Che cos’è l’affiliate marketing
L’affiliate marketing, o marketing di affiliazione, mette in relazione un’azienda inserzionista, un affiliato e un potenziale cliente. È un canale di marketing a performance: il compenso è legato al risultato concordato, come una vendita, un contatto qualificato o una registrazione.
Nel marketing di affiliazione l’azienda definisce l’azione che intende remunerare. L’affiliato presenta il prodotto o servizio promosso alla propria audience e riceve una commissione se il programma riconosce l’azione. La semplice visualizzazione del contenuto non dà quindi diritto al pagamento.
Un esempio: in un articolo di confronto inserite un link di affiliazione verso un prodotto. Un lettore lo apre e acquista. Il programma registra il percorso, verifica che l’acquisto rispetti le condizioni e attribuisce la commissione.
Un programma di affiliazione raccoglie le regole di questo rapporto: ammissione degli affiliati, link, tracciamento e pagamenti. Nella singola offerta trovate il prodotto da promuovere e l’azione che dà diritto alla commissione. Prima di pubblicare, controllate quanto viene pagato, dove potete diffondere il link e quando l’azione sarà convalidata.
Il modello si usa nell’e-commerce, nei servizi in abbonamento, nei software e nei progetti editoriali. Esistono programmi gestiti direttamente dalle aziende e reti che riuniscono più inserzionisti. Per chi pubblica contenuti, la scelta dipende soprattutto dalla pertinenza dell’offerta e dalle condizioni economiche: le dimensioni di un mercato estero non indicano quanto potrà guadagnare un affiliato in Italia.
I costi per acquisire contatti cambiano secondo settore, concorrenza e qualità dei lead. Anche per un’azienda il peso dell’affiliazione nel budget digitale va deciso in base agli obiettivi e alla redditività del canale, non a una percentuale valida per tutti.
Awin riferisce che nel primo anno di Access in Italia sono stati aperti oltre 70 programmi, con una media di 39 affiliati attivi, chiamati anche publisher, per programma. È un esempio dell’attività di quella rete, non una misura dell’intero mercato italiano.
Potete promuovere un’offerta in un articolo o in una newsletter, raggiungendo anche chi arriva dai risultati non a pagamento dei motori di ricerca. Se il programma lo consente, potete usare annunci a pagamento. In ogni caso, confrontate il costo sostenuto con le conversioni approvate.
Prima di confrontare le commissioni, verificate se il prodotto interessa davvero alla vostra audience. Una percentuale elevata serve a poco quando la raccomandazione non aiuta il lettore a scegliere.
Come si guadagna
Chi ha già un pubblico può inserire raccomandazioni pertinenti nei propri contenuti. Chi compra visite per promuovere un’offerta pratica il traffic arbitrage. In italiano si parla di arbitraggio del traffico: la spesa per attirare utenti deve essere coperta dalle commissioni. Il rischio è più immediato, perché gli annunci si pagano prima di sapere quante vendite o richieste saranno approvate.
Il percorso essenziale è questo:
- Scegliete un programma di affiliazione e leggete le condizioni dell’offerta.
- Ottenete un link di affiliazione personale.
- Presentate il prodotto in un canale frequentato da persone potenzialmente interessate.
- L’utente apre il link e compie l’azione prevista dal programma.
- L’inserzionista o la rete convalida l’azione e rende disponibile la commissione.
Un blog di elettrodomestici può proporre recensioni e confronti tra prodotti. Un progetto dedicato alla formazione potrebbe trovare più pertinenti corsi con commissioni per iscrizione o richiesta di informazioni. Per credito, investimenti e salute, oltre all’interesse del pubblico, vanno esaminate con attenzione le affermazioni promozionali e le informazioni obbligatorie.
Inserzionista, rete, affiliato e utente
I soggetti principali sono l’azienda inserzionista, l’affiliato e l’utente. Una rete di affiliazione può fare da intermediario e occuparsi di tracciamento delle conversioni, rendicontazione e pagamenti. Sapere chi convalida l’azione e chi può rifiutarla evita molte incertezze quando si leggono i risultati.
