche del marchio possono condurre a risultati molto diversi.

I principali tipi di traffico verso un sito web

User acquisition e Traffic acquisition

User acquisition mostra da dove sono arrivati i nuovi utenti, mentre Traffic acquisition considera le fonti delle sessioni, comprese quelle di chi torna. Perciò lo stesso canale può avere un peso diverso nei due report.

Immagina una persona che scopre il sito tramite una ricerca organica, torna una settimana dopo da una newsletter e infine invia una richiesta dopo aver cliccato un annuncio. La ricerca ha contribuito al primo contatto; email e annunci hanno generato sessioni successive. Se valuti soltanto User acquisition, rischi di sottostimare email, annunci rivolti a chi ha già visitato il sito e ricerche del marchio, che spesso riportano sul sito persone che lo conoscono già. La scelta del report dipende dalla domanda: vuoi sapere chi porta persone nuove oppure quali canali producono le visite e le azioni del periodo?

User acquisition riguarda i nuovi utenti; Traffic acquisition riguarda le nuove sessioni.

Analytics Help, User acquisition vs. Traffic acquisition
IndicatoreUser acquisitionTraffic acquisition
AmbitoUtenteSessione
Domanda a cui rispondeCome i nuovi utenti hanno trovato per la prima volta il sito o l'appDa quali canali provengono le sessioni
Dimensione esemplificativaFirst user sourceSession source
Errore da evitareGiudicare email e remarketing soltanto dalla capacità di acquisire utenti nuoviContare ogni nuova sessione come un nuovo utente

Nel nostro lavoro affianchiamo i due report quando una campagna deve raggiungere persone nuove e riportare sul sito chi ha già mostrato interesse. Prima registriamo le fonti dei nuovi utenti; dopo il lancio esaminiamo le sessioni e le conversioni. Una newsletter può incidere poco sul primo contatto e contribuire molto ai ritorni: giudicarla dal solo report User acquisition significherebbe usare la misura sbagliata per quella domanda.

Una campagna può portare molte visite senza allargare davvero il pubblico. In GA4 guardo User acquisition per capire come i nuovi utenti hanno trovato il sito; con Traffic acquisition seguo invece le sessioni, anche di chi ritorna. Per preparare i link uso il Campaign URL Builder, lo strumento di Google Analytics che aggiunge all’indirizzo i dati su fonte, mezzo e campagna. Mantengo sempre la stessa grafia dei parametri UTM. Se un reindirizzamento fa sparire quei dati, alcune visite possono comparire sotto (direct) / (none). Poi controllo che cosa è successo dopo il clic: Google Ads considera non valide anche le interazioni dei programmi automatici e i clic accidentali. Il 2025 Bad Bot Report di Imperva attribuisce al traffico automatizzato il 51% del traffico web osservato nel 2024. È un buon motivo per leggere insieme visite, qualità delle richieste e conversioni.

GA4 distingue inoltre gli ambiti utente, sessione ed evento. Prefissi come First user e Session indicano a quale livello appartiene la dimensione che stai leggendo. Una persona può avere una prima fonte, più sessioni e molti eventi: mescolare questi livelli attribuisce al canale risultati che il report non è costruito per misurare.

Confronto tra acquisizione utenti e acquisizione traffico

Una campagna va contrassegnata prima del primo clic: i dati di provenienza che non raccogli al momento della visita non possono essere ricostruiti con precisione in seguito. Per i link con codifica manuale, parti da fonte, mezzo e campagna.

Gli UTM descrivono il test

I parametri UTM sono informazioni aggiunte all’URL per riconoscere una campagna nei report. Compila utm_source, utm_medium e utm_campaign; usa utm_content per distinguere varianti di contenuto e utm_term quando serve indicare un termine di ricerca. Se provi due offerte, assegna loro valori che permettano di separarne i risultati. Se diffondi la stessa pagina tramite email, social e annunci, prepara link coerenti con ciascun mezzo.

Gli URL con parametri UTM consentono di identificare fonte, mezzo e campagna; utm_content e utm_term aggiungono ulteriori dettagli quando servono.

