Quando si lavora sul flusso di link equity tra pagine e siti, noindex e nofollow aiutano a controllare che cosa viene indicizzato e quali link trasmettono segnali di ranking. Per questo rientrano tra le verifiche di base di una buona ottimizzazione SEO.
Il tag noindex
Dove e quando si usa
Il tag noindex serve a escludere dall'indicizzazione una parte del codice HTML testuale. Non funziona, invece, su link e immagini. Se racchiudi l'anchor text di un link nel tag, viene escluso solo il testo dell'ancora: il link può comunque essere rilevato dal motore di ricerca.
Esempio:
<noindex> Testo che il motore di ricerca può vedere ma non deve considerare </noindex>
Questo tag non fa parte dello standard HTML, quindi molti editor lo ignorano o lo rimuovono.
Una forma più stabile è questa:
<!-- noindex -->
<!--/ noindex -->
In questo formato può essere inserito nell'editor di WordPress con minori rischi che venga eliminato automaticamente.
Va distinto dal meta tag noindex, che si inserisce nell'head della pagina: i due strumenti hanno funzioni diverse.
Il tag semplice riguarda solo il codice compreso tra <noindex> e </noindex>. Il meta tag, invece, esclude dall'indicizzazione l'intera pagina: in un contesto Yandex, il motore di ricerca russo non dovrebbe mostrarla nei risultati.
Nel caso di Yandex l'effetto può non essere immediato: il testo racchiuso nel tag può essere prima rilevato e poi escluso dall'indice dopo un certo periodo.
Esempi di utilizzo
Il tag noindex può essere utile in questi casi:
- Per evitare che parole volgari o contenuti poco adatti entrino nell'indice.
- Per mascherare codici di contatori storici, come Rambler100, LiveInternet, vecchi indicatori TCI e PR.
- Per escludere da Yandex moduli di iscrizione, newsletter e blocchi simili.
- Per non far indicizzare contenuti copiati o privi di valore originale.
- Per gestire contenuti duplicati su più pagine.

Quando non va usato
Ci sono situazioni in cui questo tag non è la scelta giusta:
- Non serve per gestire link interni o esterni inseriti dentro noindex: il tag non impedisce al link di essere rilevato.
- Lo stesso vale per molti tag e widget dei blog: se il motore o il CMS non li interpreta, usarli non produce effetti reali.
- Non è lo strumento adatto per annunci di piattaforme pubblicitarie russe come Begun o Yandex Direct.
Il tag nofollow
Noindex e nofollow hanno ruoli diversi. Il primo riguarda l'indicizzazione del testo; il secondo segnala ai crawler di non seguire un link o di non usarlo per trasferire segnali di ranking.
Dove e quando si usa
Il nofollow si applica ai link e indica ai motori di ricerca come trattarli. Per Google oggi è un hint, non un blocco assoluto; in ottica Yandex resta comunque un segnale usato per limitare il passaggio di peso.
In pratica riduce o impedisce il trasferimento di valore SEO dalla pagina che contiene il link alla pagina di destinazione.
Attenzione: applicare nofollow a tutti i link esterni non permette di conservare automaticamente tutta la link equity della pagina. È meglio usarlo con criterio, sui link che non vuoi avallare o che non sono rilevanti.
Esempi di utilizzo
Il tag è utile in diverse situazioni:
- Quando non vuoi trasferire valore a una risorsa fuori tema o poco affidabile.
- Quando devi gestire i link inseriti nei commenti.
- Quando vuoi limitare il passaggio di valore verso un sito molto popolare, soprattutto nei vecchi scenari SEO basati su indicatori come il TCI di Yandex.
- Quando sul sito ci sono troppi link interni ed esterni e vuoi ridurne l'impatto.
- Quando devi distribuire meglio il valore dei link tra più pagine.
Quando non va usato
Un uso eccessivo di nofollow può indebolire i segnali di fiducia che i motori di ricerca associano al sito, soprattutto se quasi tutti i link risultano marcati. La regola pratica è non esagerare.
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Quando si usano insieme noindex e nofollow?
Se vuoi limitare il passaggio di valore e, allo stesso tempo, evitare che Yandex consideri l'anchor text, puoi usare noindex e nofollow insieme.

Molti principianti della SEO applicano entrambi i tag a ogni link. Di solito non serve: nella maggior parte dei casi basta nofollow. Noindex va aggiunto solo quando devi anche impedire l'indicizzazione dell'anchor text.
Noindex e nofollow funzionano bene solo se usati con una logica precisa.
In pratica, distribuisci il valore tra i link usando nofollow dove è davvero necessario. I link inutili vanno marcati, quelli importanti lasciati liberi, così il valore passa alle pagine che contano.
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