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L’inserzionista stabilisce le condizioni
L’inserzionista è l’azienda che vuole ottenere vendite, richieste di contatto, registrazioni o installazioni. Stabilisce quanto pagare, quali utenti raggiungere, quali canali ammettere e quando una conversione può essere approvata.
La definizione dell’azione deve essere precisa. Una «registrazione» può indicare la creazione di un account, la conferma dell’indirizzo email o il completamento di un profilo: eventi diversi producono risultati e costi diversi.
L’affiliato raggiunge il pubblico
Un affiliato promuove l’offerta attraverso i propri canali: un sito di recensioni, una newsletter, un video, una pagina di codici sconto o pubblicità a pagamento, se consentita.
Il suo lavoro comprende anche la spiegazione del prodotto. Un confronto utile può attirare meno clic di un messaggio generico, ma raggiungere persone davvero interessate al prodotto. Acquisti e lead saranno poi conteggiati soltanto se rispettano le regole del programma.
La rete gestisce il programma
Una cpa-network">rete di affiliazione mette in contatto inserzionisti e publisher e fornisce gli strumenti per seguire i risultati. Una rete attiva anche in Italia, come Awin, aiuta gli inserzionisti a trovare affiliati e a seguire le vendite generate dai loro link. Nei report mostra i risultati; consente inoltre di stabilire le commissioni e di gestire i pagamenti.
Le reti si possono confrontare per settori coperti, publisher disponibili, qualità dei report e condizioni economiche. Nel primo anno di Awin Access in Italia, per esempio, la rete riferì oltre 70 programmi aperti e una media di 39 publisher attivi per programma: sono dati relativi a quel servizio, non all’intero mercato.
Nella nostra valutazione, un’ampia scelta di partner e buoni strumenti di gestione sono utili solo se possiamo anche capire che cosa accade alle vendite non rilevate dal tracciamento standard. Per questo, oltre ai programmi disponibili, esaminiamo le procedure con cui la rete individua o recupera le conversioni mancanti.
L’utente compie l’azione
L’utente arriva con una propria esigenza: legge una recensione, confronta un prezzo, visita la pagina del prodotto e decide se acquistare o lasciare i propri dati. Ogni passaggio può influire sul risultato dell’affiliato.
Se la pagina di arrivo presenta un prezzo diverso, non chiarisce l’offerta o rende difficile completare l’ordine, il link può registrare clic senza generare commissioni. Conviene perciò controllare l’intero percorso, fino alla conferma dell’azione.
Link di affiliazione e attribuzione
Il link di affiliazione permette alla rete di riconoscere il publisher che ha portato un utente sul sito dell’inserzionista. Da quel momento entrano in gioco le regole di attribuzione: se l’acquisto avviene più tardi, oppure l’utente apre il link di un altro affiliato, il programma deve stabilire a chi riconoscere la vendita. È una distinzione pratica per chi investe in contenuti: una visita registrata non equivale ancora a una commissione.
Che cosa identifica il link
Un link di affiliazione contiene di norma un identificativo del publisher o del clic. Dopo il clic, il sito può salvare nel browser un piccolo dato, chiamato cookie, per riconoscere una visita successiva. Le reti possono usarlo per collegare il clic all’acquisto; possono anche ricevere i dati attraverso integrazioni tra server.
I parametri UTM indicano agli strumenti di analisi da dove arriva una visita e a quale campagna appartiene; il pagamento della commissione dipende invece dal tracciamento del programma. Quando una vendita sembra mancare, nella nostra verifica non ci fermiamo al clic registrato: controlliamo anche come la rete individua le conversioni sfuggite al rilevamento ordinario. Awin, per esempio, descrive un sistema che usa indizi statistici quando il tracciamento ordinario non registra una vendita. L’analisi del percorso dalla pagina di arrivo al pagamento aiuta poi a distinguere una vendita non rilevata da un acquisto mai completato.
Link diretto e pagina di arrivo
Un link diretto a un prodotto porta il lettore alla pagina di cui ha appena letto, evitando una nuova ricerca nel negozio. La pagina deve però corrispondere alla raccomandazione: disponibilità, prezzo e condizioni vanno controllati prima di pubblicare.
