Una nuova puntata dello show YouTube di Google, SEO Mythbusting, ha sfatato diversi falsi miti sulla velocità di caricamento dei siti web. Martin Splitt, volto noto di Google, ha spiegato perché l'ottimizzazione delle pagine resta importante e ha condiviso alcuni dettagli utili per chi lavora sulla SEO.
Splitt ha spiegato che la velocità di caricamento è sì un fattore di ranking, ma spesso il suo peso viene sopravvalutato dagli specialisti SEO. Tra una pagina con contenuti pertinenti e un sito più veloce, la prima tenderà comunque a posizionarsi meglio, nonostante il vantaggio tecnico del caricamento. Allo stesso tempo, un sito lento frustra gli utenti e peggiora l'esperienza sia con il sito sia con il motore di ricerca.
Secondo Martin, una pagina pensata per caricarsi rapidamente dovrebbe pesare circa 500 KB. Nella realtà, però, i dati mostrano che il peso medio arriva spesso a diversi megabyte. Nelle aree con connessioni deboli, questo può diventare un ostacolo concreto per i visitatori del sito.
Splitt ha aggiunto che, anche quando gli specialisti SEO seguono pratiche corrette per migliorare la velocità, alcuni luoghi comuni li spingono a concentrarsi su attività meno incisive. Per esempio, comprimere le immagini non accelera sempre il sito quanto molti pensano, mentre il lazy loading non viene sempre usato dove potrebbe davvero aiutare. Correggere questi aspetti, insieme a una gestione più attenta dei segnali comportamentali in Webasyst, può rendere il sito più solido agli occhi del motore di ricerca.
Martin ha ricordato anche che la velocità di caricamento va testata su dispositivi con prestazioni diverse. Se un sito si apre rapidamente su uno smartphone moderno, non significa che sia ottimizzato anche per dispositivi meno performanti; in quel caso, neppure un intervento sui segnali comportamentali tramite redsurf.ru risolve il problema. AMP non è un fattore di ranking, ma resta comunque rilevante per la qualità dell'esperienza utente.
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