Come funziona un motore di ricerca

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Come funziona un motore di ricerca

Per promuovere un sito bisogna capire come funzionano i motori di ricerca e che cosa aiuta una pagina a entrare nelle prime posizioni per le keyword rilevanti.

Che cosa sono i motori di ricerca e a che cosa servono

I motori di ricerca sono sistemi automatici che trovano, ordinano e mostrano agli utenti le informazioni più pertinenti rispetto alla loro richiesta.

Quanto più il risultato risponde bene all’intento di ricerca, tanto più gli utenti tendono a fidarsi del servizio.

Per il motore stesso questa fiducia ha anche un valore economico: più persone lo usano, più cresce lo spazio per la pubblicità contestuale mostrata nelle pagine dei risultati.

Per dare risposte utili e trattenere gli utenti, il motore scopre nuovi siti, ne analizza le pagine e le inserisce nel proprio indice.

Come funzionano i motori di ricerca

Molti pensano che un motore di ricerca mostri dati su tutti i siti esistenti. Non è così: lavora sulle pagine che conosce e che ha già inserito nel proprio indice. Se un sito non è presente negli indici dei motori, né Google né Yandex potranno mostrarlo in ricerca.

Quando un sito entra nel database, i crawler lo visitano, individuano le pagine interne e seguono i link presenti. Così raccolgono informazioni sia sul sito analizzato sia sulle risorse esterne a cui rimanda.

Questo lavoro di raccolta e organizzazione si chiama indicizzazione. A volte richiede tempo: una pagina può essere scoperta subito, ma comparire nell’indice solo dopo giorni o settimane.

L’indicizzazione consiste nel copiare nel database del motore le informazioni raccolte sui siti noti. Da quel momento le pagine possono essere valutate e proposte nei risultati. Il processo è continuo, ma la quantità di contenuti online rende inevitabili code e ritardi.

Quando l’utente digita una ricerca, gli algoritmi cercano le pagine pertinenti rispetto a quella richiesta. Una pagina può essere candidata se contiene termini collegati alla query e se il suo contenuto sembra rispondere all’intento dell’utente.

Il passaggio decisivo è il ranking: il motore stabilisce in quale ordine mostrare le pagine selezionate. Da questo ordine dipende quanta visibilità riceverà ogni risultato.

Che cosa influenza il posizionamento dei siti?

Il posizionamento per una query dipende da centinaia di segnali. Alcuni sono noti, altri restano parte degli algoritmi interni del motore. In sintesi, si possono distinguere due grandi aree:

  • contenuto testuale della pagina;
  • segnali non testuali del sito.

Nel contenuto testuale rientrano l’originalità, la mappa delle keyword, la frequenza e la rilevanza delle parole, la lunghezza del testo, la sintassi e l’ortografia. L’originalità dei contenuti resta un segnale di base per il ranking.

Più un contenuto è originale e utile, più aumentano le possibilità che la pagina ottenga una posizione migliore nei risultati.

Se i testi sono copiati o duplicati, il sito può perfino non entrare nell’indice del motore di ricerca.

Conta anche la struttura semantica del sito. Non basta inserire le parole chiave principali: servono anche termini correlati, sinonimi e formule che ricorrono naturalmente nello stesso argomento.

La keyword principale dovrebbe comparire nelle prime 100 parole e, quando possibile, nel title della pagina. Le informazioni essenziali vanno sintetizzate nella meta description, che ha uno spazio limitato e deve spiegare subito il contenuto della pagina.

Nei primi motori di ricerca la frequenza delle parole aveva un peso molto alto. Questo però premiava testi pieni di ripetizioni e difficili da leggere. Con il tempo gli algoritmi hanno iniziato a valutare meglio il contesto, la pertinenza e il ruolo delle parole nel documento.

La frequenza resta un segnale, ma non decide da sola il posizionamento. Anche la lunghezza del testo non è un fattore isolato: diventa rilevante quando permette di coprire meglio l’argomento e distribuire le keyword in modo naturale.

Sintassi e ortografia non sono i segnali più forti, ma influiscono sulla qualità percepita della pagina. I motori possono tenerne conto attraverso i propri sistemi di analisi.

Tra i segnali non testuali rientrano gli indici di citazione e i link. Ogni motore usa algoritmi propri: in Google il metodo storico per stimare l’autorevolezza di una pagina è il PageRank (PR).

Il PageRank considera il numero di link interni ed esterni verso una pagina e la loro importanza. In questo modello a ogni pagina può essere assegnato un punteggio intero da 1 a 10.

Yandex valuta soprattutto i link esterni tramite l’algoritmo tIC (CY) e tiene conto anche dei suggerimenti di ricerca mostrati nella pagina dei risultati.

Più una pagina riceve segnali di autorevolezza, più aumentano le sue possibilità di comparire nelle prime posizioni.

Yandex assegna a ogni pagina un punteggio da 1 a 100 in base all’importanza che le attribuisce.

Esistono strumenti per chi lavora nel marketing digitale come Foster Report, SEO-reports, Seolib, Pepper e Social Scout.

I formati di contenuto più comuni sono testo, immagini, audio e video. Per capire quale sia indispensabile, leggi qui

Per approfondire il ruolo della formattazione del testo in un sito, leggi il nostro articolo

Conclusioni

Per far crescere un sito serve lavorare su tutti gli aspetti che i motori di ricerca valutano: contenuti, struttura, indicizzazione, link e pertinenza rispetto alle query. Quando una pagina risponde meglio ai requisiti di Google e Yandex, ha più possibilità di raggiungere posizioni alte per le keyword importanti.

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Nastja Chekhova
Marketing
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