Per verificare il percorso, aprite il link come farebbe un nuovo utente e seguite i passaggi fino all’azione prevista. Una pagina che funziona tecnicamente può comunque rendere difficile l’acquisto con un modulo troppo lungo o informazioni incomplete.
- Aprite il link in una finestra di navigazione in incognito.
- Controllate che conduca al prodotto o all’offerta descritta.
- Percorrete i passaggi richiesti e individuate eventuali ostacoli.
- Confrontate pagina, paese, prezzo e categoria con le condizioni del programma.
La finestra di attribuzione
La finestra di attribuzione è il periodo entro cui un’azione può essere collegata al clic dell’affiliato. Conta soprattutto per gli acquisti che richiedono tempo: una persona può leggere oggi una recensione e tornare a comprare più tardi.
Nel Programma di Affiliazione Amazon.it la sessione del Link Speciale termina dopo 24 ore, quando il cliente effettua un ordine oppure quando clicca su un altro Link Speciale. Un prodotto aggiunto al carrello durante la sessione può essere idoneo se l’ordine viene completato entro 89 giorni dal clic iniziale.
Quando esaminiamo un programma, leggiamo separatamente la regola sulla sessione e quella sul carrello. Nell’esempio di Amazon.it, le 24 ore e gli 89 giorni descrivono condizioni diverse: confonderle porta a stimare male le commissioni.
L’ultimo clic e gli altri affiliati
Nei programmi che applicano la regola dell’ultimo clic, la commissione va all’affiliato dell’ultimo contatto utile. Può quindi accadere che un lettore scopra il prodotto attraverso una recensione e, prima di acquistarlo, apra un link su un sito di coupon o di rimborso parziale della spesa, chiamato cashback.
Nella nostra valutazione distinguiamo perciò il traffico portato da un contenuto dalle conversioni che il programma gli riconosce. Il link identifica il publisher, ma le condizioni di attribuzione decidono se quel publisher sarà pagato.
Una vendita conta per l’affiliato quando il programma la riconosce. Amazon.it, per esempio, chiude la sessione del Link Speciale dopo 24 ore, con un ordine o con il clic su un altro Link Speciale; per un prodotto aggiunto al carrello durante la sessione resta la possibilità di un ordine entro 89 giorni dal clic iniziale. Sono condizioni da leggere prima di stimare il ricavo.
Commissioni per azione, contatto e vendita
La sigla del modello indica quale evento viene remunerato. Per stimare il guadagno occorre poi sapere quanti eventi saranno approvati, quale importo farà da base al calcolo e quando arriverà il pagamento.
I principali modelli di pagamento
CPA indica un compenso per un’azione concordata. Nel CPL l’azione è un lead; nel CPS è una vendita. Il CPC remunera un clic valido; il costo per installazione (CPI) riguarda invece un’installazione idonea. Revenue Share indica una quota dei ricavi attribuiti al cliente acquisito; un modello Hybrid combina più componenti.
| CPA | CPL | CPS | CPC | CPI | Revenue Share | Hybrid | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Evento remunerato | azione concordata | lead valido | vendita idonea | clic valido | installazione idonea | ricavi attribuiti al cliente acquisito | combinazione di eventi e quote |
| Calcolo di base | azioni approvate × compenso per azione | lead approvati × compenso per lead | valore delle vendite idonee × aliquota | clic validi × compenso per clic | installazioni approvate × compenso per installazione | ricavi idonei attribuiti × quota pattuita | somma delle componenti previste dal contratto |
| Rischio principale per l’affiliato | azione non approvata | lead rifiutato come non valido | ordine annullato o reso | clic escluso dalle regole del programma | installazione non attribuita o non valida | ricavo futuro inferiore alle attese | condizioni diverse per ciascuna componente |
Per confrontare i modelli bisogna usare dati riferiti allo stesso periodo e alla stessa fonte di traffico. Nel CPS, per esempio, la base può essere il valore delle vendite idonee dopo resi ed esclusioni: è quella definita dal programma a determinare la commissione.