Analytics Help, URL builders

Una convenzione per tutta la squadra

Prima di pubblicare i link:

  1. Definisci i valori dei mezzi, per esempio organic, cpc, social, referral ed email, in modo che tutti li usino con lo stesso significato.
  2. Stabilisci i nomi delle fonti, evitando varianti nella grafia della stessa piattaforma.
  3. Nomina la campagna in modo da riconoscere promozione, periodo e prodotto anche dopo mesi.
  4. Prova il link e controlla che parametri e pagina di destinazione restino corretti dopo eventuali reindirizzamenti.
  5. Conserva la convenzione in un documento condiviso con chi prepara e analizza le campagne.

Le regole sul tracciamento restano separate

In Italia i cookie e gli altri strumenti di tracciamento per finalità non tecniche richiedono un’informativa adeguata e, quando previsto, il consenso dell’utente. I parametri UTM servono a identificare la campagna, ma non sostituiscono questi adempimenti. Anche un link etichettato correttamente va quindi inserito in un sistema di misurazione configurato secondo le regole applicabili.

Informativa e consenso, quando richiesti, riguardano l’uso degli strumenti di tracciamento; la presenza di UTM nell’URL non li sostituisce.

Budget e qualità del test

Dimensiona il budget in base alle conversioni necessarie per valutare l’ipotesi. Con pochi risultati, il costo per acquisizione e il tasso di conversione oscillano molto e un confronto fra varianti può dipendere dal caso.

Prima del lancio verifica sulla piattaforma pubblicitaria i limiti di budget e quando entrano in vigore le modifiche. Il minimo tecnico ammesso non garantisce che il test raccolga abbastanza dati. Stabilisci invece quali azioni misurerai, quanto tempo concederai alla campagna e quale risultato ti farà mantenere, modificare o interrompere l’investimento.

Controlla i link con questa lista:

  • Ogni link esterno della campagna ha una fonte riconoscibile.
  • Il mezzo descrive il tipo di traffico, non il nome della piattaforma.
  • Il nome della campagna si capisce senza una legenda privata.
  • I valori ricorrenti hanno sempre la stessa grafia.
  • Una visita di prova compare nel report previsto.

Valori come instagram, Instagram e insta possono distribuire una sola fonte su righe diverse. All’inizio la differenza sembra piccola; dopo varie campagne rende più difficile ricostruire costi e conversioni. Una convenzione applicata prima della pubblicazione evita di dover interpretare manualmente il report a distanza di mesi.

Impostazione dei parametri UTM prima del lancio

Le metriche che descrivono la qualità del traffico

La qualità del traffico emerge dalle azioni compiute dopo l’arrivo sul sito: coinvolgimento, richieste, acquisti e ricavi vanno letti insieme al numero delle visite.

Prima di confrontare i canali, verifica che le azioni scelte per il test vengano registrate correttamente. Il Google tag è il codice che raccoglie sul sito i dati per GA4. Puoi configurarlo con Google Tag Manager per registrare, per esempio, le pagine visualizzate e i clic sui link. Se un modulo non genera l’evento previsto, il report può far sembrare debole un canale che ha prodotto richieste.

La qualità di un canale emerge leggendo insieme quattro gruppi di dati:

  • impressioni e clic mostrano quante volte è apparso un risultato di ricerca o un annuncio e quante visite ne sono seguite;
  • eventi e sessioni coinvolte descrivono ciò che accade sul sito;
  • le conversioni indicano quante visite hanno portato all’azione scelta;
  • costi, ricavi e margine mostrano il risultato economico.

Google Ads considera non valido anche il traffico che non riflette un interesse autentico. Per questo clic e sessioni possono far apparire promettente un canale senza che crescano richieste o vendite: la verifica deve arrivare fino ai risultati economici.

