Ogni copywriter che scrive un articolo originale ha una propria idea di ciò che conta davvero in un testo. Per alcuni è il contenuto, per altri è la correttezza assoluta di ogni virgola. In realtà, però, il titolo pesa spesso quanto il contenuto stesso, e a volte anche di più.
Ogni titolo e sottotitolo inserito in una pagina aiuta il visitatore a capire più rapidamente di cosa parla il testo. Crea interesse, orienta la lettura e trasmette subito il nucleo del contenuto.
Tutti sanno, almeno intuitivamente, che cos'è un titolo: lo troviamo nei libri, nei film, nei giornali e in molti altri contenuti editoriali.
Nel business online il titolo è decisivo: cattura l'attenzione, rende il contenuto più leggibile e gli dà forza senza ricorrere a frasi fatte o burocratese. Pochi conoscono davvero i segreti di un titolo efficace, ma allenare questa competenza di scrittura è indispensabile.
Che cos'è il titolo h1 e a cosa servono i sottotitoli
Il titolo è il nome di un'opera, di un articolo o di una campagna pubblicitaria. È la parte più importante e trainante del testo: in sostanza, una sintesi molto breve di ciò che il contenuto sviluppa.
Il titolo svolge diverse funzioni chiave nella promozione di un sito:
- attira l'attenzione dell'utente;
- comunica il senso dell'intero testo, indipendentemente dalla sua lunghezza;
- semplifica la navigazione nel contenuto e aiuta a trovare più in fretta le informazioni utili nella pagina.

Secondo le statistiche, l'80% degli utenti inizia a leggere un articolo solo se il titolo lo incuriosisce. Il cervello umano valuta il possibile valore di un contenuto già nei primi 5 secondi.
Se il materiale o l'offerta risultano davvero interessanti, l'utente resta sulla pagina e continua a leggere. Questo comportamento contribuisce ad aumentare il traffico del sito.
I sottotitoli sono titoli secondari che dividono il testo in blocchi di senso. Anche loro svolgono più funzioni:
- riassumono l'idea di ogni singola sezione;
- anticipano una domanda o un problema;
- permettono di leggere il contenuto in modo selettivo;
- rendono l'intero testo più facile da assimilare.
Nel content marketing capita, di tanto in tanto, che un sottotitolo compaia subito dopo il titolo principale. È una tecnica pensata per aumentare la curiosità attorno alla pubblicazione. Negli articoli informativi, però, viene usata piuttosto raramente.
Che cosa sono i tag <h1>-<h6>?
Questi tag appartengono al linguaggio di markup HTML e servono a indicare la posizione dei titoli all'interno del testo. Il tag più importante è H1: viene prima di tutti e apre l'intero articolo. Più alto è il numero, più basso è il livello di importanza del titolo.

L'HTML viene usato dai webmaster per strutturare le pagine di un sito. In questo modo il browser riconosce le istruzioni e formatta il testo in una forma leggibile e ordinata per l'utente.
I titoli di livelli diversi vengono visualizzati dal browser in modo diverso: con colori, dimensioni o pesi di carattere differenti. Tutto il testo non contrassegnato da questi tag viene interpretato come testo “normale”.
Per i motori di ricerca, come per i lettori, i titoli segnalano la divisione del testo in blocchi logici e indicano quali idee sono più importanti. Si crea così una gerarchia complessiva: dal generale al particolare.
Gli algoritmi moderni riescono a comprendere la struttura di un testo anche senza markup specializzato. A parità di condizioni con siti concorrenti, però, una pagina strutturata correttamente può ottenere un vantaggio nei risultati di ricerca.

Per scrivere heading utili alla SEO e chiari per chi legge, conviene seguire alcune regole:
- H1 va assegnato solo al primo titolo e non deve ripetersi nel resto del testo;
- la gerarchia dei tag va rispettata in modo ordinato, come livelli inseriti uno dentro l'altro;
- ogni titolo deve far capire sia al visitatore sia al motore di ricerca di cosa parla il testo e quale ne è il senso;
- le parole chiave possono comparire nel titolo, ma senza sacrificare chiarezza e significato.
Attenzione: non conviene rendere identici il titolo h1 e il meta tag Title. È un errore, perché questi elementi hanno funzioni diverse. Il Title viene mostrato solo nei risultati di ricerca ed è limitato a circa 70 caratteri. Le frasi troppo lunghe vengono quindi tagliate in modo poco elegante. A differenza del Title, il titolo h1 viene mostrato per intero al visitatore e non ha un limite rigido di caratteri.
Come creare un titolo nella pratica
I CMS più diffusi mettono a disposizione strumenti per creare titoli. Spesso basta selezionare il testo che si vuole trasformare in titolo e scegliere il livello desiderato da un menu a tendina. A quel testo verranno applicati gli stili corrispondenti: font, colore, dimensione e altri parametri.

I titoli possono essere indicati anche direttamente nel codice del testo tramite tag. Prima del titolo si inserisce il tag di apertura, mentre alla fine si aggiunge il tag di chiusura, riconoscibile dalla barra.
Per il lettore e per il crawler di ricerca i titoli hanno un aspetto diverso. Per il visitatore sono righe che separano un blocco di senso dall'altro. Per il motore di ricerca sono porzioni di testo che, pur non distinguendosi visivamente dal resto del contenuto, vengono marcate come blocchi strutturali.
Gli errori più frequenti sono tipici di chi inizia. Tra questi rientrano:
- inserire più titoli di primo livello nella stessa pagina;
- rompere la gerarchia dei tag;
- usare i tag dei titoli per elementi che non sono titoli, come immagini, tabelle o altri componenti del contenuto.
Questi errori possono portare il browser a visualizzare la pagina in modo scorretto, interpretando il codice visibile secondo logiche proprie. Il problema si presenta spesso nei browser ormai datati, che per limiti tecnici non supportano correttamente HTML5.
Usare titoli di livelli diversi nel proprio sito aiuta a promuovere le pagine dal punto di vista dell'ottimizzazione SEO e migliora l'esperienza dei visitatori, perché trasforma un blocco compatto di testo in sezioni chiare e ordinate.
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