Introduzione
Esistono molti modi per lavorare sulla visibilità di un sito, e gli specialisti SEO li usano ogni giorno. Uno dei più utili è la micro-marcatura, detta anche markup semantico.
Che cos'è il markup semantico e perché serve?
Il markup semantico consiste in attributi specifici aggiunti ai tag nel codice di una pagina o di un file.
Questi dati aiutano i crawler dei motori di ricerca a leggere con più precisione il contenuto della pagina.
Gli elementi di markup semantico si inseriscono nel codice HTML. Così il crawler interpreta più rapidamente la pagina e può generare nei risultati di ricerca una descrizione più completa della risorsa web. Il markup aiuta anche a riconoscere correttamente informazioni su articoli, film, offerte e altri contenuti presenti nella pagina.
In pratica, il markup semantico fornisce al bot di scansione segnali chiari sul significato dei contenuti e può facilitare l'indicizzazione del sito. Grazie a questi dati, il motore di ricerca capisce per esempio che una certa combinazione di lettere e numeri è un vero indirizzo aziendale.
In più, un markup semantico ben configurato può rendere il risultato più visibile e portare sul sito traffico più qualificato.
I microdati descrivono meglio la risorsa non solo per le query testuali, ma anche in relazione a mappe, immagini e ricerca video. Il markup semantico contribuisce inoltre alla generazione degli snippet.
In parole semplici, uno snippet è la breve descrizione del contenuto della pagina mostrata agli utenti nei risultati di ricerca. Funziona come un'anteprima e può convincerli ad aprire il sito.
Molti confondono snippet e meta description, ma non sono la stessa cosa. Anche la meta description riassume il contenuto della pagina, così l'utente e il crawler possono capire di cosa tratta la risorsa.
Se la meta description non è indicata nel contenitore <head>, il motore di ricerca sceglie un frammento del testo da mostrare nei risultati. Di solito quel passaggio è poco informativo e non descrive bene il contenuto della pagina.
Lo snippet è il frammento che il motore di ricerca usa come anteprima della pagina.
Se lo snippet è scritto con cura e contiene un numero adeguato di parole chiave, il sistema può evidenziarle in grassetto e attirare meglio l'attenzione degli utenti.
Quando non sono disponibili dati più pertinenti, il motore di ricerca può usare la meta description come testo descrittivo del risultato. In Yandex la description può anche essere ignorata, quindi lavorare bene sullo snippet resta importante.
Con il markup semantico puoi orientare le informazioni mostrate in SERP e ridurre il rischio che compaiano porzioni casuali del testo. Per usare bene questo strumento, però, bisogna conoscere i principali modi per creare il markup.
Quali metodi si usano per creare i microdati?
Per creare il markup semantico e inserirlo correttamente conviene studiare http://Schema.org e imparare ad aggiungere il codice al sito. Schema.org è un progetto condiviso da diversi motori di ricerca e offre uno standard comune per strutturare i microdati.
Oggi si usano soprattutto due metodi per creare il markup semantico:
- Usare attributi specifici nel codice HTML, come itemscope, itemtype e itemprop.
- Usare una soluzione più semplice, che richiede meno competenze tecniche: lo strumento Data Highlighter di Google. Nell'interfaccia puoi selezionare con il cursore determinati dati e indicarne il tipo.
Il primo metodo richiede di scrivere tutto a mano. Prendiamo come esempio i contatti di un'azienda e aggiungiamo il markup semantico:
<div itemscope itemtype="http://schema.org/Organization">
<span itemprop="name">Example Company</span>
Contatti:
<div itemprop="address" itemscope itemtype="http://scema.org/PostalAdress">
Indirizzo:
<span itemprop="streeatAddress">Via Roma, 4</span>
<span itemprop="postalCode">23678</span>
<span itemprop="addressLocality">Milano</span>,
</div>
Telefono:<span itemprop="telephone">+39 02 456 XXX XX</span>,
Fax:<span itemprop="faxNumber">+39 02 643 XXX XX</span>,
Email: <span itemprope="email">example@example.com</span>
</div>
Con il secondo metodo, lo strumento indicato permette di segnalare sul sito contenuti come “Eventi”, “Applicazioni”, “Serie TV”, “Libri”, “Film”, “Ristoranti”, “Prodotti”, “Attività locali” e così via.
Come verificare se il markup semantico del sito è corretto?
Tra i motori di ricerca più usati ci sono Google e Yandex. Entrambi mettono a disposizione strumenti dedicati per lavorare con i dati strutturati.
Ogni piattaforma offre un proprio modo per verificare la correttezza del markup semantico sul sito. Per Yandex c'è il Microdata Validator, mentre per Google si possono usare gli strumenti di test dei dati strutturati. Vediamo entrambi i controlli.
Verifica in Yandex
Per prima cosa bisogna aprire il Validator. Nel campo dedicato si inserisce il link dell'articolo da controllare, poi si preme il pulsante “Verifica”.
Se il markup è corretto, non compariranno avvisi né errori. Se invece ci sono problemi, Yandex mostrerà dove si trova l'errore. Questo rende più semplice correggere i microdati. Puoi leggere anche l'articolo su che cosa sono i chatbot.
Verifica in Google
Il controllo funziona in modo simile, perché anche qui il processo è automatizzato. Apri lo strumento https://search.google.com/structured-data/testing-tool e inserisci il link nel campo previsto. Poi premi “Esegui test”. Al termine della verifica, sulla destra viene indicato il numero di errori, se il markup ne contiene.
L'analisi dei concorrenti è un passaggio importante in una strategia SEO per il sito.
Scopri qui come verificare l'indicizzazione di un sito.
Una landing page deve spingere il visitatore all'azione: leggi nella nostra guida come crearla nel modo giusto.
Conclusione
Il markup semantico non è obbligatorio per un sito web. Se però viene implementato, gli utenti possono capire meglio il contenuto della pagina già dai risultati di ricerca, prima ancora di aprirla.
Quando lo snippet mostra informazioni rilevanti, l'utente capisce che la pagina può essergli utile e clicca sul sito. Un markup corretto può quindi sostenere la strategia SEO e aumentare il numero di visite.
LIVEsurf
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