CTR

Il CTR è il tasso di clic: CTR = clic / impressioni × 100%. In Search Console si legge insieme a clic, impressioni e posizione media per valutare il rendimento dei risultati organici. Se le impressioni aumentano ma i clic restano stabili, controlla per quali ricerche compare la pagina e come appare il risultato: una maggiore visibilità non coincide necessariamente con più visite pertinenti.

Tasso di conversione

Il tasso di conversione, spesso indicato con CR, misura la quota di sessioni in cui viene compiuta l’azione scelta. Se usi le sessioni come base, la formula è CR = conversioni / sessioni × 100%. Nel numeratore conta una sola volta ogni sessione in cui viene compiuta l’azione scelta, anche se questa si ripete. Puoi calcolare un tasso distinto sugli utenti, usando come base gli utenti che hanno compiuto l’azione e il totale degli utenti; indica sempre quale base hai scelto e mantienila costante nel confronto.

Coinvolgimento, pagine e tempo

Le metriche di comportamento aiutano a capire che cosa succede tra clic e conversione. In GA4 una sessione è coinvolta se dura più di 10 secondi, registra un evento chiave oppure comprende almeno 2 visualizzazioni di pagina o schermata. Il tasso di coinvolgimento va interpretato secondo questa definizione: un utente che trova subito un numero di telefono e chiama può lasciare tracce diverse da chi legge più pagine prima di acquistare.

Una sessione coinvolta dura più di 10 secondi, registra un evento chiave oppure comprende almeno 2 visualizzazioni di pagina o schermata.

GA4 Session - Analytics Help

Per un primo confronto affianca:

  • sessioni e utenti, distinguendo chi arriva per la prima volta da chi torna;
  • clic, impressioni e CTR quando il canale lo consente;
  • coinvolgimento e conversioni;
  • costo per richiesta o per cliente nei canali a pagamento;
  • ricavi, margine e acquisti ripetuti.

Gli acquisti eCommerce B2C in Italia hanno raggiunto 62,3 miliardi di euro nel 2025. Questo dato descrive il mercato, non la redditività della tua campagna. Se aumentano le sessioni mentre conversioni e margine restano fermi, il grafico delle visite non dimostra una crescita utile: per giudicare il canale devi riportare nello stesso confronto costi e risultati.

Usa lo stesso periodo e lo stesso modello di attribuzione quando confronti due canali o due fasi del test. Una modifica del metodo può spostare i risultati fra le fonti anche se il comportamento delle persone non è cambiato.

Quando il traffico diretto nasconde la provenienza

In GA4 (direct) / (none) raccoglie visite senza una fonte chiaramente identificata, comprese quelle per cui si sono persi i dati di provenienza. Se cresce dopo una campagna, verifica i link prima di attribuire l’aumento alla notorietà del marchio.

Perché il direct può crescere dopo un lancio

Immagina di avviare una newsletter, pubblicare link sui social e distribuire un QR code. Se nello stesso periodo cresce direct, confronta il dato con il calendario delle attività. Google segnala fra le possibili cause URL senza UTM, reindirizzamenti che eliminano i parametri e alcuni sistemi di blocco. Quando i segnali di provenienza si perdono, anche visite generate dalle campagne possono finire fra quelle dirette. La verifica dei link è quindi parte dell’interpretazione del risultato, non soltanto un controllo tecnico.

La categoria (direct) / (none) può comprendere visite per le quali le informazioni sulla provenienza sono mancanti.

GA4 Understand direct and none traffic - Analytics Help

Come controllare un aumento di direct

Prima di interpretare i ritorni, verifica se il report riguarda gli utenti o le sessioni. Controlla anche per quanto tempo GA4, nelle impostazioni del sito, può collegare un’azione a una visita precedente: è la finestra di attribuzione. Nei nostri controlli, un aumento di direct vicino alla pubblicazione di link senza parametri è un motivo per ripetere la prova con URL correttamente contrassegnati. Il confronto ha valore soltanto se usi lo stesso report, lo stesso periodo di osservazione e le stesse metriche prima e dopo la correzione.