Tradedoubler distingue il CPL, che paga per ogni lead acquisito, dal CPS, in cui la commissione è calcolata sulla vendita. Prima di confrontare due offerte, verificate dunque quale evento genera il compenso e come viene convalidato.
Perché una percentuale alta può rendere poco
Nelle tabelle delle commissioni standard di Amazon.it alcune categorie riconoscono il 6% dei ricavi idonei, altre il 5%. La percentuale applicabile dipende dalla categoria e dalle condizioni del programma.
Nelle nostre stime la percentuale è soltanto il primo dato: la categoria determina quanto vale una vendita, mentre la durata della sessione e la regola dell’ultimo clic influiscono sulla possibilità che quella vendita sia attribuita all’affiliato. Anche con molti acquisti del prodotto consigliato, il ricavo può restare modesto se una parte arriva fuori finestra o viene riconosciuta a un altro partner.
Per confrontare le offerte considerate:
- il compenso per ciascuna azione approvata;
- la quota di conversioni convalidate;
- il tempo necessario prima del pagamento;
- il costo per ottenere l’azione.
Un buon tasso di clic è utile, ma non conclude la valutazione. Guardiamo al ricavo per clic, agli annullamenti e al denaro effettivamente disponibile dopo la verifica delle conversioni.
Come leggere le condizioni di un programma
Le condizioni spiegano che cosa si può promuovere, dove, per quale compenso e con quali motivi di rifiuto. Vanno lette prima di portare traffico all’offerta: una commissione registrata nel pannello potrebbe ancora essere annullata.
Percentuale e base di calcolo
La percentuale dice quanto viene riconosciuto sulla base prevista dal programma. Occorre verificare quali prodotti rientrano nel calcolo, se ci sono categorie escluse e come vengono trattati resi e ordini annullati.
Quando stimiamo il ricavo di un contenuto che presenta più prodotti, controlliamo la categoria di ciascuno: lo stesso negozio non applica necessariamente la stessa aliquota a ogni vendita.Su Amazon.it alcune categorie di moda e bellezza di lusso prevedono una commissione standard del 6%, mentre per libri, casa e cucina è indicato il 5%.
Finestra di attribuzione e tempi di verifica
La finestra di attribuzione definisce entro quando una conversione può essere collegata al clic. Il periodo di verifica, spesso chiamato «hold», riguarda invece il tempo prima che la commissione sia approvata e pagabile.
Per un acquisto che richiede molte valutazioni, confrontate la finestra con i tempi reali di scelta del cliente. Un secondo accesso o il link di un altro affiliato possono cambiare l’attribuzione. Un periodo di verifica lungo può dipendere, tra le altre cose, dalla possibilità di resi e annullamenti.
Fonti di traffico consentite
Le condizioni devono indicare i canali ammessi e quelli vietati. Un programma può accettare recensioni e newsletter ma limitare gli annunci sulle ricerche che contengono il nome del marchio; un altro può vietare codici sconto non autorizzati.
Prima di pubblicare, controllate:
- se il vostro canale è consentito;
- quali regole valgono per il marchio negli annunci e nei domini;
- se sono ammessi coupon, cashback o azioni incentivate;
- per quali motivi una conversione può essere rifiutata;
- la soglia minima di pagamento e i tempi di verifica.
Un’offerta è più semplice da gestire quando specifica anche la validità dei codici sconto e il modo in cui vengono verificate le conversioni. Se queste informazioni mancano, riducete la dimensione del primo test.
Conservate le condizioni valide all’avvio della prova: commissione, finestra di attribuzione, canali ammessi, tempi di verifica e motivi di rifiuto. Avrete un riferimento se il programma cambierà le regole.
Come dichiarare un link affiliato
Un lettore deve poter riconoscere la finalità promozionale di una raccomandazione prima di aprire il link. La dichiarazione funziona meglio quando è vicina al contenuto a cui si riferisce e usa parole comprensibili.
Per i contenuti rivolti al pubblico italiano, il Regolamento Digital Chart dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) richiede che la finalità promozionale della comunicazione commerciale online sia immediatamente riconoscibile. La stessa esigenza riguarda anche blogger e creator che presentano prodotti attraverso contenuti percepiti come raccomandazioni.
