Nel segmento russo di Internet circola una notizia poco rassicurante: Roskomnadzor starebbe preparando modifiche alla legge sui media e sulla pubblicità. Le nuove norme imporrebbero ai canali che mostrano annunci di inserire nel proprio codice un contatore controllato dallo Stato. Il sistema servirebbe a trasmettere a un ente incaricato i dati sull'audience dei contenuti e della pubblicità pubblicata sul sito.
Dopo l'analisi del sito, quei dati arriverebbero ai funzionari pubblici, Roskomnadzor compreso. L'ente incaricato verrebbe scelto tramite gara. Molti però ritengono probabile che l'appalto finisca a Mediascope, oggi fornitore dei dati sull'audience televisiva in Russia.
Notizie poco rassicuranti
Il quotidiano “Vedomosti”, il primo a riferire delle novità, ha scritto che le modifiche sarebbero state discusse il 15 novembre 2019 in un incontro con il capo di Roskomnadzor. Alla riunione avrebbero partecipato rappresentanti di grandi aziende Internet, società media, organizzazioni di settore e funzionari di diversi ministeri.

Restano da scegliere l'ente incaricato e i criteri per stabilire quali siti dovranno installare il contatore statale, oltre ai dati da trasmettere. Il perimetro sembra però già abbastanza chiaro: potrebbero rientrarci tutti i siti che mostrano pubblicità su Internet. Chi rifiuterà l'installazione potrebbe perdere il diritto di vendere o mostrare annunci.
Roskomnadzor non ha ancora rilasciato commenti ufficiali sulle modifiche. Una cosa però è evidente: tutti gli operatori del Runet, anche i più piccoli, dovrebbero valutare la portata delle misure in arrivo. Di fatto, lo Stato russo sembra voler accedere a informazioni che per ogni sito nazionale rientrano nel segreto commerciale.
Una minaccia per l'ecosistema dei contenuti e della pubblicità
Da diversi anni Mediascope monitora i dati sull'audience televisiva e online e li trasmette alle autorità. Nel primo trimestre del 2019 è emerso che l'audience del Runet aveva superato quella della televisione. Da qui è nato anche il dibattito sul maggiore peso “psicologico” di Internet sulla popolazione.
Secondo le informazioni del quotidiano “Kommersant”, Roskomnadzor punterebbe prima di tutto ai siti russi con contenuti video, comprese le piattaforme di streaming e video on demand, e ai portali di notizie. Fonti presenti a riunioni riservate sostengono però che i funzionari vogliano conoscere l'audience di ogni sito che ospita pubblicità.
In teoria, quindi, il contatore potrebbe inviare alle autorità non solo dati sui visitatori delle pagine, ma anche informazioni sui sistemi pubblicitari usati dai siti e perfino una stima dei ricavi dalla pubblicità.

Come lo Stato potrebbe passare al setaccio il business online
Lo scenario è una raccolta obbligatoria e dettagliata di dati sull'economia del Runet. Nessuno ha ancora spiegato quali condizioni farebbero scattare l'obbligo di installare il contatore. Il criterio decisivo potrebbe essere una soglia minima di audience giornaliera.
Quando entrò in vigore la legge sul “Registro dei blogger”, la soglia era fissata a 3.000 visitatori al giorno. I blogger con un'audience pari o superiore a quel livello dovevano registrarsi presso il servizio federale di vigilanza. La legge rimase in vigore solo tre anni e fu poi abolita dopo una forte reazione negativa del Runet.
Ora i funzionari sembrano tentare un secondo approccio, questa volta con strumenti tecnici più solidi. Non è ancora noto quando verranno introdotti i contatori, ma la spinta delle autorità a raccogliere dati su operatori e attività economiche lascia pensare a tempi non lunghi. Si parla di una raccolta molto minuziosa dei dati sul traffico dei siti.
Con misure di questo tipo, la trasparenza del Runet potrebbe subire lo stesso destino del segreto bancario. Per il Servizio fiscale federale russo il segreto bancario, di fatto, non esiste più da tempo: l'ente dispone dei dati su tutti i conti aperti e può intervenire sulle operazioni dei conti di credito delle persone fisiche.
“Vedomosti” riconosce che un sistema di misurazione online creerebbe molte difficoltà tecniche e organizzative. La prima sarebbe convincere le grandi aziende Internet, comprese quelle straniere, ad accettare l'installazione di un contatore simile. Minacciare il blocco di un portale in caso di rifiuto sarebbe una scelta estremamente maldestra.
In alternativa a un software installato dentro la piattaforma, cioè al cosiddetto contatore, le autorità potrebbero negoziare con le aziende Internet una trasmissione volontaria dei dati necessari. Questa soluzione ridurrebbe i rischi per i siti stessi; diversamente, l'idea del contatore statale verrebbe accolta con forte ostilità.
Se anche una sola grande piattaforma Internet accettasse la procedura, potrebbe nascere un nuovo “gold standard” del settore. A quel punto chi rifiutasse il software rischierebbe di perdere inserzionisti. Dati affidabili sull'audience sono ormai cruciali per chi investe in pubblicità, perché gli investimenti nel Runet hanno da tempo superato la spesa per la promozione televisiva.
La legge e le conseguenze
Il disegno di legge maturato dentro Roskomnadzor potrebbe svuotare il segreto commerciale e sta già assumendo un peso politico per i media online. Se sarà approvato, le conseguenze non tarderanno ad arrivare.

Un altro problema riguarda la sicurezza dei dati raccolti. Gli esperti consigliano quindi ai proprietari di portali Internet di considerare il rischio che informazioni sui loro siti finiscano sul mercato nero. Anche le autorità di controllo dovrebbero valutare seriamente i rischi per la sicurezza del business online.
La circolazione non autorizzata di database pubblici nei canali illegali è un fenomeno noto. Se archivi privati di contenuti e dati sull'audience pubblicitaria dei siti arrivassero sul mercato nero, comparirebbero subito “servizi” per scavare nei dati dei concorrenti e altre pratiche manipolative dello stesso tipo.
La risposta più logica delle aziende del Runet, dai piccoli progetti ai grandi gruppi, sarebbe aprire un confronto pubblico e visibile sul disegno di legge in preparazione. Altrimenti gli organi di vigilanza potrebbero approvare le modifiche nel silenzio, con conseguenze pesanti per tutto il settore.
Le autorità presentano la vicenda come un tentativo di proteggere il segmento russo di Internet e riportarlo sotto controllo attraverso nuovi strumenti operativi. Per l'intero ecosistema, però, questo approccio è tutt'altro che sicuro.

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