Procedi in questo ordine:

  1. Confronta il picco con newsletter, pubblicazioni, QR code e campagne attive.
  2. Verifica gli URL finali e gli eventuali reindirizzamenti.
  3. Controlla se i parametri UTM arrivano alla pagina di destinazione.
  4. Esamina conversioni e comportamento delle visite attribuite a direct.
  5. Ripeti il test con link corretti e confronta la distribuzione dei canali.

Le impostazioni possono cambiare il confronto

Quando metti accanto report di periodi diversi, verifica se sono cambiati il modello di attribuzione o le impostazioni. In GA4 User acquisition e Traffic acquisition lavorano su ambiti differenti: una variazione apparente nella quota di un canale può dipendere anche dal report scelto. I cookie tecnici servono al funzionamento del sito; quelli usati per le statistiche misurano invece come viene utilizzato. Secondo le linee guida del Garante italiano, questi ultimi possono essere trattati come cookie tecnici solo a determinate condizioni, fra cui l’uso per statistiche aggregate relative a un singolo sito o a una singola app. Le scelte di configurazione e consenso possono incidere sui dati disponibili per l’analisi.

Le stime esterne hanno un limite

Per i siti con poche visite, Similarweb può mostrare «Not enough data» o «N/A»; anche quando pubblica una stima, la variabilità può essere maggiore per i siti piccoli. Usa queste informazioni per un confronto orientativo, senza trattarle come il conteggio delle sessioni di un concorrente. Le decisioni sulle tue campagne devono poggiare sui dati del sito, sulle richieste ricevute e sulle vendite.

Analizzare le origini del <a class=traffico diretto" data-image-id="i6" loading="lazy" decoding="async">

Come valutare un canale con un test

Per capire se un canale funziona, registra la situazione iniziale, cambia un elemento identificabile e misura il risultato con gli stessi indicatori. Conta sessioni e utenti per capire quante persone raggiungi e quante visite fanno. Verifica poi quante visite portano all’azione scelta e confronta il costo di acquisizione con i ricavi e il margine.

Prima, intervento e dopo

Fissa un periodo iniziale e annota sessioni, nuovi utenti, conversioni, costo per richiesta e risultati delle vendite. Scrivi poi quale cambiamento ti aspetti: per esempio, nuove pagine dovrebbero portare richieste dalla ricerca oppure annunci rivolti a un pubblico definito dovrebbero aumentare gli ordini. Registra pagine, annunci, link e date dell’intervento. Alla fine confronta gli stessi indicatori rilevati all’inizio, tenendo conto di eventuali altre modifiche che possono aver influito sui risultati.

La verifica segue questi passaggi:

  1. Raccogli i dati iniziali del canale e delle conversioni.
  2. Formula l’ipotesi e scegli l’azione da misurare.
  3. Controlla link, eventi, moduli e registrazione delle richieste.
  4. Avvia l’intervento e annota il periodo effettivo.
  5. Confronta sessioni, conversioni, costi e quota di direct con la fase iniziale.
  6. Decidi se mantenere, modificare o interrompere il test secondo il criterio stabilito prima del lancio.

Dal primo clic al margine

L’analisi del percorso cliente collega la fonte della visita alla richiesta, all’acquisto e, quando disponibili, alle vendite successive. Per ogni canale confronta tasso di conversione, costo di acquisizione, ricavi e margine. Il CAC è il costo di acquisizione del cliente. Scegli un canale e un periodo, poi somma le spese di marketing e vendita attribuite a quel canale. Dividi il totale per il numero di persone che hanno fatto il primo acquisto tramite lo stesso canale nel periodo scelto. Usa gli stessi criteri di attribuzione per costi e clienti quando confronti due campagne. Per valutare il ritorno dell’investimento, usa una base coerente di ricavi o profitti e mantienila uguale nei confronti. Il margine dopo i costi può raccontare una storia diversa dal solo fatturato.

