Troll: che cos'è e come difendersi?

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Sui social network e nei forum capita spesso di leggere commenti come «è un troll» o «non discutere con i troll». Non tutti, però, capiscono davvero chi siano queste persone, perché convenga non alimentare la conversazione e con quale obiettivo cerchino di coinvolgere gli altri.

Che cos'è il trolling?

Il trolling non è un fenomeno nuovo: si è diffuso all'inizio del XXI secolo insieme alla crescita di Internet. In pratica, consiste nel provocare gli utenti per ottenere reazioni emotive. Il troll, però, non deve per forza avere una posizione reale sull'argomento che usa per accendere la discussione.

Durante il trolling, l'utente fa domande provocatorie, sostiene che gli altri membri della community abbiano torto senza portare argomenti solidi e prova in ogni modo a far perdere la calma agli interlocutori. I troll possono nascondersi dietro nomi inventati e avatar anonimi e, dopo una conversazione riuscita, arrivare perfino a eliminare i profili falsi.

Nella vita offline il trolling è molto meno frequente, perché richiede l'assenza di un contatto diretto con una persona o con un pubblico reale.

Il termine appartiene allo slang online: in inglese «trolling» indica anche una tecnica di pesca a traina.

 

Proprio come chi pesca, i troll cercano di «agganciare» gli utenti più attivi e coinvolti di una community, trascinandoli in una discussione accesa e spingendoli a reagire d'impulso.

Qual è lo scopo del trolling?

Ogni community online, che si tratti di un forum, di un portale di notizie con commenti o di un gruppo sui social network, è composta da persone che seguono gli aggiornamenti e partecipano alle discussioni. In questo contesto ogni utente finisce per avere un proprio ruolo e una certa reputazione. scopo del trolling

Entrando in una discussione, il troll può parlare come se rappresentasse l'interlocutore e influenzare così il modo in cui gli altri utenti percepiscono un Paese specifico e i suoi abitanti.

Chi è davvero un troll?

I troll possono appartenere a gruppi diversi: studenti che vivono questa forma di comunicazione come un gioco, adulti che cercano online l'attenzione che manca loro altrove e utenti consapevoli che trasformano il trolling in un'attività retribuita.

La presenza coordinata di molti troll permette di orientare le emozioni degli utenti comuni. Per questo alcune agenzie di PR ricorrono a pratiche scorrette per promuovere un nuovo prodotto o danneggiare i concorrenti.

Un troll può essere rozzo oppure molto abile. Alcuni scrivono commenti lunghi, argomentati e ben costruiti, ma con una provocazione inserita fin dall'inizio; altri seguono schemi preparati in anticipo. Tutto dipende dal tipo di trolling e dall'obiettivo della persona.

Negli ultimi anni il fenomeno attira l'attenzione di sempre più specialisti. Troll preparati e ben coordinati possono incidere sulle dinamiche dei social network e delle piattaforme tematiche, fino a contribuire alla nascita di proteste nel mondo reale.

Troll molto diversi tra loro

  • Politici. Durante le campagne elettorali, a ogni livello e spesso soprattutto su scala regionale, in rete compaiono gruppi organizzati di troll che monitorano le notizie su determinati candidati e lasciano commenti positivi o negativi in base agli interessi che rappresentano. Alcuni agiscono spontaneamente per sostenere un candidato, altri lavorano su incarico di un comitato elettorale. A un livello più alto, altri troll alimentano discussioni su piattaforme dove si parla di temi internazionali. Anche in questo caso possono farlo per convinzione personale o dietro compenso.
  • Provocatori. Questi utenti creano discussioni dal nulla per puro divertimento. Non sempre vogliono offendere qualcuno, ma amano osservare le reazioni degli altri davanti a commenti assurdi e possono passare ore online senza uno scopo preciso. Per accendere il conflitto scelgono temi caldi: religione, leggi controverse, personaggi divisivi e argomenti simili.
  • Esperti. Gli utenti che nei commenti cercano di dimostrare la propria competenza in un settore, citando fatti scientifici per correggere gli altri, vengono spesso chiamati «troll esperti». Amano discutere e portano avanti la conversazione finché gli altri smettono di rispondere. Solo allora chiudono il confronto, sottolineando l'ignoranza altrui sull'argomento.
  • Truffatori. I troll truffatori sono la variante più pericolosa. Non discutono per caso: cercano di ottenere informazioni importanti, come luogo di lavoro, posizione sociale, rapporti personali o perfino dati di carte di credito. Nel pieno di una discussione una persona può rivelare troppo, ed è proprio ciò che il truffatore vuole usare a proprio vantaggio.

Chi paga i troll?

Il lavoro dei troll può interessare aziende, comitati elettorali e privati. Gli annunci per reclutare troll possono comparire sulle piattaforme per freelance, anche se spesso i coordinatori dei progetti li cercano tra persone già conosciute.

I troll possono inviare report del lavoro svolto sotto forma di screenshot. Il pagamento può essere orario, legato al raggiungimento di una quota o calcolato per ogni commento pubblicato.

Conoscendo le dinamiche della promozione su VKontakte, è possibile creare una community o una pagina molto popolare e capace di generare buoni ricavi. 

Ti serve una presentazione di qualità? Nel nostro articolo trovi una guida dettagliata. 

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Qual è la differenza tra trolling palese e trolling mascherato?

protezione dai trollL'obiettivo di qualsiasi troll è agire nel modo meno evidente possibile. La discussione deve nascere quasi dal nulla e gli argomenti devono somigliare il più possibile a quelli di utenti comuni davvero interessati al tema.

Il trolling palese non prova a nascondersi. Gran parte della community capisce che qualcuno è caduto nella provocazione senza accorgersene. Ed è proprio questo a diventare oggetto di scherno.

Il trolling mascherato, invece, si confonde con una normale conversazione. L'utente sceglie con cura gli argomenti per non farsi scoprire e si presenta come una persona sinceramente interessata al tema. Questa modalità è spesso usata da chi lascia commenti a pagamento.

Come difendersi dai troll?

Per non diventare vittima di un troll online, è meglio non prendere le discussioni su Internet sul piano personale.

Se un utente, dopo pochi commenti, cerca a tutti i costi di dimostrare qualcosa, la risposta più efficace è dire l'ultima parola e smettere di alimentare la provocazione.

 

Il troll continuerà a fare domande e a toccare punti sensibili, ma se non vede più interesse passerà a qualcun altro.

Litigare online raramente porta a qualcosa, soprattutto quando l'interlocutore nasconde il profilo o evita di indicare dati personali. Nei forum che mostrano la cronologia dei commenti, si può controllare come quella persona ha risposto in altre discussioni. Se tutti i suoi interventi seguono la stessa linea provocatoria, con ogni probabilità si tratta di un troll.

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7 minuti di lettura
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22/05/2026, 11:08
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Nastja Chekhova
Nastja Chekhova
Marketing
Scritto il 12 marzo 2026 alle ore 15:40
Aggiornato il 22 maggio 2026 alle ore 11:08
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