Tra le tecnologie di cui si parla più spesso c’è la realtà virtuale. Il termine è familiare, ma non sempre è chiaro che cosa indichi davvero e in che cosa si distingua dalla realtà aumentata.

Queste soluzioni entrano sempre di più nella vita quotidiana, ma molte persone non le hanno ancora provate direttamente. Per questo vale la pena partire dalle basi.
Che cos’è la realtà virtuale?
Il termine «realtà virtuale» comparve negli Stati Uniti negli anni Sessanta. In senso generale indica una situazione ricreata artificialmente al computer: una simulazione della realtà.
Un sistema VR ricostruisce l’ambiente intorno all’utente e coinvolge più canali percettivi, come vista, udito e tatto. Non produce solo stimoli: reagisce anche alle azioni della persona, così da rendere l’esperienza coerente.
La realtà virtuale è quindi un mondo costruito secondo uno scenario, generato da mezzi tecnici e percepito dall’utente attraverso le sensazioni.
Oggetti e soggetti della realtà virtuale si comportano in modo simile ai loro equivalenti reali. L’interazione con lo spazio segue spesso leggi fisiche familiari. Per rendere l’esperienza più coinvolgente, però, si possono introdurre azioni impossibili nel mondo fisico, come volare o creare oggetti dal nulla.
In altre parole, la VR genera un mondo che non esiste fisicamente. Da qui derivano alcune caratteristiche ricorrenti.
- È generata da un sistema esterno: ogni ambiente virtuale nasce da un processo tecnico e non esiste come spazio reale autonomo.
- Funziona nel presente: l’esperienza vive nel momento in cui viene osservata e aggiornata, nel «qui e ora».
- Ha regole proprie: tempo, spazio e interazioni possono seguire una logica interna, senza limitarsi a copiare l’ambiente reale.
- È interattiva: l’utente percepisce gli eventi in prima persona, agisce nello scenario e riceve risposte coerenti dal sistema.
Le forme più comuni di realtà virtuale possono essere raggruppate così.
- Immersione completa. È la soluzione più complessa: richiede dispositivi dedicati e un computer abbastanza potente da reagire in tempo reale alle azioni dell’utente. L’obiettivo è creare una simulazione credibile, dettagliata e continua.
- Realtà senza immersione. Comprende simulazioni con immagini e audio di qualità, come progetti 3D su grandi schermi o ricostruzioni tridimensionali di oggetti. Non offre una vera presenza in VR, ma aiuta a leggere lo spazio meglio dei normali contenuti multimediali.
- Realtà virtuale con infrastruttura condivisa. Sono ambienti simulati in cui l’effetto di presenza è limitato, ma l’interazione tra più partecipanti è centrale. Minecraft è un esempio noto. Lo stesso principio può servire anche per organizzare lavoro, formazione e collaborazione.
- Realtà artificiale basata su tecnologie Internet. È l’area che riguarda la creazione di ambienti virtuali online tramite tecnologie specifiche, in parte paragonabili a HTML.
Dispositivi per immergersi nella realtà virtuale
Per entrare nella realtà virtuale servono dispositivi che stimolino i sensi dell’utente e restituiscano una risposta alle sue azioni. Le soluzioni principali sono queste.
Visori e occhiali
Questi dispositivi offrono percezione visiva e sonora del mondo virtuale. I componenti principali sono due schermi con immagini leggermente sfalsate, che creano una visione tridimensionale; schermature contro la luce esterna; cuffie stereo per l’audio. I visori integrano anche giroscopi e accelerometri.
Esistono tre categorie principali di visori:
- visori per computer, spesso ingombranti, da usare con un PC o una console;
- visori per dispositivi mobili, basati su un supporto con lenti e pensati per smartphone o tablet;
- occhiali autonomi, cioè dispositivi indipendenti con un proprio sistema operativo.
Stanze immersive
Le stanze immersive sono un’alternativa ai visori e offrono possibilità più ampie. La persona entra in un ambiente le cui pareti funzionano come schermi e proiettano immagini. Spesso, per completare l’effetto, si usano comunque occhiali speciali.
Questi ambienti rendono più realistica la sensazione di presenza, soprattutto perché l’utente può vedere se stesso nello spazio simulato.
Realizzare una stanza di questo tipo richiede costi molto elevati.
Guanti aptici
Il contatto tattile è una parte naturale dell’esplorazione dello spazio. Nella realtà virtuale questa funzione è affidata ai guanti aptici, dispositivi capaci di rilevare i movimenti di mani e dita.
Joystick
I joystick sono tra gli strumenti più familiari per interagire con una realtà artificiale. Integrano sensori che controllano posizione e movimenti dell’utente.
Per forma e funzioni ricordano un mouse e un controller da gioco. Oggi molti modelli sono wireless, quindi più comodi durante l’esperienza.
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Applicazioni della realtà virtuale
La realtà virtuale non appartiene solo ai videogiochi. L’intrattenimento ha spinto molto lo sviluppo della tecnologia, ma gli usi pratici sono più ampi.
- Formazione. La VR permette di creare ambienti di addestramento per esercitare competenze diverse: pilotaggio, paracadutismo o interventi chirurgici complessi.
- Scienza. Gli ambienti virtuali aiutano a studiare processi difficili da osservare direttamente, in particolare nel mondo di molecole e atomi.
- Microchirurgia. Un chirurgo può controllare le manovre di un robot mentre opera in immersione VR, con un controllo più preciso del processo.
- Architettura e design industriale. I modelli virtuali consentono di analizzare gli interni di un progetto e testarne le caratteristiche tecniche prima della realizzazione.
- Intrattenimento. Oltre ai giochi, la realtà virtuale viene usata per film, turismo virtuale e altre esperienze interattive.
La VR continua a evolversi e trova applicazione in un numero crescente di settori.
Grazie a questa tecnologia diventano possibili sviluppi, test e verifiche che prima erano difficili o impossibili da realizzare nel mondo fisico.
Differenza tra realtà virtuale e realtà aumentata
La realtà virtuale viene spesso confusa con la realtà aumentata. Un esempio molto noto di realtà aumentata è l’app mobile Pokémon GO.
Un modo semplice per trovare un publisher per un gioco.
La realtà aumentata non isola l’utente dall’ambiente reale. Sovrappone elementi digitali a ciò che la persona vede, permettendo di ricevere informazioni reali e virtuali nello stesso momento.
Sul piano tecnico AR e VR sono diverse, anche se condividono alcuni principi. Per questo, tra gli utenti non specialisti, i due concetti finiscono spesso per sovrapporsi.
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