Per la prima volta, un gruppo di ricercatori del New Jersey, negli Stati Uniti, ha descritto in dettaglio il lavoro dei bot attivi nella Wikipedia in lingua inglese. Nel periodo analizzato ne sono stati individuati 16.021, suddivisi in 9 gruppi in base alle funzioni svolte. Il peso della loro attività cambia da progetto a progetto: in Wikidata, per esempio, arrivano a coprire fino all'88% del lavoro complessivo.
La maggior parte di questi “collaboratori” corregge errori e, nel tempo, ha già effettuato 80 milioni di modifiche. Nel novembre 2019, la rivista Proceedings of the ACM on Human-Computer Interaction ha mostrato quanto incidano sul lavoro editoriale e sulla gestione dei contenuti. I ricercatori hanno rilevato che, quando un nuovo membro della community di Wikipedia viene accolto da un chatbot, tende a restare nel progetto più a lungo rispetto a chi riceve il benvenuto da un editor umano. Per questo i collaboratori automatizzati vengono spesso percepiti come più cordiali.
Studi sull'intelligenza artificiale (IA)
Jeffrey Nickerson, professore alla School of Business e autore dello studio, ha dichiarato: “L'intelligenza artificiale sta sviluppando un proprio modo di produrre conoscenza, e Wikipedia è il luogo ideale per osservare questo processo. Presto collaboreremo tutti con i robot, e ricerche come questa ci aiuteranno a trasformarli in strumenti davvero efficaci”.
Wikipedia si presta bene a questo tipo di analisi perché è molto più trasparente di altri grandi progetti in cui persone e sistemi di IA lavorano insieme.
Per analizzare le funzioni affidate ai bot, gli studiosi hanno usato un algoritmo di classificazione. Il carico maggiore ricade sui sistemi che eseguono l'analisi del sito, ripristinano contenuti danneggiati o rimuovono gli effetti del vandalismo: sono i correttori. I connettori inseriscono anchor text nelle pagine, i difensori contrastano i comportamenti scorretti degli utenti, mentre i suggeritori propongono ai membri della community nuove attività da svolgere.

In totale sono stati individuati circa 1.200 correttori. Suggeritori e difensori sono meno numerosi, ma hanno un ruolo importante nel rapporto tra editor ed enciclopedia: i primi spingono le persone a dedicare più tempo al progetto. Quando i bot segnalano errori o propongono di eliminare un contributo, gli utenti continuano a collaborare con maggiore costanza. Il motivo è semplice: spiegazioni cortesi e chiare aiutano a capire perché un determinato articolo non verrà pubblicato.
I dati dello studio indicano che feedback e trasparenza aiutano la community di Wikipedia a considerare gli assistenti artificiali come membri legittimi del progetto.
Uso dei bot nei progetti aziendali
Analizzando i sistemi automatizzati usati nell'enciclopedia, Jeffrey Nickerson è arrivato a questa conclusione: “Quello che vediamo in Wikipedia anticipa ciò che accadrà in molti settori e professioni. Studiando a fondo questo tema, possiamo imparare a progettare strumenti di intelligenza artificiale capaci di migliorare produttività e qualità del lavoro. I robot sono già in grado di gestire molti compiti svolti da un content manager”.

Compiti dei bot nell'enciclopedia
Nello studio i bot vengono raggruppati in 9 categorie:
- Generatori: creano pagine e contenuti a partire da modelli predefiniti. Possono, per esempio, generare articoli usando materiali provenienti da un'altra fonte. Il primo robot, Rambot, ricevette il compito di creare voci sulle città statunitensi usando i dati del censimento.
- Correttori: sistemano link non funzionanti, doppi redirect, refusi ed errori ortografici. Controllano e correggono anche le date di nascita e morte nelle biografie.
- Connettori: collegano una pagina enciclopedica ad altri siti e database. Possono estrarre informazioni da queste fonti e inserirle in WikiData, collegare articoli tra loro e aggiungere identificatori alle pubblicazioni.
- Etichettatori: controllano in modo continuo articoli e tag, così da associare correttamente le pagine alle categorie.
- Amministrativi: aggiornano statistiche, documentano lo stato dei partecipanti al progetto, inviano notifiche e raccolgono dati in un indice che misura importanza e qualità degli articoli.
- Archiviatori: conservano le discussioni chiuse, ordinano gli archivi, rimuovono dati dalla “sandbox” e svolgono attività simili.
- Difensori: individuano tracce di comportamento distruttivo da parte degli utenti, le rimuovono, registrano le violazioni delle regole della community, bloccano il vandalismo e contrastano modifiche dannose anche con l'aiuto di reti neurali esterne. Riconoscono gli atti di vandalismo e ripristinano i contenuti danneggiati in pochi secondi. Possono perfino intercettare un potenziale conflitto di interessi tra gli editor degli articoli.
- Suggeritori: indicano agli editor che cosa fare su Wikipedia. Per riuscirci raccolgono pubblicazioni scientifiche su temi interessanti da descrivere e creano elenchi di argomenti scientifici ancora mancanti.
- Notificatori: inviano messaggi degli editor, newsletter sugli ultimi eventi della community e avvisi ai revisori quando compaiono nuovi articoli.

Nonostante la loro efficacia, questi collaboratori automatizzati spesso competono tra loro e molti vengono dismessi. Con il tempo nascono sistemi nuovi, più complessi, introdotti al posto di quelli precedenti.
Gli autori dello studio hanno stabilito che, nel complesso, questi membri del team svolgono 25 funzioni. È però ancora presto per descrivere nel dettaglio come operano e come evolvono. Il tema sarà oggetto di ricerche future, chat bot.
Il futuro della gestione dei siti passa dall'intelligenza artificiale

L'ecosistema dei bot di Wikipedia offre un modello utile per capire quale ruolo potrà avere l'IA nella creazione e nella manutenzione di grandi progetti. L'esempio dell'enciclopedia mostra che delegare ai bot le attività ripetitive migliora il lavoro delle persone. Questi sistemi verificano molto bene i dati puntuali e li estraggono con efficacia da database esterni. Anche tag e collegamenti interni dei contenuti di un sito possono essere affidati ai bot, contribuendo a migliorare la retention. Per gli editor è una notizia importante.
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