Il ruolo degli hashtag nei social network

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Il ruolo degli hashtag nei social network

Gli hashtag servono da tempo a orientarsi nel flusso di contenuti dei social network e a recuperare più in fretta ciò che interessa. Chi lavora nell’internet marketing li usa anche per portare un messaggio davanti al pubblico giusto: in pratica, aiutano un contenuto a farsi trovare e a catturare attenzione.

Cosa serve perché gli hashtag funzionino sui social

Facebook

Su Facebook un hashtag può contenere lettere, numeri e trattini bassi. Gli altri simboli vengono esclusi dall’hashtag. In pratica, per crearne uno valido si usano lettere, cifre e underscore.

Facendo clic su un hashtag, oppure digitandolo nella barra di ricerca, Facebook mostra i post che lo contengono. Per arrivare direttamente ai contenuti associati a un hashtag specifico, si può usare anche l’URL dedicato: in fondo all’indirizzo compaiono le parole dell’hashtag cercato.

Usare al massimo tre hashtag per post aiuta a evitare un effetto spam. Va però considerato che alcuni dati del 2016 indicavano, su Facebook, una reach più alta per i post senza hashtag.

VK

Su VK gli hashtag possono essere scritti sia in caratteri latini sia in caratteri cirillici. Non sono ammessi spazi e l’hashtag non può essere formato solo da numeri. Con una ricerca impostata correttamente, i post vengono mostrati in ordine cronologico.

Il simbolo @ permette di restringere l’area di ricerca. Per valutare l’impatto degli hashtag sulla reach dei post, si può usare un servizio come Popsters.

Twitter

Su Twitter non si possono usare simboli speciali come -=?;% e simili. Sono invece accettati numeri, lettere, trattino basso e trattino. Il post non deve superare i 140 caratteri.

In passato i risultati di ricerca erano divisi tra tutti i messaggi e quelli degli account seguiti. Oggi questa distinzione non viene più applicata.

Su Twitter gli hashtag aumentano la visibilità dei post. Sono anche uno dei modi più pratici per partecipare alle chat delle community social. Quelli più usati sono spesso legati a eventi, come concerti, conferenze e iniziative pubbliche.

Hashtagify permette di cercare hashtag popolari e di trovarne altri affini. TwChat, invece, è pensato per creare chat o partecipare a discussioni in tempo reale.

Instagram

Instagram consente di creare hashtag con numeri, lettere e trattini bassi, senza simboli speciali. Per una singola foto si possono usare fino a circa 30 hashtag, anche aggiungendoli dopo la pubblicazione.

Un hashtag pertinente e già usato può aumentare rapidamente la visibilità dei post su Instagram e, di conseguenza, anche il numero di follower.

Su Instagram gli hashtag permettono anche di partecipare a format e iniziative a tema. Per esempio, si possono pubblicare ogni giorno foto dei piatti consumati a colazione, pranzo e cena, associandole a un hashtag diffuso. Questo approccio aiuta ad aumentare le visualizzazioni.

Tra gli hashtag più seguiti ci sono quelli collegati a luoghi geografici famosi. Websta aiuta a individuare gli hashtag più usati su Instagram, mentre con l’app Hashtags è più semplice trovare hashtag adatti a qualsiasi argomento.

Già nel 2017 Instagram aveva avviato un test per consentire agli utenti di seguire gli hashtag.

Google+

Su Google+ la regola principale è non inserire spazi. In alcuni casi, però, il sistema esclude dall’hashtag tutti i caratteri diversi da lettere, numeri e trattino basso. Google non accetta hashtag composti soltanto da cifre, per esempio #1988.

Su questa piattaforma gli hashtag possono anche essere assegnati automaticamente ai post. I risultati di ricerca includono i contenuti collegati a determinati hashtag e il sistema può suggerire hashtag popolari o simili per significato. Lunghezza e quantità contano poco.

Gli hashtag aiutano a far vedere i post anche a utenti che non fanno parte della propria cerchia. Così aumenta la reach e può crescere la base di follower.

Su Google+ funzionano bene gli hashtag descrittivi, per esempio “PromozioneSito”, “ServiziMarketing”, “ConsigliCopywriter”. Gli hashtag legati a eventi o luoghi molto frequentati, invece, rendono meno su questa rete.

Pinterest

Su Pinterest non ci sono regole rigide su lunghezza e numero degli hashtag, ma possono essere inseriti solo nella descrizione del post. Sono ammessi lettere, numeri e trattini bassi.

Odnoklassniki

Questo popolare social network ha introdotto gli hashtag al posto dei tag tradizionali tre anni fa, ma il simbolo # diventa cliccabile solo dopo la pubblicazione. Seguendo un hashtag, si possono trovare post simili o pubblicazioni specifiche.

YouTube

Su YouTube gli hashtag possono essere aggiunti anche nella descrizione sotto il video. La piattaforma sconsiglia di inserirne più di 15 in una sola pubblicazione. Dopo la pubblicazione diventano cliccabili e aiutano gli utenti a trovare più rapidamente video sullo stesso tema.

Telegram

Telegram è nato come app di messaggistica, ma integra anche funzioni tipiche dei social network e supporta gli hashtag. Con questi marcatori si può ritrovare un messaggio in una chat di gruppo o in una conversazione privata.

Quando sono davvero utili

Oggi quasi tutti i social network supportano gli hashtag, ma gli utenti più abituati a usarli restano quelli di Instagram e Twitter. Twitter ne limita lunghezza e quantità per esigenze interne, mentre Instagram non consente di inserirne più di 30 per una singola foto. Anche YouTube raccomanda di non superare i 15.

Sugli altri social network gli hashtag vengono usati soprattutto nei post commerciali e, di norma, non ci sono limiti particolarmente rigidi.

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Nastja Chekhova
Nastja Chekhova
Marketing
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Aggiornato il 22 maggio 2026 alle ore 12:52
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