Le indicazioni italiane
Per un contenuto con link affiliati, la Digital Chart indica un’avvertenza ben visibile sulla finalità promozionale, per esempio «link affiliato + brand», insieme alla dicitura pubblicitaria prevista dal regolamento. La formulazione va adattata al formato concreto della pubblicazione.
La mancata riconoscibilità del messaggio promozionale può esporre chi pubblica e il brand a contestazioni. Prima di pubblicare conviene verificare le regole applicabili al contenuto e al settore.
Le regole del singolo programma
Alle indicazioni generali si possono aggiungere obblighi contrattuali. Amazon.it richiede all’affiliato di dichiarare chiaramente sul proprio sito: «In qualità di Affiliato Amazon io ricevo un guadagno dagli acquisti idonei», oppure di usare una dichiarazione sostanzialmente simile consentita dall’accordo.
Nella nostra verifica delle diciture consideriamo insieme la Digital Chart e l’accordo del programma. Una frase che segnala la presenza del link può dover essere accompagnata da una dichiarazione esplicita del possibile guadagno.
Una dichiarazione chiara per chi legge
In un articolo, la dichiarazione può precedere i link; in un video può comparire nel contenuto e nella descrizione. La posizione deve permettere al pubblico di capire la relazione commerciale prima di decidere se seguire la raccomandazione.
Esempi di formulazione:
- «Questo articolo contiene link affiliati. Se acquisti dopo averli aperti, potremmo ricevere una commissione».
- «Il contenuto include una collaborazione pubblicitaria e link affiliati; prezzi e condizioni sono indicati sul sito del servizio».
- «Potremmo ricevere un compenso per le richieste inviate tramite questo link».
Una nota nascosta nel piè di pagina è difficile da collegare alla singola raccomandazione. La trasparenza permette invece al lettore di valutarla sapendo che può generare una commissione.
Promesse pubblicitarie e prove
Chi promuove un’offerta è responsabile anche del modo in cui la descrive. Le affermazioni su risparmi, risultati e guadagni richiedono particolare attenzione quando riguardano credito, investimenti, salute o formazione.
Le parole da verificare
«Il migliore», «numero uno», «il più conveniente» e «guadagno garantito» sono affermazioni che richiedono prove, condizioni e un periodo di confronto. Omissioni e ambiguità possono rendere il messaggio ingannevole.
Il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale dello IAP richiede una comunicazione onesta, veritiera e corretta e vieta dichiarazioni capaci di indurre in errore i consumatori. Per un affiliato, un controllo pratico consiste nel sostituire le promesse generiche con caratteristiche documentabili del prodotto.
Nella promozione di un finanziamento al consumo le condizioni economiche essenziali devono essere presentate con chiarezza. Il TAEG è il tasso annuo che riassume il costo complessivo del finanziamento. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha richiamato il rischio dei messaggi che lo omettono o lo rendono poco leggibile. Quando rivediamo un’offerta di credito, controlliamo insieme le promesse e il modo in cui sono mostrati i costi: anche una frase corretta sulla rata può dare un’impressione fuorviante se il lettore non riesce a valutare il costo complessivo.
Come riscrivere un’affermazione rischiosa
Al posto di «il miglior servizio per investire», indicate quali aspetti avete verificato, per esempio costi, soglie di accesso e condizioni di utilizzo. Se un’offerta promette un «guadagno garantito» al cliente, spiegate da quali condizioni dipende il possibile rendimento e quali rischi comporta.
Per controllare una promessa:
- individuate le parole che esprimono superiorità o garantiscono un risultato;
- cercate una prova verificabile per ciascuna affermazione;
- indicate le condizioni da cui dipende il risultato;
- distinguete la vostra esperienza dalle dichiarazioni dell’inserzionista;
- per i prodotti finanziari, controllate che i costi rilevanti siano leggibili.
Per offerte di credito, investimenti, salute o guadagno, controllate informazioni obbligatorie, prove delle affermazioni e regole del programma prima di valutare la commissione.
