John Mueller, uno dei volti più noti di Google, mantiene da anni un dialogo diretto con webmaster e community sui social, rispondendo a domande sul funzionamento del motore di ricerca. Nel suo nuovo video si è concentrato sull’indicizzazione mobile-first e ha risposto al caso di un utente che da tempo lavorava all’adattamento delle pagine per i dispositivi mobili. Il sito, a quanto pare, usa diverse soluzioni tecniche non convenzionali e mostra i contenuti in modo diverso a seconda del dispositivo da cui arrivano i visitatori.
Mueller ha chiarito che l’indicizzazione mobile-first si basa sulla versione mobile del sito, purché questa usi URL standard e accessibili. Se questi URL mancano, i bot di ricerca possono avere difficoltà a navigare il sito: le pagine rischiano di perdere visibilità nei risultati e anche il miglioramento dei fattori comportamentali sul sito può risultare meno efficace.
Tra le soluzioni critiche Mueller ha citato la gestione dei contenuti tramite livelli JavaScript, l’assenza di link aggiuntivi e la mancanza di URL dedicati alla versione mobile. Secondo lui, queste scelte complicano la scansione e possono impedire a Google di passare correttamente il sito all’indicizzazione mobile-first. Ha però aggiunto che, prima o poi, anche siti di questo tipo verranno valutati con il criterio mobile-first; se Google non riuscirà a leggerli correttamente, il risultato potrà essere la rimozione dall’indice e quindi l’esclusione dai risultati di ricerca.
Il punto riguarda la promozione online in senso ampio, dai siti ai video. Chi lavora sulla crescita di un canale può anche scaricare un programma per aumentare gli iscritti su YouTube, ma senza una base tecnica leggibile per Google anche le attività di promozione rischiano di rendere meno.
Per evitare questi problemi, Mueller consiglia di semplificare nettamente il sito e puntare su un design responsive. Tra le opzioni migliori indica il framework AMP oppure una configurazione unica capace di servire correttamente desktop e mobile. Dopo l’introduzione del nuovo segnale di ranking, Google tenderà inoltre a favorire le pagine che dispongono di una versione AMP: conviene quindi prepararla in anticipo.
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