Chi crea un sito o ne cura l’ottimizzazione sa bene che i contenuti pubblicati, se non arrivano agli utenti, restano parole senza effetto. La promozione di un progetto serve prima di tutto a portare visitatori reali.
Uno dei modi principali per ottenere traffico è rendere il progetto visibile nei motori di ricerca.
Che cos’è l’indicizzazione di un sito e perché serve
L’indicizzazione è il processo con cui i motori di ricerca scansionano le pagine di un sito e le aggiungono al proprio indice. Una pagina non indicizzata non compare nei risultati di ricerca: di conseguenza, gli utenti non possono raggiungerla tramite una query.
Per un sito che vuole crescere, la velocità con cui le nuove pagine entrano nell’indice conta molto.
Più rapidamente una nuova pagina o un nuovo contenuto viene mostrato ai potenziali visitatori, maggiori sono le possibilità di migliorare la conversione e il rendimento complessivo del progetto online.
Per verificare se una pagina è presente nell’indice dei motori di ricerca si possono usare diversi metodi:
- Cercare il titolo dell’articolo su Yandex o Google. Se la pagina è indicizzata, di norma compare tra i risultati pertinenti, spesso nelle prime posizioni per una ricerca molto specifica.
- Usare il pannello di Yandex.Webmaster: si seleziona il sito, poi si controllano le sezioni dedicate alle pagine in ricerca e al periodo delle ultime due settimane. Da lì si vede quante pagine pubblicate sono state indicizzate e si possono valutare velocità e possibili cause del dato.
- Utilizzare Site Auditor per vedere quante pagine risultano indicizzate dai motori di ricerca. Dopo il controllo generale, il programma permette di approfondire i dati per singolo motore cliccando sul numero di pagine indicizzate nel sistema scelto.
La base è una struttura del sito chiara, con un menu ordinato. L’ideale è poter raggiungere ogni pagina importante in non più di tre clic.
Il linking interno incide sia sulla velocità di indicizzazione sia sulle posizioni in SERP. Nei vecchi contenuti conviene richiamare i nuovi articoli; nei nuovi, invece, è utile rimandare a materiali già pubblicati e ancora rilevanti. Anche due link per pagina verso la home possono aiutare. Una rete interna ben progettata può sostituire molte tecniche più complesse usate per accelerare l’indicizzazione.
Un sito appena nato non dovrebbe aspettarsi subito una scansione rapida o posizioni elevate nei risultati.
Con la crescita del progetto e un lavoro costante, questi parametri migliorano.
Una bella copertina per Facebook si realizza con facilità: trovi tutti i dettagli nel nostro articolo.
I contenuti datati influenzano l’indicizzazione, quindi aggiornarli è importante. Nel nostro articolo trovi tutto quello che serve sapere sui vecchi contenuti.
Ogni articolo dovrebbe essere non solo interessante, ma anche utile. Qui puoi leggere come scrivere testi davvero utili per l’utente.
Come aumentare la velocità di indicizzazione 
Gli interventi principali sono due: ottimizzazione interna e ottimizzazione esterna.
1. Ottimizzazione interna:
- Con il file robots.txt si indicano ai crawler il percorso della sitemap, le pagine che possono essere indicizzate e le aree da escludere. Un robots.txt configurato bene rende la scansione più efficiente, perché il bot non perde tempo su sezioni inutili o duplicative. Così la verifica e l’inserimento delle pagine nei risultati richiedono meno tempo.
- Configurazione della sitemap.xml. Se robots.txt indica dove trovare la mappa del sito, la sitemap deve prima essere creata. Una volta generata, va inviata in Google Webmaster aggiungendo il link nel formato tuo-sito/sitemap.xml.
Il vantaggio è doppio: Google visita più facilmente le pagine del sito e chi si occupa di SEO ottiene uno strumento pratico per monitorare la struttura indicizzabile.
