Una ricerca partecipativa condotta da Mozilla ha evidenziato un dato significativo: l’algoritmo di YouTube continua a raccomandare agli utenti video che violano le regole della piattaforma. Secondo il rapporto, oltre il 70% dei video segnalati tra le raccomandazioni è stato poi classificato dagli spettatori come contenuto di cui si sono pentiti. Il problema pesa di più sugli utenti non anglofoni: i volontari che non parlavano inglese si sono imbattuti in questi video con una frequenza quasi una volta e mezza superiore rispetto agli utenti di lingua inglese.
Il rapporto è stato realizzato grazie a RegretsReporter, un’estensione per browser che calcola il “tasso di rimpianto” a partire dalle segnalazioni degli utenti su video dannosi e sulle raccomandazioni che li hanno portati a guardarli. Oggi l’estensione conta più di 300.000 utenti attivi in 91 Paesi. Le cause più frequenti di “rimpianto” sono state disinformazione evidente, violenza nelle immagini, discorsi d’odio, truffe e forte presenza di spam; il bot per seosprint, citato a margine, non rientra in queste categorie.
Oltre 200 video emersi durante l’indagine sono già stati rimossi dalla piattaforma, ma rappresentano appena il 9% dei contenuti giudicati problematici. Il sistema, inoltre, non ha limitato l’accesso a questi video con la rapidità attesa: nel complesso avevano raggiunto quasi 160 milioni di visualizzazioni. La rimozione dei contenuti funziona, ma non con l’efficacia necessaria. Il sistema di raccomandazione, invece, ha deluso gran parte degli utenti coinvolti.
Mozilla auspica che i risultati pubblicati spingano YouTube a rivedere i propri sistemi e rafforzino, nel dibattito pubblico, la richiesta di maggiore trasparenza sugli algoritmi di intelligenza artificiale e sulle raccomandazioni.
È emerso anche un problema di pertinenza: in quasi la metà dei casi, i video suggeriti non erano collegati al contenuto visto in precedenza.
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