Come valutare il traffico degli affiliati
Il numero di clic descrive l’interesse iniziale. Per capire che cosa rende un canale, però, bisogna seguire le conversioni fino alla loro approvazione: una vendita può essere annullata e un contatto può risultare non valido. Separare questi esiti per fonte di traffico permette di capire se intervenire sul pubblico raggiunto, sulla pagina di arrivo o sull’offerta.
Le metriche essenziali
Nel report controllate quante persone hanno aperto il link e quante hanno compiuto l’azione prevista. Verificate poi quali azioni sono state approvate e quali vendite sono state annullate o restituite. Per confrontare le fonti di traffico, osservate anche il ricavo per clic, il valore medio dell’ordine e gli acquisti ripetuti.
Awin mette a disposizione report per confrontare le prestazioni dei partner e regole di commissione che possono tenere conto, fra gli altri criteri, della categoria di prodotto, della campagna e del publisher.
Nel report di base tenete insieme:
- clic e clic unici;
- conversioni e quota di azioni approvate;
- annullamenti, resi e altri rifiuti;
- ricavo per clic e costo per azione;
- valore medio dell’ordine e acquisti ripetuti;
- risultati per fonte, come visite dai risultati non a pagamento dei motori di ricerca, video, newsletter, annunci, coupon e cashback.
Le formule per una prima stima
Per questa prima stima contate tutte le azioni registrate dal programma, comprese quelle ancora da verificare. Il tasso di conversione è il numero di queste azioni diviso per i clic, moltiplicato per 100. Il ricavo per clic è il ricavo da affiliazione diviso per i clic; per «ricavo» usiamo la somma delle commissioni approvate, anche se non ancora versate. Se acquistate traffico, il costo per azione approvata è la spesa pubblicitaria divisa per le azioni convalidate.
Usate lo stesso periodo e la stessa fonte in numeratore e denominatore. Anche il traffico di un blog ha un costo editoriale: spazio, lavoro e fiducia del pubblico potrebbero essere destinati a una diversa forma di ricavo.
Quando confrontiamo i publisher, distinguiamo il contributo alla raccolta di contatti da quello alle vendite. In un programma CPS, che remunera soltanto l’acquisto, chi porta lead utili può figurare in fondo alla classifica delle commissioni pur avendo avviato molte trattative. Leggiamo perciò il confronto insieme all’evento pagato e alle regole della campagna; un programma CPL darebbe a quegli stessi contatti un peso economico diverso.
Confrontare le fonti
Un articolo trovato attraverso un motore di ricerca può ricevere pochi clic da persone già vicine all’acquisto, mentre un post sui social può concentrare molte visite in poche ore. Un video può continuare ad attirarle più a lungo. Per confrontare queste fonti, guardate quante visite diventano conversioni approvate.
I siti di coupon e cashback intercettano spesso utenti prossimi all’ordine, mentre una recensione può averli aiutati nella scelta prima. Quando si usa l’attribuzione all’ultimo clic, queste funzioni diverse non emergono tutte dalla sola commissione assegnata.
Frodi, annullamenti e attribuzione controversa
Un aumento improvviso dei clic merita attenzione soprattutto quando arrivano molte registrazioni duplicate o da fonti inattese. La verifica deve partire dall’origine delle visite e dai motivi di rifiuto; se alcuni ordini segnalati dall’inserzionista non compaiono nel pannello, va controllato anche il tracciamento.
I segnali da controllare
Tra i possibili segnali di frode figurano clic artificiali, cookie inseriti senza un’interazione valida, lead falsi, autoattribuzione di acquisti effettuati dallo stesso affiliato e uso di annunci o codici sconto vietati dal programma. Anche molti contatti duplicati meritano attenzione.
Servono informazioni sulla fonte dei clic, un volume sufficiente per valutare i risultati e strumenti che mostrino lo stato delle conversioni. Nella nostra lettura dei report, il primo controllo è confrontare gli aumenti di traffico con le azioni effettivamente approvate.
Awin descrive un’iniziativa che affianca al tracciamento standard dati probabilistici quando il sistema dell’inserzionista non registra correttamente una vendita. Una conversione mancante può dunque richiedere anche un controllo tecnico.
