Google ha dichiarato che i suoi strumenti, quando vengono integrati in un sito, possono incidere negativamente sulla velocità di caricamento delle pagine.
Il problema può comparire anche dopo un'integrazione corretta dei servizi Google. La sola presenza di questi strumenti non offre alcun vantaggio nella valutazione delle prestazioni. Per il crawler, infatti, non conta se un sito rallenta per plugin di terze parti o per prodotti Google.
La conferma è arrivata anche su Twitter, dove diversi specialisti SEO discutevano di come migliorare la velocità dei siti. Un utente ha spiegato di voler rendere il proprio sito il più veloce possibile, ma di essere frenato soprattutto dal plugin Google Ad Manager.
A quel tweet ha risposto un rappresentante di Google. Ha chiarito che il crawler non concede preferenze alle pagine, nemmeno a quelle che usano servizi dell'azienda. Non esistono scorciatoie: anche i prodotti Google possono rallentare un sito.
In alcuni casi i proprietari dei siti possono ridurre questo effetto negativo, ma molto dipende da come riescono a ottimizzare l'integrazione.
Nella pratica, se le pagine rallentano a causa di servizi Google, le posizioni nella SERP di Google possono risentirne.
LIVEsurf
IT
RU


.bf739e4e9fd1c7bfdfa4.png)







