Un imprenditore preparato sa trasformare idee diverse in un progetto concreto, comprese le idee per un business online. Sa organizzare i processi principali, stimare i costi e gestire i flussi di cassa. Chi ha esperienza conosce bene pianificazione e investimenti: così può testare e lanciare iniziative senza bruciare tempo e capitale in scelte sbagliate.
Chi vuole avviare un progetto online deve capire da dove partire e imparare a valutare il potenziale economico della propria idea.
Da dove iniziare la pianificazione finanziaria di un progetto online?
Per mettere in pratica un’idea di business servono risorse economiche. Coprono soprattutto le spese iniziali. Per ottenerle occorrono competenze diverse: preparare una presentazione del prodotto, spiegare il modello e convincere eventuali finanziatori.
I professionisti valutano il potenziale di un business partendo dal business plan. Non si fermano all’introduzione: analizzano con attenzione il bilancio, il conto economico previsionale e il piano dei flussi di cassa.
Una stima credibile delle spese iniziali e dell’utile atteso aiuta a usare il capitale con più disciplina e a ridurre gli sprechi.
Come calcolare il budget iniziale necessario?
Il budget iniziale è una delle parti centrali di ogni progetto in fase di lancio. Se si intende chiedere un finanziamento a una banca o a un altro istituto, l’attenzione si concentrerà soprattutto sui numeri, più che sui metodi utilizzati o sui problemi operativi.
Un budget comprensibile per molte organizzazioni divide le spese iniziali in tre categorie principali:
- Costo del lavoro;
- Spese dirette e principali;
- Spese indirette di varia natura.
Nel budget iniziale vanno inseriti tutti i fattori e tutte le voci di costo rilevanti, indicando con chiarezza dove verranno destinati i fondi.
Prima di distribuire il denaro tra le voci del budget iniziale, è utile verificare la normativa fiscale vigente e le regole contabili applicabili nel proprio territorio. Questo riduce il rischio che una parte significativa del capitale venga assorbita da pagamenti imprevisti.
Come calcolare l’utile?
Un calcolo corretto del risultato economico permette di stimare l’utile complessivo che il progetto può generare. Di solito si prepara un prospetto con questi dati:
- Ricavi.
- Costi.
- Differenza tra i due valori.
Per determinare l’utile si procede così:
- Per prima cosa si registra il fatturato reale o previsto dalla vendita di prodotti o servizi. Questo valore rappresenta i ricavi lordi dell’impresa;
- Dai ricavi lordi si sottraggono tutti i costi di acquisto, produzione o organizzazione dei servizi;
- Dalla somma restante si sottraggono le spese mensili obbligatorie: hosting, compensi del personale, costi di marketing e così via.
Il risultato ottenuto corrisponde all’utile netto generato dall’attività principale dell’azienda.
Per avere un quadro più completo, all’utile dell’attività principale si possono aggiungere gli importi provenienti da attività secondarie e sottrarre le altre spese, come rate di prestiti, corsi di formazione o iniziative simili.
Con questi passaggi si calcola in modo ordinato il risultato finanziario complessivo. Se il saldo è positivo, il progetto può generare utile netto dall’attività prevista.
Un risultato negativo indica che l’attività produrrebbe una perdita. In questo caso è meglio rinviare il progetto oppure rivedere costi e modello operativo.
Come prevedere le vendite?
Per valutare correttamente un progetto online bisogna stimare il fatturato atteso da prodotti e servizi. La difficoltà è che una previsione di vendita affidabile richiede spesso tempo, dati e risorse.
Le risorse investite non devono essere spese alla cieca. Per questo chi avvia un’attività deve pianificare le vendite in anticipo.
Il volume di vendita deve essere coerente con l’utile pianificato e con gli obiettivi commerciali. Per definirlo, occorre lavorare su questi passaggi:
- Si stabilisce il prezzo del prodotto o del servizio. Se l’offerta non è unica sul mercato, si analizzano i prezzi dei concorrenti. Se invece il prodotto è unico, il prezzo può essere costruito sommando i costi di produzione e il margine desiderato.