Perché una commissione viene annullata
Un ordine reso, un lead non valido, un duplicato o l’uso di un canale vietato possono portare al rifiuto della commissione. Prima di aumentare il traffico, controllate quali motivi di rifiuto il programma mostra nei report.
Per valutare gli annullamenti:
- raccogliete i primi clic e le prime azioni su un volume limitato;
- attendete la convalida delle conversioni;
- esaminate i rifiuti per fonte di traffico;
- correggete o sospendete i canali con risultati insufficienti;
- aumentate la spesa solo quando il ricavo approvato è chiaro.
Più affiliati per lo stesso acquisto
Con l’attribuzione all’ultimo clic, un sito di coupon o cashback può ricevere la commissione di una vendita alla cui preparazione ha contribuito anche un contenuto letto prima. Alcuni programmi distinguono i tipi di partner o stabiliscono regole specifiche per i codici sconto.
Il programma dovrebbe chiarire queste regole prima del lancio. Il report delle commissioni dice chi è stato pagato; per valutare il contributo di una recensione o di una newsletter può servire anche l’analisi dei passaggi precedenti.
Se un’offerta non mostra i motivi di rifiuto né i risultati per fonte, limitate la spesa iniziale. Senza questi dati è difficile capire se un risultato debole dipende dal pubblico, dalla pagina di arrivo, dal tracciamento o dalle regole di convalida.
Come testare un programma di affiliazione
Un test piccolo consente di verificare il percorso dell’utente, l’attribuzione e il ricavo dopo la convalida. Prima di iniziare fissate un limite di spesa, le metriche da osservare e le condizioni che farebbero interrompere la prova.
Quando il canale è adatto
L’affiliazione è più semplice da integrare quando il prodotto interessa già ai lettori e l’azione pagata è definita con precisione. Per un progetto editoriale, una recensione o un confronto possono accompagnare una scelta che il pubblico sta già facendo.
Il canale tende invece a essere meno adatto quando:
- il pubblico potenziale è molto ristretto;
- la decisione d’acquisto richiede un ciclo di vendita lungo;
- all’azienda inserzionista resta un margine insufficiente dopo aver pagato commissioni e costi di gestione.
In questi casi misurare il contributo dell’affiliato e offrire un compenso sostenibile diventa più difficile.
Il piano del test
Organizzate la prova così:
- Scegliete poche offerte pertinenti per il vostro pubblico.
- Limitatevi a una o due fonti di traffico, così da leggere meglio i risultati.
- Annotate commissione, finestra di attribuzione, tempi di verifica e motivi di rifiuto.
- Stabilite un tetto di spesa o un limite di pubblicazioni.
- Definite il ricavo per clic atteso e il costo per azione sostenibile.
- Aspettate la convalida delle prime conversioni prima di decidere se ampliare il test.
Tradedoubler descrive, fra gli altri, modelli CPS, CPA, CPL, CPC e ibridi. Per il test scegliete quello legato a un’azione che siete in grado di misurare e di cui potete controllare la convalida.
Il reclutamento dei partner, la verifica del tracciamento e l’approvazione delle prime conversioni richiedono tempo. Un programma può dare risultati rapidamente quando esiste già un pubblico interessato; per giudicarne la tenuta servono dati sulle azioni confermate.
La decisione dopo la prova
Ci sono buone ragioni per proseguire se:
- la quota di conversioni approvate è comprensibile e sostenibile;
- il ricavo supera quello delle alternative disponibili per lo stesso spazio;
- i rifiuti hanno motivazioni leggibili;
- potete dichiarare chiaramente la natura promozionale dei contenuti;
- i report permettono di confrontare le fonti di traffico.
Confrontate le fonti in base a vendite e lead validi, poi assegnate più risorse a quelle che producono risultati approvati. Una crescita dei clic, da sola, non giustifica un aumento del budget.
Per iniziare basta una prova controllabile: un’offerta che risponda a un interesse del pubblico, una fonte di traffico identificabile e condizioni annotate prima della pubblicazione. Il risultato dirà se quella raccomandazione merita spazio stabile nei contenuti e se il programma offre informazioni sufficienti per gestirla.

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