Il gruppo che ha condotto il test ha rilevato un comportamento interessante, poi documentato in un case study. L’obiettivo era capire quanto l’aggiunta della data o dell’anno corrente influenzasse il rendimento delle pagine. Il risultato è stato netto: per molti utenti la freschezza del contenuto è un segnale che pesa sul clic.
Il test è stato svolto all’inizio del 2020. Nei meta tag sono state inserite le parole “Gennaio 2020”. In quel settore gennaio era il mese di picco e l’aggiornamento del contenuto rappresentava un segnale importante per gli utenti. Quando nel title tag è apparso il riferimento all’anno corrente, il risultato è cresciuto del 5%.
I test successivi hanno chiarito che la stagione, da sola, non cambia le performance. A incidere sul traffico organico è soprattutto un segnale esplicito di aggiornamento, come mese e anno correnti: l’utente capisce subito che la pagina promette informazioni recenti ed è più portato ad aprirla. Il team ha provato anche a sostituire il riferimento temporale con il prezzo del prodotto, ma in quel caso l’effetto è stato negativo, come riportato nel case study.
Il dato è utile soprattutto per i siti di notizie e per i portali in cui l’attualità delle informazioni conta davvero: immobiliare, annunci di lavoro, coupon e sconti. Un title tag aggiornato aiuta a distinguersi nei risultati di ricerca e comunica subito che il contenuto è recente, un elemento che molti utenti valutano prima del clic. Persino un programma per aumentare le visualizzazioni su YouTube non mostra risultati simili.
Non c’è quindi una relazione diretta tra stagione e crescita del traffico. Il punto è un altro: all’inizio del nuovo anno, aggiungere il riferimento temporale nel title tag rende il contenuto più attuale agli occhi dell’utente e può aumentare la probabilità che apra la pagina.
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