- Anche la velocità del sito, in particolare il tempo di caricamento di ogni pagina, ha un peso notevole. I crawler hanno un tempo limitato per analizzare un sito. Se le pagine si caricano lentamente, il bot ne visiterà meno rispetto a un sito veloce. Di conseguenza, una quota minore di nuove pagine entrerà nei risultati di ricerca.
- Gli errori nel codice non accelerano l’indicizzazione. La rallentano. Per esempio, codice commentato o inutilizzato aumenta il peso della pagina e può peggiorarne il caricamento.
Conviene escludere dall’indicizzazione anche le parti delle pagine che non aggiungono contenuto informativo.
- I menu CSS complessi, presenti su molte pagine, andrebbero esclusi dalla scansione quando duplicano codice senza valore per la ricerca. Sono ripetuti in più sezioni del sito e occupano spazio nel codice di ciascuna pagina.
Quando un sito usa un menu CSS esteso, è meglio evitare che diventi un elemento ripetuto e pesante per il crawler. Non porta contenuto utile, occupa una parte significativa del codice e viene duplicato in tutto il sito.
2. L’ottimizzazione esterna include questi metodi:
- Pubblicare il link dell’articolo su Twitter. Può funzionare bene perché i crawler visitano spesso la piattaforma. La forza dell’account conta: un profilo attivo aumenta anche le possibilità di ottenere condivisioni.
- Segnali dai social network
- Non solo Twitter, ma anche altri social network consolidati possono contribuire ad accelerare l’indicizzazione di un sito.
Più interazioni positive riceve la pagina Facebook collegata al progetto, più aumentano le occasioni di circolazione dei link. Anche qui la popolarità della pagina ha un ruolo importante. Contenuti interessanti, utili e leggeri possono portare ogni giorno nuovi like e visite verso il sito da promuovere.
I link provenienti da VKontakte compaiono spesso nei risultati di Yandex. Conviene inserirli negli stati e pubblicare aggiornamenti freschi con regolarità. Un account curato in questo modo viene notato più facilmente dai crawler.
- Guest posting nei blog
Il guest posting è un buon modo per migliorare l’indicizzazione del sito. Con lo scambio di contenuti, due siti partner possono crescere insieme. Meglio scegliere blog di qualità, con traffico reale e un pubblico coerente.
- Inserimento in Yandex.Catalog e nel catalogo DMOZ
Si possono inviare richieste di inserimento sia a Yandex.Catalog sia a DMOZ. L’obiettivo è aumentare la fiducia verso il sito. I tempi, però, possono essere lunghi: anche con una risposta positiva, l’inserimento nel catalogo del motore di ricerca può richiedere da 3,5-4 mesi fino a 12 mesi.
Si può valutare anche l’inserimento nel catalogo MAIL. Più canali entrano in gioco, maggiori sono le probabilità che le pagine vengano scansionate con più frequenza.
I fattori interni ed esterni risolvono nella maggior parte dei casi i problemi di indicizzazione lenta. Se i metodi elencati non bastano, si possono aggiungere soluzioni a pagamento:
- Pubblicare articoli sponsorizzati su siti popolari. Online esistono molte piattaforme e marketplace dedicati a questo tipo di pubblicazione;
- Acquistare link da siti già affermati. Il principio è simile: tramite servizi specializzati si può ottenere il numero necessario di collegamenti da siti considerati affidabili;
- Affidare la consulenza SEO a uno specialista e lavorare sull’inserimento del sito in cataloghi pertinenti. È un investimento che può ripagarsi, anche se non tutti i progetti giovani hanno subito il budget necessario.
C’è un altro aspetto da non ignorare quando l’indicizzazione è bassa: l’hosting. Il problema può dipendere da un uptime insufficiente. In alcuni casi, inoltre, l’hosting può bloccare automaticamente i crawler e impedire loro di verificare il sito.
I metodi gratuiti per migliorare l’indicizzazione richiedono tempo. Restano però utili per costruire basi solide. Le soluzioni a pagamento sono più rapide e conviene valutarle quando, nelle prime fasi di sviluppo del sito, esiste già la possibilità di investire.
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