Dall’inizio del 2022 in Russia è entrata in vigore la legge che impone alle società IT straniere e ai servizi online con almeno 500.000 utenti al giorno di dotarsi di una rappresentanza locale. Per rispettare tutti i requisiti, le aziende devono aprire una sede ufficiale nel Paese, così da gestire rapidamente le questioni legate all’accesso e alla pubblicazione dei contenuti. Devono inoltre creare un account dedicato sul portale di Roskomnadzor. Sul sito della rappresentanza va pubblicato anche un modulo ufficiale attraverso cui cittadini e organizzazioni russe possano mettersi in contatto con l’azienda.
La norma riguarda molte delle principali piattaforme, tra cui Meta, Google, TikTok e altri servizi popolari o social network. Al momento, però, la loro posizione non è nota: non sono stati diffusi comunicati ufficiali, né risultano rappresentanze aperte o passi concreti in questa direzione. Per chi non rispetta la legge sono previste sanzioni: dal rallentamento del servizio nel Paese fino al divieto totale o alla limitazione di alcune funzioni. Queste misure possono incidere anche sulle pratiche legate a come aumentare le visite di un sito.
Finora solo tre aziende hanno iniziato ad adeguarsi alla richiesta delle autorità. In particolare, Viber, noto servizio di messaggistica, e Likee, piattaforma di video brevi e uno dei numerosi concorrenti di TikTok, hanno già registrato i propri account aziendali sul portale di Roskomnadzor. Gli altri requisiti non risultano ancora completati, ma per grandi società si tratta comunque del primo passo formale.
L’ufficio stampa di Likee ha dichiarato che l’azienda sta completando le procedure per aprire una propria sede di rappresentanza nella Federazione Russa. Viber non ha rilasciato dichiarazioni simili, ma con ogni probabilità sta seguendo un percorso analogo. Nello stesso giorno, sul portale di Roskomnadzor è comparso anche l’account di Apple.
La società di Cupertino ha mosso solo i primi passi verso l’apertura di una rappresentanza in Russia, e la notizia è emersa esclusivamente dal portale dell’autorità di vigilanza: l’azienda non ha pubblicato comunicati né aggiornamenti ufficiali. È probabile che se ne saprà di più a breve, quando la procedura sarà completata. Altri colossi tecnologici, come Google e Meta, continuano invece a non commentare la situazione.
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