Google consiglia alle aziende di non chiudere i propri canali online e di non interrompere del tutto la presenza sul web a causa del rischio di diffusione del virus. L’indicazione riguarda qualsiasi organizzazione con un sito internet, comprese quelle costrette a sospendere temporaneamente la vendita di prodotti o servizi.
Se l’azienda non chiude definitivamente e prevede di riprendere l’attività, Google suggerisce di limitare le funzionalità del sito invece di metterlo offline. Per esempio, si può segnalare che alcuni prodotti non sono disponibili oppure disattivare il modulo d’ordine. Questo approccio riduce l’impatto negativo sul posizionamento nei risultati di ricerca. Il sito continuerà a comparire su Google, gli utenti potranno trovare il prodotto, leggere le recensioni e aggiungerlo al carrello per acquistarlo in seguito.
Cosa aiuta a mantenere attivo il sito:
-
disattivare il modulo d’ordine;
-
aggiungere al sito un banner che spieghi cosa sta succedendo;
-
aggiornare i dati strutturati in base alla disponibilità attuale dei prodotti e al nuovo stato degli eventi;
-
controllare il feed in Merchant Center;
-
segnalare a Google le modifiche tramite Search Console o Sitemap, così il motore di ricerca potrà eseguire la scansione delle pagine aggiornate.
Cosa fare al posto della disattivazione
-
Dato che Google sconsiglia di disattivare un sito, l’eventuale chiusura dovrebbe durare solo pochi giorni. In caso contrario, il sito rischia di perdere posizioni nei risultati di ricerca. Se si decide comunque di metterlo offline, bisogna considerare quanto segue:
-
per una chiusura di 1-2 giorni, conviene configurare una pagina informativa con codice di stato HTTP 503;
-
per una chiusura più lunga, è preferibile mostrare al posto del sito una homepage indicizzabile con codice di stato HTTP 200;
-
per nascondere temporaneamente il sito dai risultati di ricerca, si può usare lo strumento Rimozioni in Search Console.
LIVEsurf
IT
RU


.bf739e4e9fd1c7bfdfa4.png)