L’analisi per segmenti può mostrare che il canale con più visite non è quello che genera il margine maggiore. Collega quindi alle sessioni anche richieste, clienti acquisiti, ricavi e spese. In Italia, secondo Istat, nel 2025 il 73,0% delle imprese con almeno 10 addetti che vendevano via web usava siti o app propri o del gruppo, mentre il 65,1% ricorreva a piattaforme online. Se vendi attraverso entrambi i percorsi, considera dove avviene l’acquisto prima di attribuire il risultato al traffico del sito.

I numeri del canale, da soli, non dicono dove si interrompe il percorso. Se i clic ci sono ma le richieste mancano, guarda anche la pagina su cui arrivano.

Prima di trarre una conclusione, controlla:

  • Le sessioni sono cresciute nel canale oggetto del test.
  • I valori UTM non dividono una fonte in più voci.
  • Il tasso di conversione usa lo stesso denominatore nei due periodi.
  • Le richieste dei clienti vengono registrate senza perdite o duplicati.
  • Il costo per cliente è confrontato con il margine.
  • Un aumento di direct non nasconde visite con attribuzione persa.
  • Le vendite ripetute sono distinte dai primi acquisti.

Controlla a parte la visibilità nella ricerca

Per il traffico da Google Search, Search Console mostra clic, impressioni, CTR medio e posizione media, con filtri per ricerca effettuata, pagina, Paese e data. Se una pagina ottiene impressioni ma pochi clic, esamina le ricerche per cui compare e il modo in cui viene presentata nei risultati. Se i clic ci sono ma mancano le richieste, guarda la pagina di destinazione e l’offerta. Quando arrivano richieste senza vendite, servono anche i dati commerciali: la sola analisi web non descrive più l’intero percorso.

Un resoconto utile indica quale canale hai modificato, che cosa è successo alle conversioni e ai costi, e quale decisione prenderai sulla base del risultato.

Scegli un canale, sistema source, medium e campaign, annota le metriche iniziali e prova un intervento preciso. Il risultato diventa interpretabile quando la provenienza delle visite è chiara e puoi seguire le persone dal clic fino alla richiesta, alla vendita e al margine.

Domande frequenti
Quali dati devi conservare per confrontare due campagne in modo affidabile?
Conserva le date, il report usato, la dimensione del canale, l’azione misurata e le impostazioni di attribuzione. Se cambi una di queste condizioni, segnalalo prima di confrontare i risultati.
Come capisci se una richiesta è qualificata?
Definisci prima quali caratteristiche deve avere un potenziale cliente utile alla tua attività e verifica se le richieste ricevute le soddisfano. Così puoi distinguere un aumento dei moduli inviati da un aumento delle opportunità commerciali.
Che cosa fai se una campagna ha dati di provenienza incompleti?
Se non riesci a ricostruire con affidabilità la fonte delle visite, segnala il limite nel confronto tra canali. Correggi il tracciamento per le visite successive e valuta la campagna anche attraverso richieste, ordini e costi che puoi attribuire con certezza.
Come confronti un canale quando gli acquisti avvengono anche su una piattaforma esterna?
Distingui gli ordini conclusi sul tuo sito da quelli effettuati sulla piattaforma. Il traffico misurato sul sito descrive solo una parte del percorso: per valutare il canale, affianca ai suoi dati anche le vendite registrate nell’altro ambiente.
Come valuti un canale se le vendite arrivano dopo la fine del test?
Distingui i risultati osservati durante il test da quelli maturati in seguito. Conserva la data del primo contatto e verifica quando le richieste diventano vendite, usando lo stesso intervallo di osservazione per i canali che confronti.
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Seth Bradberry
Seth Bradberry
Traffic Manager
Scritto il 5 agosto 2026 alle ore 15:47
Aggiornato il 26 settembre 2026 alle ore 15:59
Redazione LIVEsurf
Redazione LIVEsurf

LIVEsurf — piattaforma digitale per aumentare il traffico e migliorare i fattori comportamentali dei siti. Nei nostri articoli trovi casi pratici, raccomandazioni e dati da progetti reali. Analizziamo costantemente le tendenze del digital marketing per condividere solo informazioni attuali e verificate.

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26 settembre 2026
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