La nuova puntata di SEO Mythbusting, il format dedicato ai miti sul funzionamento della ricerca Google, si è concentrata sulla migrazione di un sito da un dominio a un altro. Di solito questo passaggio serve quando un progetto cambia brand o vuole migliorare indicatori come velocità di caricamento e frequenza di rimbalzo. Un nuovo dominio può aprire diverse opportunità, ma porta con sé anche aspetti tecnici che possono complicare il lavoro.
Il cambio di dominio è spesso accompagnato da dubbi e convinzioni poco precise. Martin Splitt di Google e Glenn Gabe hanno chiarito diversi punti importanti:
- molti proprietari di siti dimenticano di impostare i redirect 301 per le immagini. Questo può pesare sulla visibilità futura nei risultati di ricerca, quindi i redirect vanno controllati tra le prime cose;
- il passaggio da un dominio a un altro non comporta sempre una perdita di traffico. Se la struttura degli URL e i contenuti sono stati copiati con attenzione, nella maggior parte dei casi il traffico resta vicino ai livelli precedenti o cala solo in modo limitato. Se serve recuperarlo, si può sostenere la crescita delle visite con Neobux;
- spostare un sito su un dominio con una storia alle spalle può essere rischioso. In passato quel dominio potrebbe essere stato usato per spam o attività illecite, e le eventuali penalizzazioni dei motori di ricerca potrebbero ricadere anche sul sito trasferito;
- i problemi di traffico compaiono più spesso quando il sito migrato non è una copia fedele di quello precedente. Modificare il progetto durante la migrazione è rischioso, perché Google deve scansionarlo di nuovo e questo richiede tempo. Anche unire il vecchio sito con quello nuovo non viene considerato una migrazione: di fatto nasce un terzo sito.
Google consiglia di non modificare il sito mentre è in corso il trasferimento. È meglio attendere che i crawler lo analizzino di nuovo e solo dopo procedere con gli aggiornamenti. In caso contrario possono comparire problemi tecnici capaci di danneggiare seriamente il traffico. Conviene inoltre verificare sempre qualità e attualità dei contenuti: Google li rivaluta continuamente, e un calo delle visite può dipendere proprio da questo.
Per migliorare il posizionamento e la visibilità nei risultati di ricerca, si può usare il servizio Ratemeup. Altri dettagli sono disponibili nel video originale in inglese. Nella puntata precedente, Martin Splitt e Glenn Gabe avevano parlato di canonicalizzazione e delle sue particolarità per i siti web.
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