- Si definisce l’utile atteso dal progetto, cioè quanto bisogna incassare per raggiungere il volume di vendita pianificato.
- Si calcola il numero di unità da vendere per arrivare agli obiettivi fissati.
Se il volume di vendita previsto appare irrealistico, il business plan va modificato. Prima di tutto si prova a ridurre il numero di vendite necessario senza perdere utile. Ci sono due strade principali:
Si possono proporre prodotti o servizi a un prezzo più alto. Questa soluzione funziona se il progetto vende qualcosa di valido e davvero distintivo. Se invece l’offerta è comune, aumentare molto il prezzo sarà difficile;
Si può lavorare sulla riduzione dei costi. Questo risparmio non dovrebbe però riguardare tasse, investimenti nel processo produttivo o marketing.
I costi possono essere ridotti sull’affitto degli spazi, sul numero di dipendenti o sugli stipendi. Tagli di questo tipo dovrebbero restare temporanei. Quando l’attività migliora e inizia a generare utili più consistenti, le spese essenziali vanno riportate a un livello sostenibile; altrimenti trattenere il personale diventa complicato.
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Come valutare l’efficacia del marketing?
Il successo di un progetto online dipende spesso dall’efficacia del marketing. Per valutarla conviene monitorare queste metriche principali:
- Costo di acquisizione cliente. Si calcola dividendo i costi totali di marketing di un determinato periodo per il numero di clienti acquisiti nello stesso intervallo.
- Valore del cliente: è il valore economico che un singolo cliente porta al progetto durante il rapporto con l’azienda. Per calcolarlo si moltiplica il ricavo medio per transazione per il numero medio di transazioni nel periodo stabilito e poi per la durata del rapporto tra venditore e cliente.
Il valore generato da un cliente deve essere superiore al costo sostenuto per acquisirlo.
Per valutare l’efficacia del marketing e le prospettive complessive del progetto, si confronta il valore del cliente con il costo di acquisizione. Per i progetti online, questo rapporto dovrebbe essere almeno cinque volte superiore al costo di acquisizione. Se il rapporto è inferiore a tre, il marketing può essere considerato inefficace.
Nel misurare il marketing conta anche il tasso di conversione dei lead in vendite. Questa metrica mostra quante richieste di potenziali clienti si trasformano in acquisti reali. Si ottiene rapportando le vendite di un certo periodo al numero di lead raccolti.
Il tasso di conversione dei lead varia in base al prodotto e alla domanda di mercato. Per questo va seguito nel tempo: quando cresce, di norma migliora anche l’efficacia del marketing.
Come calcolare le spese del progetto?
Per fare questi calcoli serve conoscere il costo dei beni e dei servizi necessari al lancio. Per lavorare in modo ordinato, le spese vanno divise in due gruppi: costi ricorrenti e costi una tantum. Tra le spese iniziali rientrano:
- Apertura della partita IVA o costituzione della società;
- Acquisto di computer e attrezzature;
- Pagamento dei software necessari al lavoro;
- Creazione del sito web, quindi sviluppo del design, acquisto di una CMS e registrazione del dominio.
Le spese mensili comprendono prima di tutto il personale, l’affitto degli spazi, la sicurezza e la pulizia. Vanno inclusi anche materiali di consumo, merci, pubblicità e marketing.
Per calcolare il capitale necessario al lancio, si sommano tutte le spese correnti e si moltiplica il risultato per 12. In questo modo si ottiene l’importo necessario a coprire i costi fissi per un anno intero. A questa cifra si aggiungono le spese una tantum. Il risultato è il fabbisogno complessivo per avviare il progetto.
Il capitale iniziale può essere ridotto, per esempio calcolando i costi fissi su sei mesi invece che su un anno. Questo approccio ha senso solo se c’è una ragionevole certezza che il progetto raggiungerà il break-even nei primi mesi di attività.
All’inizio le prospettive finanziarie del progetto andranno valutate in autonomia. Servono le basi della terminologia economica e alcune competenze elementari di pianificazione finanziaria. Nella prima fase basta capire se l’idea è sostenibile, quali risorse servono per partire e quale volume di prodotti o servizi bisogna vendere per arrivare all’utile.
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