Google Merchant Center ha aggiornato le regole su disponibilità e consegna dei prodotti. La nuova versione entrerà in vigore all’inizio di settembre e introduce controlli più severi sulla tempestività e sull’accuratezza delle informazioni pubblicate. In particolare, l’errore legato ai problemi di consegna sarà sostituito dalla segnalazione di informazioni inesatte sulla disponibilità dei prodotti. Secondo le nuove norme, non si tratta più solo di un problema tecnico: può essere considerato una violazione e portare al blocco dell’account venditore.
Il problema nasce quando la pagina di destinazione indica che un prodotto può essere acquistato, ma l’acquisto non è realmente possibile. Basta che l’utente aggiunga l’articolo al carrello perché questo diventi non disponibile o risulti esaurito. Con le nuove regole di Google Merchant Center, le informazioni presenti nel negozio online e nella pagina di pagamento devono coincidere, soprattutto sulla disponibilità del prodotto. Qualsiasi discrepanza nel percorso d’acquisto può quindi generare l’errore indicato e far scattare le relative sanzioni da parte del servizio.
Le differenze nei dati sulla disponibilità compaiono spesso quando cambiano l’IP o la posizione dell’utente, oppure quando il pulsante di acquisto sul sito di destinazione non funziona correttamente. Un’altra causa frequente è l’incoerenza nelle condizioni di consegna: per esempio, se in Google Merchant Center è indicata la consegna a domicilio, ma il negozio non offre davvero questa opzione. In casi del genere, aumentare artificialmente le visite al sito non risolve il problema.
Correggere queste anomalie diventa quindi essenziale, perché ignorarle può portare al blocco dell’account. Maggiori dettagli su come risolvere questi problemi e sulle nuove condizioni sono disponibili nella Guida di Google e nel blog ufficiale del servizio. Secondo Google, l’aggiornamento dovrebbe rendere più affidabile l’esperienza sia per i venditori sia per gli acquirenti.
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